Grano duro, difendere il premio qualità

Ais e l'industria sementiera chiedono che l'aiuto venga mantenuto accoppiato fino alla revisione della Pac dopo il 2013

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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In vista del prossimo Consiglio dei ministri dell’Agricoltura sulla verifica dello stato di salute della Pac, l’industria sementiera difende il premio speciale alla qualità per il grano duro, di 40 euro ad ettaro. Con una lettera alla Commissione, Esa (European seed association) e le organizzazioni sementiere di Italia, Spagna, Francia e Grecia hanno chiesto che l’aiuto qualità al grano duro venga mantenuto accoppiato fino alla revisione della Pac, dopo il 2013. Il premio qualità, voluto dall’industria molitoria, è stato introdotto con la riforma Pac del 2003 ed è riservato agli agricoltori delle zone tradizionali che impiegano sementi certificate di varietà idonee ai fini della produzione di semola e di pasta. Il premio ha permesso di innalzare la qualità del grano duro in Europa, escludendo dal mercato le varietà con un profilo tecnologico insufficiente. Secondo Ais – Associazione italiana sementi, in 5 anni di applicazione il premio accoppiato ha consentito di sostituire in Spagna ed in Italia con varietà di maggiore qualità circa il 30% dei materiali coltivati. Oltre il 99% delle sementi di grano duro in Italia appartengono a varietà inserite nella lista qualità. Se passasse la proposta della Commissione di disaccoppiare l'aiuto, la produzione rischierebbe di fare un brusco passo indietro in termini qualitativi e quantitativi. "Impiegare seme certificato – evidenzia l’Aissignifica mantenere vive la ricerca e l’innovazione varietale". “Sarebbe singolare – è il commento di Carlo Invernizzi, presidente del Gruppo cereali di Aische il nostro paese, per il quale il grano duro e la pasta sono produzioni tipiche, non si schierasse a difesa del premio qualità. Mantenere l’aiuto accoppiato fino al 2013 consentirebbe di consolidare l’efficacia selettiva della lista delle varietà di qualità, assicurare stabilità alla produzione ed alla filiera e sfruttare le opportunità legate alle eccellenze del nostro paese".

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