Cina – Umbria, un accordo per l'agroalimentare

Firmato a Perugia un documento tra il Parco 3A e Beijng-Ciq, l'organismo per la certificazione alimentare di Pechino, per collaborare a livello di ricerca e realizzare un mutuo riconoscimento dei prodotti

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Il logo del Parco 3A accanto alla bandiera italiana e cinese
Fonte foto: © Matteo Giusti - AgroNotizie

E' stato firmato a Perugia un accordo fra il Parco tecnologico agroalimentare 3A, lo strumento operativo della Regione Umbria per la ricerca e la qualità dei prodotti agricoli ed agroalimentari, e Beijng-Ciq, l'organismo competente nel territorio di Pechino per le ispezioni e autorizzazioni in ingresso sui beni importati, dipendente da Aqsiq, l'ente ministeriale cinese per l'ispezione e la quarantena.

L'obiettivo di questa intesa è quello di dare supporto e formazione alle aziende del settore agroalimentare che intendono esportare in Cina, scambiare conoscenze, competenze e buone pratiche, ottenere il riconoscimento reciproco delle prove di laboratorio per snellire le pratiche autorizzative, e realizzare un logo congiunto per i prodotti agroalimentari.

Un passo in avanti importante per la regione che vede nel grande paese asiatico un mercato importante in cui espandersi. Già a marzo aveva visto una vista ufficiale a Chongqing dell'assessore all'agricoltura per promuovere le attività culturali e prodotti della regione.

A siglare l'accordo, alla presenza dell'assessore regionale all'agricoltura Fernanda Cecchini, l'amministratore unico di 3A-Pta, Massimiliano Brilli, e il direttore del Bj-Ciq Yang Xia.

La delegazione cinese, composta da funzionari di Bj-Ciq e da tre imprenditori, ha visitato quattro aziende umbre che producono prodotti tipici, in particolare il prosciutto Igp di Norcia.

"Partiamo bene, dal prosciutto di Norcia – ha detto l'assessore Cecchini – e auspichiamo che questa importante intesa si traduca in scambi commerciali per le nostre imprese agricole e agroalimentari.

"Questo accordo – ha ribadito l'assessore – si inserisce in un quadro di rapporti e collaborazione ad ampio raggio avviato da anni fra l'Umbria e la Cina, con sinergie su ricerca, innovazione, tracciabilità dei prodotti ma anche su alta formazione e cultura. La Regione Umbria, tra l'altro, è stata capofila di un progetto che ha coinvolto i ministeri della salute, delle politiche agricole e dell'economia per organizzare in Cina un forum sulla sicurezza alimentare, alla cui base c'era la certificazione delle produzioni. Cardine di quel progetto, così come di questi attuali, è il Parco 3A, nato proprio per curare questo aspetto fondamentale".

"Con la firma – ha sottolineato l'amministratore unico di 3A-Pta, Brilli – diamo seguito alla nostra missione in Cina del marzo scorso, in cui abbiamo avuto modo di conoscere questa struttura e di valutare la possibilità di una collaborazione sui controlli in materia di denominazione d'origine e di import-export dei prodotti. La delegazione cinese ha già preso contatti con alcune aziende, per valutarne le caratteristiche in vista di possibili importazioni di prodotti tipici umbri".

"L'obiettivo dell'accordo – ha aggiunto – è quello di una collaborazione molto più ampia, in termini di scambi di informazioni, di comuni meccanismi di analisi degli elementi, di certificazione e condivisione di buone pratiche. Stiamo sperimentando per la prima volta forme di accordo fra enti di certificazione e siamo convinti che scambiare buone prassi e culture possa favorire anche scambi commerciali".

Il direttore di Bj-Ciq ha ringraziato la Regione Umbria e il Parco Tecnologico agroalimentare, spiegando garantisce la sicurezza e la qualità dei prodotti che le aziende straniere vogliono esportare in Cina.

"In questi giorni trascorsi in Umbria – ha detto – abbiamo visitato quattro aziende, tutte con una buona qualità sia nell'organizzazione sia per quanto riguarda le produzioni. Questo accordo è il primo passo per una collaborazione più stretta."

Di accordo molto positivo e di un buon inizio ha parlato anche l'amica dell'Umbria Chenui Zhang, del gruppo Hongtian Yihua: "Cerchiamo di aumentare in futuro gli scambi commerciali e culturali, a beneficio dei cittadini dei nostri due Paesi".

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