Riforma zucchero e riconversione, il futuro della bietola

Si è svolta a inizio giugno l'assemblea dell'Associazione nazionale bieticoltori (Anb)

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Il tavolo dei relatori durante l'assemblea dell'Anb

L'assemblea ha fatto il punto sulla delicata situazione attuale del comparto bieticolo ed ha confermato sul piano interno la svolta assunta da Anb all'indomani della riforma zucchero con lo scopo di consentire alle imprese associate di accedere a nuove opportunità produttive e ad un ruolo più incisivo nelle attività agroindustriali destinate a subentrare alla filiera bieticolo-saccarifera dei comprensori colpiti dalla riforma stessa.

"L'annata trascorsa - ha sottolineato il presidente Camillo Brena nella sua relazione, approvata all'unanimità - avrebbe dovuto rappresentare una fase di consolidamento del comparto dopo il programma di chiusure del 2006 (13 zuccherifici su 19) destinato a fare fronte alla riduzione dei livelli di garanzia apportata dalla riforma zucchero. Ma ciò non è stato, e altre due fabbriche hanno cessato l'attività. La flessione dei prezzi comunitari proseguirà fino al 2009 e non sarà più compensata, a partire dal 2010, dallo specifico regime degli aiuti per l'italia, facendo scendere il prezzo della bietola a 26 euro circa alla tonnellata. I problemi di redditività che si verranno così a creare vanno affrontati per tempo e occorre fin d'ora ottenere da Bruxelles uno slittamento del regime degli aiuti, o altri provvedimenti di analoga efficacia: obiettivo sicuramente difficile, ma, al contempo, passo obbligato se si vogliono salvare i ristretti margini di autonomia produttiva del paese, ridottisi ad appena il 35% del fabbisogno interno. Anb chiederà a tal fine al ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, di porre il tema bieticolo nell'agenda italiana sui negoziati per l'health check".

Il presidente Brena ha inoltre riferito sullo stato di attuazione del programma che l'associazione si è dato lo scorso anno per consentire ai soci il passaggio a convenienti alternative colturali e la partecipazione a nuove filiere, in ossequio al principio di fondo di favorire l'accesso dei produttori nel processo di trasformazione del proprio prodotto al fine di massimizzare il valore in tal modo generato. Considerata la riconversione del settore saccarifero verso le agro-energie, sarà questo l'ambito produttivo naturalmente interessato in prima battuta, senza però escludere in prospettiva altre soluzioni purchè funzionali ad una sostituzione della bietola negli areali colpiti dalla riforma, dove operano oggi oltre 26 mila aziende tuttora socie di Anb.

Dopo aver modificato il proprio statuto, Anb ha dato il via nell'anno trascorso alla fase operativa per la costruzione di filiere agro-energetiche ed entro breve dovrebbero aprire alcuni cantieri previsti dal progetto esecutivo approvato dal Mipaaf. Il modello utilizzato potrebbe essere tendenzialmente quello degli impianti di potenza fino ad 1 Mw, con utilizzo di materia prima locale (filiera corta). Un contributo alla realizzazione del disegno sarà dato dalle controllate Sada e Finbieticola, quest'ultima recentemente uscita dalla partecipazione in Italia Zuccheri attraverso un processo di scissione realizzato in piena condivisione di obiettivi e di percorsi con il partner coprob, di cui Finbieticola peraltro diventerà socio finanziatore a testimonianza del clima di dialogo costruttivo nato tra mondo associativo e mondo cooperativo, rispettosi dei ruoli differenti ma accomunati dall'obiettivo di favorire la partecipazione dei produttori alla trasformazione del proprio prodotto.

Fonte: Agrapress

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