Maltempo, regge il "sistema Piacenza"

Fondamentale il contributo del Consorzio di bonifica. Resta l'allarme per le orticole, lanciato da Coldiretti: “Nei campi si stanno sviluppando le malattie tipiche del clima freddo e piovoso”

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Filippo Arata, presidente dell'organizzazione di produttori Ainpo

Serviranno ancora una decina di giorni per fare il bilancio di questo anomalo inizio d’estate ma certamente il clima di giugno e di luglio non ha semplificato la vita degli imprenditori agricoli.

Le situazioni più rischiose sono a carico del comparto delle orticole - afferma Filippo Arata, presidente dell'organizzazione di produttori Ainpo - ed in particolare del pomodoro. Nei campi si stanno sviluppando le malattie tipiche del clima freddo e piovoso come la peronospora, l’alternariosi e le batteriosi".

Alcuni disagi anche nella produzione di erba medica. “Dopo i primi due tagli con buoni livelli produttivi - afferma Fabio Minardi, presidente di Apa - ora si dovrebbe procedere al terzo, ma con le condizioni meteo instabili, starà alla professionalità dell’imprenditore trovare il giusto trade off tra quantità e qualità. Vi è inoltre il rischio di compromettere il buon esito della fienagione in quanto le continue piogge non permettono di ottenere una buona qualità del foraggio”.

Situazione delicata anche per i viticoltoriaggiunge poi Andrea Poggi, segretario di zona di Pianello - impegnati nel monitoraggio costante delle condizioni delle vigne per eseguire i trattamenti necessari al contenimento della peronospora della vite, patologia che si sviluppa tipicamente con un clima umido e con sbalzi di temperatura, e che purtroppo ha già colpito alcune zone della provincia”.

La situazione è monitorata dai tecnici del Consorzio di bonifica di Piacenza che hanno già eseguito operazioni per contenere gli effetti delle piogge degli ultimi giorni.

Nell’impianto idrovoro della Finarda, che contribuisce ad allontanare l’acqua piovana che cade in città, alcune paratoie sono state chiuse perché il livello del Po sta crescendo ma l’acqua è defluita naturalmente senza bisogno di attivare le pompe idrovore. In caso di altri fenomeni temporaleschi importanti si dovranno attivare le stesse per preservare Piacenza dagli allagamenti. Le altre opere di bonifica, cioè i canali artificiali che si sviluppano per oltre duemila chilometri sul territorio provinciale, sono costantemente monitorate per preservare le campagne.

Attuare politiche volte alla prevenzione oltre che all’emergenza risulta essere l’elemento vincente per il nostro territorio, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici in atto in questo momento - afferma il presidente del Consorzio di bonifica Fausto Zermani - è necessaria quindi una specifica e dedicata attenzione ed un costante monitoraggio territoriale finalizzato ad un’attività di difesa. In queste circostanze acquista quindi più valore l’operato del Consorzio di bonifica che da sempre si adopera per la difesa del suolo e la gestione delle risorse idriche”.

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