È stata pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale la circolare del ministero dell’Ambiente attuativa delle innovazioni introdotte dall’articolo 57 del Decreto Legge n. 83 del 22 giugno 2012 convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 recante misure per lo sviluppo dell’occupazione giovanile nel settore della "green economy".

In sostanza il testo disciplina, sotto un profilo sostanziale e procedurale, i presupposti istruttori e il regime di garanzie da prestare per la concessione di finanziamenti alle imprese per assunzione di giovani neolaureati da impiegare in ambiti d’investimenti strutturali dei propri programmi di sostenibilità.
Ovvero rende disponibili circa 500 milioni di euro da erogare per finanziamenti a tasso agevolato subordinati all’assunzione di personale di età non superiore ai 35 anni e nel caso di assunzioni superiori a tre unità, almeno un terzo dei posti è riservato a giovani laureati con età non superiore a 28 anni. 

Gli incentivi all’occupazione giovanile si tingono di verde e contribuiscono alla creazione di quei "green jobs" che sono la speranza e l'obiettivo delle economie occidentali europee e d'Oltreoceano destinate al settore della green economy. Ovvero: a tutte quelle attività e iniziative imprenditoriali connesse alla produzione, attraverso la gestione sostenibile delle risorse ambientali, perché realizzate con un minore impatto, attraverso il recupero energetico e attraverso misure per la protezione del territorio.

Lo sviluppo sostenibile delle imprese in tutti i settori - agrario, civile, industriale e terziario - diventa quindi opportunità di occupazione per i giovani e per i neolaureati, premia le aziende che hanno visto lontano e hanno messo mano a piccoli e grandi progetti di rinnovo delle modalità gestionali e funzionali delle risorse.

Premia, insomma, le aziende che fanno ricerca e che implementano misure quali il recupero energetico, le misure ecologiche, la produzione di energie alternative all’uso dei fossili (dall’energia solare al recupero delle biomasse), i processi di produzione o valorizzazione di prodotti, i processi produttivi e che, rispetto alle alternative disponibili, comportino una riduzione dell’inquinamento e dell’uso delle risorse nell’arco dell’intero ciclo di vita.

Si tratta di un segnale importante per le amministrazioni pubbliche e private, segno che lo sviluppo sostenibile - oltre ad essere principio - puà essere un'opportunità per la crescita dell’azienda.
L’inserimento di risorse giovani, competenti e preparate nelle nuove professioni verdi, permette investimenti innovativi e competitivi,  migliora le produzioni e valorizza i prodotti!

Di qui l’importanza dell’iniziativa del governo per le imprese agricole italiane. Un piccolo incentivo a chi inizia programmi di sviluppo sostenibile completi (ad esempio in viticoltura) o a chi ha semplici iniziative ecologiche non contestualizzate in programmi sostenibili integrati, come il recupero energetico e la produzione energie alternative o attività di greening rendicontabili.



CIRCOLARE 18 gennaio 2013 n. 5505 
Misure per lo sviluppo dell’occupazione giovanile nel settore della green economy