Sementi di mais, Ais pronta al confronto con gli apicoltori

Intervento del presidente Luciano Tabarroni su moria delle api e sospensione dei prodotti insetticidi per la concia

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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“Per ridare slancio alla coltura e garantire competitività alle imprese, è necessario che la maiscoltura superi i vincoli che la stanno condizionando in particolare a livello di ricerca varietale e sviluppo genetico, ma anche di pratiche agronomiche, con la recente sospensione dei prodotti insetticidi utilizzati per conciare le sementi". Lo ha sottolineato Luciano Tabarroni, presidente di Ais - Associazione italiana sementi, intervenendo alla Giornata del mais 2009 organizzata a Bergamo dal Cra-Maiscoltura.
“Il divieto temporaneo di utilizzare sementi conciate con i cosiddetti insetticidi neonicotinoidi, deciso lo scorso settembre, espone pericolosamente in questa campagna la coltura del mais agli attacchi parassitari, senza garantire automaticamente la salvaguardia delle api. Rispondendo all’invito degli apicoltori, ribadisco ancora una volta che le aziende sementiere – ha detto Tabarroni - sono disponibili a confrontarsi su questa problematica, in modo razionale e sulla base di elementi ed evidenze scientifiche, che debbono uscire anche da un serio monitoraggio delle vere cause della mortalità delle api”.

Per quanto riguarda il controllo di qualità delle sementi di mais conciate e l’applicazione di appositi deflettori sulle seminatrici, “abbiamo noi stessi suggerito alle nostre Autorità queste misure la scorsa estate – ha ricordato Tabarroni – senza essere ascoltati, salvo poi oggi constatare che sono state introdotte per le prossime semine del mais da altri paesi, come Francia, Austria, Svizzera e Germania”.
In materia di ricerca varietale il presidente Ais ha auspicato che alla recente decisione della Conferenza Stato-Regioni di approvare i protocolli tecnici per la sperimentazione in campo di varietà Ogm, fra cui anche di mais, faccia presto seguito da parte delle Regioni la individuazione dei siti sperimentali per consentire in concreto la ripresa di questa importante attività al fine di evitare un progressivo scollamento tra il lavoro di ricerca svolto nel nostro paese e quello delle altri parti del mondo.

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