Accedi Registrati Non ricordi la password? ?  
30 anni di Image Line
Una Mano per i Bambini

Zootecnia, i manager di domani si formeranno a Maccarese

Presentato il primo piano dei corsi del neo costituito "Polo di formazione per lo sviluppo agrozootecnico"

Alessandro Vespa di Alessandro Vespa

allevamento-tecnologia-digitale-computer-ricetta-elettronica-by-goodluz-fotolia-750.jpeg

Stalla 4.0 e eccellenze del made in Italy: nasce il Polo di formazione per il rilancio della zootecnia italiana
Fonte foto: © goodluz - Fotolia

Presentato in anteprima a Maccarese, presso il Castello di San Giorgio, sede della azienda agricola e zootecnica Maccarese Spa, il primo piano dei corsi del neo costituito "Polo di formazione per lo sviluppo agrozootecnico".

La nuova associazione formativa, che coinvolge i principali operatori dell’agroalimentare che si occupano di gestione, sviluppo e ricerca in campo agrozootecnico e agricolo, annovera tra i propri partner Aia, Coldiretti, Maccarese Spa, Crea, Università della Tuscia, Università europea di Roma e alcune tra le principali aziende del settore agrozootecnico, della impiantistica e meccanizzazione agricola, della mangimistica, della farmaceutica e della genetica. I corsi partiranno nell’anno formativo 2019-2020 e si svolgeranno per la parte teorica nelle sale del Castello di San Giorgio, mentre per la parte formativa pratica si avvarranno del Centro zootecnico dell’azienda di Maccarese, nel Comune di Fiumicino (Roma).

La durata dei corsi è di tre giorni e i temi sinora previsti sono: qualità latte, nutrizione, on farm culture e aspettative dei produttori, impianto di mungitura, benessere animale, gestione cuccette e lettiere, programmi gestionali, vitelli e agricoltura di precisione. Altri corsi sono in fase di pianificazione. Il costo di partecipazione non è ancora stato definito.

Responsabile e direttore del Comitato scientifico del Polo è il professor Paolo Moroni (Università di Milano e Cornell University, negli Stati Uniti), che nel corso della presentazione ha sottolineato tra l’altro la necessità per il nostro Paese di formare nuovi manager in campo agrozootecnico, con l’obiettivo di innescare anche un "trasferimento virtuoso di competenze" fra studiosi, ricercatori e operatori. 
Presenti all’incontro anche il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, e l’assessore regionale all’Agricoltura del Lazio Enrica Onorati che si sono compiaciuti per la realizzazione del progetto del Polo. Entrambi ne hanno rimarcato l’importanza per il territorio e per la sinergia di tutti gli attori della filiera nel mettere in campo in un unicum che rappresenta la prima esperienza in Italia in questo settore.
 
Silvio Saliera, presidente del Polo di formazione per lo sviluppo agrozootecnico di Maccarese
Silvio Saliera, presidente del Polo di formazione per lo sviluppo agrozootecnico di Maccarese

Tra gli obiettivi dell’attività formativa del Polo, quello di garantire una gestione sostenibile sul piano economico e ambientale della stalla 4.0, sia per venire incontro alle esigenze di innovazione e mantenimento dei livelli di redditività degli allevatori , che per rispondere alle richieste dei consumatori in tema di garanzie di trasparenza e salubrità delle produzioni di derivazione agro-zootecnica; finalità condivise anche da Coldiretti, rappresentata sul palco dal vicepresidente nazionale Ettore Prandini, che ha denunciato come gli organi di rappresentanza debbano ancora capire appieno il valore della formazione e della ricerca, e sottolineato alcuni punti di forza della zootecnia nazionale, primo fra tutti il grande patrimonio di biodiversità animale.
"L’investimento in ricerca finalizzata anche al benessere animale - ha detto Prandini - è importante poi per meglio collocare il prodotto made in Italy sui mercati esteri in un quadro sempre crescente di internazionalizzazione. Un altro punto fondamentale riguarda la sostenibilità ambientale, ed in questo il tema delle energie rinnovabili e della valorizzazione dei digestati e dei reflui zootecnici ha un peso non indifferente".

Il ruolo principale del Sistema allevatori consisterà nella rilevazione ed elaborazione periodica dei dati raccolti in azienda con l’attività di controllo funzionale. A ribadire la progettualità più recente messa in campo dal Sistema Allevatori è stato il direttore generale di Aia, Roberto Maddé, che ha tra l’altro ricordato alcuni importanti numeri inerenti soprattutto il settore lattiero: "Aia ad oggi controlla l’80% del latte prodotto nelle stalle italiane, su un patrimonio di oltre 1.250.000 bovine in produzione. E’ interessante anche notare come, in controtendenza, negli ultimi 14 anni a fronte di una consistente diminuzione numerica degli allevamenti bovini da latte le aziende sottoposte ai controlli funzionali siano rimaste sostanzialmente inalterate".
Maddè ha concluso ricordando le ultime importanti adesioni al disciplinare "Gli allevamenti del benessere", che danno la dimensione dell’attenzione crescente delle aziende alla valutazione della sostenibilità ambientale.

"La creazione del Polo – ha dichiarato il presidente del Silvio Saliera – rappresenta per il mondo agricolo una breccia paragonabile a quella di Porta Pia. Il Polo è un’associazione no profit che riunisce pubblico e privato con l’obiettivo di creare la figura del manager aziendale".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: agroalimentare allevamento ricerca biodiversità made in italy filiera formazione

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner