Il ministero delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio scende in campo per difendere il riso italiano, annunciando proprio dalla Festa del riso di Isola della Scala (Verona), una delle manifestazioni più vivaci a livello nazionale, la volontà di stringere nelle prossime settimane un accordo per esportarlo in Cina. Sarebbe un po’ come vendere ghiaccio agli eschimesi.
Ma il ministro Centinaio è convinto di riuscire nell’impresa e di garantire, così, un inedito quanto importante orizzonte commerciale per la filiera del riso made in Italy, coltivato oggi su circa 220mila ettari, il 10% in meno rispetto alle superfici del 2017.

Il nostro riso è di qualità e la Cina lo ritiene un prodotto da importare - ha detto Centinaio -. Ci apriremo una nuova strada”. 
Così, dopo aver aumentato l’aiuto specifico alla risicoltura (+50 euro/ettaro) e aver bloccato alcune partite di riso di pessima qualità proveniente dall’estero, sequestrate dopo le analisi effettuate tra porti, aeroporti e dogane dall’Istituto Controllo qualità e repressione frodi (Icqrf), si apre un nuovo capitolo in difesa della risicoltura italiana, la più importante per estensione e produzione di tutta Europa. Tra luglio e agosto, infatti, le autorità italiane hanno effettuato blitz a sorpresa, che hanno portato al sequestro di prodotto, per una parte addirittura etichettato come italiano, nonostante provenisse dall’Asia.

Resta aperto il nodo dell’applicazione della clausola di salvaguardia, che ridurrebbe notevolmente le importazioni selvagge dal Sud Est Asiatico, territorio a forte trazione risicola, che nell’ultimo anno ha inviato in Europa 367.585 tonnellate, secondo quanto rilevato da Coldiretti Lombardia. In questo caso, però, la partita si gioca a Bruxelles.
La richiesta di ripristinare i dazi all’importazione da Cambogia e Myanmar, facendo pressione della Direzione del Commercio della Commissione Ue, è anche una delle richieste dell’Associazione delle industrie risiere italiane, i cui vertici (il presidente Mario Francese e il direttore Roberto Carrière) hanno incontrato nei giorni scorsi il ministro Centinaio, per consegnargli un dossier delle cose da fare.
Fra i temi proposti, anche l’esigenza di sostenere i consumi di riso attraverso adeguate campagne informative e la definizione di un protocollo che possa aprire all’export di riso italiano in Cina.
 

Le stime

Intanto, a campagna appena iniziata, l’Ente nazionale risi parla di un buon raccolto alle porte, grazie a fioriture scalari, pannocchie regolari e la quasi assenza di aborto fiorale da abbassamento termico.

Coldiretti Lombardia, invece, stima a livello regionale un calo fino al 10% nelle superfici coltivate, che dovrebbero così attestarsi sotto quota 100mila ettari. In diversi casi – precisa la Coldiretti Lombardia – le operazioni scatteranno in ritardo di una decina di giorni rispetto allo scorso anno a causa delle bizze del tempo. A livello provinciale oltre l’80% delle risaie è concentrato nel Pavese, seguono i territori di Milano, Lodi e Mantova.
 

L'importanza della precisione

Intanto, si sta diffondendo anche nelle risaie della Lomellina, tra Lombardia e Piemonte, l’agricoltura di precisione, per distribuire con maggiore efficacia il fertilizzante. Un obiettivo che è oggetto del progetto Saturno, finanziato dal Psr della Lombardia e che vede capofila il Distretto agricolo delle risaie della Lomellina con 46 imprese agricole, l’Irea, l’Istituto di ricerca scientifica e tecnologica del Cnr e il Cassandra lab dell’Università di Milano. La ricerca si propone in particolare di individuare i momenti ideali per le concimazioni, le zone che ne hanno maggiore o minore necessità, misurando anche quanto queste siano quantitativamente differenti.

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