Cereali, la musica è la stessa del 2018

Partenza difficile per la bilancia cerealicola italiana, che vede crescere il valore dell'import più dell'export, con quantitativi scambiati in calo rispetto al gennaio 2018

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Diminuiscono gli scambi di grano duro
Fonte foto: © Elenathewise - Fotolia

Anno nuovo ma vecchie abitudini. La bilancia commerciale cerealicola del Belpaese continua a macinare deficit, secondo i dati dell'Anacer. I movimenti valutari relativi all'import/export del settore cerealicolo hanno portato a un saldo negativo nel gennaio 2019 di 217,2 milioni di euro, contro i 183 milioni del gennaio 2018.

A pesare è la crescita del valore dell'import, che seppur in diminuzione in termini quantitativi, è aumentato a livello assoluto in termini di esborso monetario. Il calo quantitativo si è attestato sul -2,4%, con un aumento di 48,2 milioni di euro nei valori (+10,5%) rispetto al primo mese del 2018. Crescono gli arrivi di grano duro (+110mila tonnellate) e i semi oleosi (+33mila tonnellate), mentre calano il grano tenero (-99mila tonnellate), il mais (-6.200 tonnellate) e altri cereali minori (-7.300 tonnellate).

Brusca frenata anche per le farine proteiche, con una riduzione di 55.500 tonnellate (-19%). Aumento per l'import di riso di 1.800 tonnellata (+10%). Sul fronte dell'export, anche qui cala il quantitativo (-9,1%), mentre cresce il valore (+5,1%). Diminuisce la vendita all'estero di cereali in granella (-50mila tonnellata di grano duro), mentre crescono le paste alimentari (+5,5%) e i mangimi a base di cereali (+29%).

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Anacer - Associazione nazionale cerealisti

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Tag: cerealicoltura import/export mercati pasta

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