Psr, i paletti della Campania alle mire delle regioni del Nord

L'assessore all'Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, rompe il silenzio e annuncia una proposta difensiva degli interessi del Mezzogiorno alla Conferenza Stato-Regioni di domani. I fondi Feasr riequilibrano le scarse risorse nazionali

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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L'assessore campano: 'I fondi Feasr per lo sviluppo rurale al Sud compensano la minore capacità di spesa dell'agricoltura meridionale sul Primo pilastro'
Fonte foto: © Regione Campania

"I fondi europei per lo Sviluppo rurale devono essere utilizzati per il riequilibrio strutturale e per l'ambiente. Non possiamo favorire un modello di ripartizione fondato su basi quantitative che vada a privilegiare solo le regioni più forti". Lo ha dichiarato nella serata del 22 gennaio scorso Nicola Caputo, l'assessore all'Agricoltura della Regione Campania che con il suo staff ha preparato una proposta di mediazione delle regioni del Sud contro le pretese del Nord di ottenere sui propri Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 una congrua fetta dei finanziamenti del Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e la quota nazionale italiana del Next generation EU per il periodo di transizione 2021-2022. La proposta della Regione Campania sarà presentata nella riunione di domani della Commissione politiche agricole della Conferenza Stato-Regioni. E Caputo, con una lunga nota stampa, ne anticipa alcuni contenuti, confermando un punto fermo: non si possono sottrarre risorse europee al Sud sullo sviluppo rurale, se non si ridiscutono i criteri con i quali vengono attribuite le risorse nazionali.

"La Campania ed il Mezzogiorno - continua l'assessore - non possono essere così pesantemente penalizzati sui criteri di riparto 2021-2027 delle risorse Feasr. Anche la Campania è stata virtuosa nella spesa, quindi rimando al mittente le presunte priorità che qualcuno vuole vedere riconosciute". Il riferimento è alle richieste delle regioni del Nord, anticipate da AgroNotizie, sul cambio dei criteri di riparto del Feasr tra le regioni, premiante verso le regioni più performanti in termini di spesa.

"Queste risorse sono indispensabili per l'agricoltura campana e per il Mezzogiorno che non può vedersi scippata la possibilità per sviluppare la propria economia per le generazioni future". Aggiunge Caputo che precisa: "Alcune regioni vogliono discutere della ripartizione storica che favorisce il Mezzogiorno, ma non vogliono confrontarsi sulla quota di finanziamento nazionale squilibrata in favore delle regioni del Nord sulla base di quella che era la capacità di spesa di diversi anni fa e che, oggi - spiega l'assessore Caputo -, andrebbe comunque riconsiderata sulla base dell'attualizzazione della performance di spesa che vede la Campania tra le regioni più performanti".

"Dunque - sottolinea Caputo -, il carattere particolare dell'attività agricola e le disparità strutturali e naturali tra le diverse regioni, determinano la necessità di operare gradualmente gli opportuni adattamenti, secondo il consolidato principio europeo della path-dependency, valutando soprattutto il fatto che il Feasr compensa con interventi per lo sviluppo rurale il basso livello di spesa media che alcune regioni hanno sul primo Pilastro".

Caputo intende che è ancora più importante che le regioni meno sviluppate abbiamo una quota maggiore del Feasr per lo sviluppo rurale, anche per riequilibrare la scarsa spesa che queste regioni generano con la domanda unica e ciò essenzialmente per quei motivi strutturali che le politiche di sviluppo rurale tendono - nel lungo periodo - a rimuovere. Ed è al momento l'unica strada per ottenere questo riequilibrio, visto che "A proposito di primo Pilastro non si comprende perché non si voglia mettere in discussione il modello alla base dell'attribuzione delle risorse che, ricordo, rappresentano il 75% della Politica agricola comunerincara la dose l'assessore campano.

"Martedì (domani per chi legge Ndr) avremo un ultimo appuntamento in Commissione politiche agricole in seno alla Conferenza Stato-Regioni - ricorda  Caputo -, noi siamo disponibili a trovare soluzioni che siano in linea con il dettato europeo di riequilibrio che ispira i Fondi, ma se qualcuno ha deciso di proseguire senza ragionevolezza su criteri che vanno ad ampliare il divario Nord-Sud, se ne prenderà tutte le responsabilità".

Infine Caputo lancia alle regioni del Nord un'ultima stoccata con una simulazione sul momento della divisione dei fondi europei tra gli Stati membri dell'Unione europea: "Utilizzando il metodo indicato dalle regioni del Nord, l'Italia avrebbe ricevuto mezzo miliardo di risorse in meno e la Polonia non avrebbe ricevuto più risorse della Germania che è tra i paesi più competitivi". Chi si era illuso che la mediazione della Campania potesse essere indulgente verso le richieste del Nord dovrà a questo punto ricredersi.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: pac psr sviluppo rurale politica agricola investimenti

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