Intese di filiera e seme certificato per rilanciare la cerealicoltura

Il commento di Carlo Invernizzi, presidente del gruppo cereali di Ais, alla notizia dell'importazione dall'Egitto di grano contaminato proveniente dalla Russia

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“Tutela del made in Italy e giusta valorizzazione delle nostre produzioni sono i cardini per garantire la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole. E’ questo il primo commento di Carlo Invernizzi, presidente del gruppo cereali di Ais, alla notizia dell’importazione dall’Egitto di grano contaminato proveniente dalla Russia.

“E’ fondamentale che il processo di produzione della pasta garantisca i massimi standard qualitativi e di tracciabilità in ogni sua fase, a partire dal seme certificato che conferisce precise garanzie di salubrità e qualità già dall’avvio della filiera produttiva della granella”. “Il seme certificato, che tra i diversi mezzi tecnici è sicuramente quello più economico”, continua Invernizziracchiude un patrimonio di tecnologia finalizzato alla produzione di semole di qualità che deve assolutamente trovare il giusto riconoscimento nelle politiche commerciali e di filiera. E’ infatti assurdo che gli agricoltori che hanno deciso di utilizzare seme certificato per ottenere produzioni di granella di alta qualità non trovino una automatica collocazione dei propri raccolti nei nostri mercati.”

“Auspichiamo”
, conclude Invernizzi, “che vengano attivati presto strumenti e accordi di filiera per la valorizzazione delle nostre produzioni e che le imminenti decisioni circa il futuro dell’art. 68 della nuova Pac tengano in considerazione il ruolo, l’importanza e la strategicità del seme certificato, a garanzia non solo dei fondamentali requisiti di qualità e salubrità delle nostre produzioni, ma anche per il concreto sostegno di molti areali della cerealicoltura italiana ”.