Contratti di filiera al via, in palio 250 milioni di aiuti

I progetti saranno presentati al Mipaaf dal 27 gennaio. Il Sud è in pole position con un primo accordo sottoscritto da 50 milioni tra oltre 28 produttori di tre formaggi Dop: Mozzarella di bufala campana, Caciocavallo silano e Pecorino di Filiano

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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L'accordo Filiera latte Dop+ prevede interventi per la commercializzazione congiunta e l'export dei formaggi e la loro qualità
Fonte foto: © bit24 - Fotolia

E’ un grande contratto di filiera tra 28 imprese zootecniche e della trasformazione del latte - e altre se ne stanno aggiungendo - del valore di 50 milioni di euro di investimenti. Si chiama Filiera latte trasformato Dop+ ed è composto da tre comparti: filiera latte vaccino del Caciocavallo Siliano, filiera del latte ovino del Pecorino di Filiano e filiera latte bufalino della Mozzarella di bufala campana. L'obiettivo è quello massimizzare e ottimizzare le vendite dei tre formaggi Dop in Italia e all’estero, mettendo in comune logistica e reti di vendita, ma anche gli standard di qualità.

L’accordo - sotto forma di progetto di massima - sarà presentato dal 27 gennaio 2018, prima data utile possibile, al ministero delle Politiche agricole insieme ad altri contratti di filiera, lo strumento di finanza negoziata agevolata attivato con la circolare applicativa Mipaaf dell’8 agosto 2017.
 
Filiera latte trasformato Dop+ è il primo dei contratti di filiera già sottoscritto e di cui sia abbia notizia e che sarà trasmesso al Mipaaf. La presentazione dei progetti sarebbe dovuta avvenire a partire dal 27 novembre scorso, ma una proroga ha dilatato i tempi di avvio della fase negoziale.
La società di progettazione e consulenza finanziaria che sta curando la fase di startup progettuale di Filiera latte trasformato Dop+ è la General Contract di Battipaglia (Salerno), che vede al timone Francesco Cicalese, responsabile del settore agroenergie di Agrocepi, la neonata organizzazione agricola presieduta dal salernitano Corrado Martinangelo.
 
Cicalese spiega: “Lo strumento finanziario è su basi negoziali: chi per primo inizia l’iter per il riconoscimento della domanda e si muove bene sul progetto preliminare, in modo da collezionare un buon punteggio, ha buone possibilità di evitare lungaggini ed approdare all’approvazione della proposta di contratto di filiera. Da quel momento ci sono 90 giorni di tempo per dare sostanza al progetto definitivo, che, una volta approvato, potrà essere finanziato dopo altri 60 giorni”.
 
ll tandem General Contract-Agrocepi sta lavorando anche ad altri contratti di filiera centrati sul Sud Italia. Questo perché il Mezzogiorno è potenzialmente destinatario dell’80% delle risorse pubbliche – ben 250 milioni di euro – rese disponibili dal Mipaaf sui contratti di filiera con il bando dell’8 agosto scorso.
 

Gli obiettivi di Filiera latte trasformato Dop+

L’accordo di Filiera latte trasformato Dop+ ha lo scopo di creare e sviluppare una filiera con la redazione di un disciplinare di produzione e di etichettatura dei prodotti per una commercializzazione congiunta in grado di proporre una offerta strutturata per la Grande distribuzione organizzata e per i canali Hotel ristorazione e catering. E non mancano investimenti nella ricerca e sviluppo.

I soggetti della filiera svilupperanno anche un modello di trasformazione del prodotto e stagionatura, secondo i disciplinari delle rispettive Dop, organizzando congiuntamente la logistica e la vendita nei canali della Gdo ed Horeca in Italia e all’estero.

Il progetto avrà una durata di 48 mesi per attivare tutte le azioni materiali ed immateriali del programma di investimento dei soggetti beneficiari.

Contratti di filiera in pillole:
  • Risorse finanziarie - Il Mipaaf, con la circolare applicativa dello scorso 8 agosto, ha messo a bando 200 milioni di euro di contributi a fondo perduto in conto capitale e 50 milioni in conto interessi, volti a cofinanziare proprio i contratti di filiera, a valere sui fondi messi a disposizione con la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica del 1° maggio 2016.
     
  • Intensità di aiuto pubblico - Le piccole e medie imprese agricole del Mezzogiorno hanno il vantaggio della più alta intensità di contributo pubblico: 35% in conto capitale a fondo perduto per investimenti in trasformazione e commercializzazione delle materie prime agricole, 40% per investimenti nelle produzioni agricole ed i progetti di ricerca, ed un tasso d’interesse agevolato di appena lo 0,5% sul 50% dell’importo della spesa ammissibile, che deve essere preso a prestito dal sistema bancario.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: allevamento latte formaggi politica agricola marchi di tutela contratti di filiera

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