"Siamo il miglior business dei prossimi 20 anni, perché chi ha scelto l'agricoltura deciderà le sorti del pianeta". Con queste parole il presidente di Confagricoltura Mario Guidi ha concluso il primo Forum dei giovani agricoltori, che si è svolto a Rimini il 4 e 5 novembre 2011. Il Forum è stato promosso dall'Anga, l'Associazione dei giovani agricoltori di Confagricoltura.

Il presidente di Confagricoltura ha invitato gli imprenditori dell'Anga "a uscire allo scoperto, a dialogare con gli altri settori economici, a non aspettare i tempi della politica e a stare davanti: dobbiamo creare noi le condizioni per favorire lo sviluppo, scegliere la strategie per il comparto e per il Paese". Un invito a mettersi in gioco, dunque, e a rimboccarsi le maniche: "Liberiamoci dalla negatività, usciamo dal recinto che ci siamo costruiti e che non ci permette di crescere".

Secondo Guidi è questo ciò che richiede, con urgenza il momento storico."Oltre 531.000 pratiche per ottenere i finanziamenti della Pac sono costituite da domande di importo inferiore a 500 euro: questa è agricoltura?", si è chiesto Guidi, rispondendosi che "al massimo si tratta di welfare".

Coraggio, quindi, ma anche "costanza nell'impegno e nel dialogo con gli altri imprenditori" sono i punti chiavi per vincere le sfide del futuro. La sfida è stata raccolta dal presidente dell'Anga Nicola Motolese, il quale, tracciando un bilancio dell'iniziativa, si è detto "assolutamente soddisfatto" per la riuscita del forum.

Tra gli ostacoli denunciati dai giovani agricoltori spiccano l'accesso al credito e l'eccesso di burocrazia con cui le aziende devono fare i conti. Nel corso di una tavola rotonda, il capo del Dipartimento politiche europee e internazionali del Mipaaf, Mario Catania, ha definito l'eccessiva burocrazia come "un deficit del nostro sistema-paese". La responsabilità non è però riconducibile ad un singolo soggetto della pubblica amministrazione, bensì è un "problema complessivo", dovuto, secondo Catania, all'assenza di un disegno coerente che fa sì che ogni soggetto agisce senza un vero coordinamento. Catania ha poi denunciato l'esistenza di quello che ha definito un "problema culturale", citando l'esempio concernente il comparto ortofrutta, per il quale l'Unione europea elargisce contributi allo scopo di favorire l'aggregazione. "A sud di Roma, tuttavia - ha osservato il funzionario del Mipaaf - il livello di aggregazione è ancora pari a zero".

 

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Il presidente dell'Anga Nicola Motolese

 

Nel corso della stessa tavola rotonda, Arturo Semerari, presidente dell'Ismea, ha affrontato lo spinoso problema della burocrazia. Molto è stato fatto, ma non abbastanza: per esempio, nonostante alcune procedure siano già disponibili on line, "la scarsità di conoscenza fa sì che l'agricoltore non possa utilizzare al meglio gli strumenti pubblici esistenti in materia di credito".

Ma al forum dell'Anga sono stati portati anche esempi positivi di aziende guidate da imprenditori under 40.

Il primo è stato il trentanovennne Pierlugi Strada, avvocato che ha abbandonato la carriera avviata a Bruxelles per tornare all'azienda di famiglia a Ginosa Marina, in provincia di Taranto. La mossa vincente è stata avviare la produzione e la commercializzazione di prato a rotoli. La particolarità consiste nel fatto che "le specie prodotte - ha spiegato Strada - mantengono l'attività vegetativa anche a basse temperature, permettendo di avere un parto verde tutto l'anno".

Pietro Angeli ha 27 anni e conduce un'azienda agricola nel cuore dell'Oltrepò mantovano, a Pegognaga. L'azienda è un modello virtuoso che spazia dalla terra alle energie verdi: coltiva infatti oltre 320 ettari per la produzione di mais, medica ed altre colture foraggere per dell'allevamento di oltre 600 vacche che producono latte per la trasformazione in Parmigiano reggiano. Inoltre l'azienda è anche proprietaria di un allevamento di 1500 suini ed ha recentemente investito in un impianto di biogas da 525 kw. Per Angeli l'impianto rappresenta "un'opportunità da cogliere in modo virtuoso", ossia - ha chiarito - "non deve sottrarre materie prime alla produzione di cibo".

E' padovana Francesca Salvan che, a 32 anni, rappresenta la quarta generazione di conduttori di un'azienda familiare e la prima generazione femminile. Salvan ha incrementato il vigneto di 20 ettari appartenenti alla Doc Colli Euganei e alla Doc Bagnoli con altre varietà autoctone.

Altra esperienza raccontata al forum ha visto protagonista l'agronomo Rocco Caliandro, che ha costituito, ereditando dal nonno 12 ettari di oliveti secolari, un'impresa ad indirizzo prevalentemente olivicolo-oleario, ma dove si producono anche vino e cereali. "Gli oliveti - ha detto Caliandro - sono condotti con tecniche specializzate per ottenere oli di eccellente qualità, ma grande attenzione è riservata all'ottimizzazione dei costi di produzione".

 


Un altro momento del Forum