Biogas, Ricicla: "In Lombardia sviluppo equilibrato"

Presentati a Bioenergy i risultati dello studio Ecobiogas del Gruppo dell’Università di Milano: gli impianti utilizzano soprattutto reflui zootecnici (50%), mentre i terreni destinati a colture energetiche si fermano al 4% del totale

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In Lombardia sono installati 361 impianti biogas per una potenza di 282 megawatt elettrici
Fonte foto: © Cristiano Spadoni - AgroNotizie

La Lombardia, con 361 impianti per una potenza installata di 282 megawatt elettrici, è la prima regione in Italia per quanto riguarda il biogas. Gli impianti sono alimentati per il 50% da reflui zootecnici, per il 20% da scarti della lavorazione agricola o sottoprodotti, per il 26% da colture energetiche estive come il mais e la parte rimanente da colture di integrazione. La Sau, superficie agricola utilizzata, destinata a mais e triticale per l’alimentazione degli impianti a biogas è pari a 35 mila ettari, meno del 4 per cento della Sau totale lombarda. Sono questi i principali risultati del progetto scientifico Ecobiogas, finanziato dalla Regione Lombardia e realizzato dal Gruppo Ricicla Disaa dell’Università di Milano, sullo sviluppo del settore del biogas in regione, illustrati venerdì mattina a Cremona nel corso di Bioenergy, il salone delle rinnovabili in agricoltura.

"L’elaborazione dei dati raccolti nel corso del progetto – spiega il professore Fabrizio Adani, coordinatore del progetto e docente della facoltà di Agraria dell’Università di Milano – ci ha permesso di stabilire che in Lombardia il biogas ha avuto uno sviluppo equilibrato e che il ricorso alla coltura energetica si è dimostrato proporzionato e legato più a situazioni territoriali che non a eventuali speculazioni".
La porzione di Sau destinata alle agroenergie è considerata dai curatori del progetto accettabile e in via di diminuzione per effetto del nuovo sistema incentivante che favorisce l’utilizzo dei sottoprodotti. Il biogas agricolo ha consentito un’integrazione del reddito dell’azienda, di produrre energia rinnovabile e migliorare al contempo l’impatto ambientale dei reflui zootecnici, frenando il calo dei terreni agricoli dismessi per effetto della mancanza di competitività delle aziende agricole (-14% della Sau dal ‘90).

"I dati raccolti – sottolinea ancora il professor Adani – dimostrano che nell’alimentazione dei digestori presenti in regione, la quantità di mais è inversamente proporzionale alla quantità di effluente zootecnico impiegato. Adesso disponiamo di informazioni che ci offrono una ‘conoscenza della realtà’ e non più solo una ‘sensazione della realtà’".
Il rapporto ettari di mais per biogas/Sau totale nella provincia di Cremona è pari all’11%, in quella di Brescia al 4%, in quella di Mantova all’1%, in quella di Lodi al 9%, a Pavia 4%, Milano 2%, Bergamo 1% e via via in diminuzione nelle altre province.

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