Il saldo valutario netto dell'import/export del settore cerealicolo nei primi dieci mesi del 2025 è pari a -2.172,6 milioni di euro, contro -2.077,1 milioni di euro nel 2024. Lo rende noto Anacer in un comunicato diffuso il 20 gennaio scorso, specificando che i movimenti valutari hanno comportato un esborso di valuta pari a 7.088,3 milioni di euro (7.020,6 nel 2024) ed introiti per 4.915,7 milioni di euro (4.943,5 nel 2024).

 

Le importazioni

Le importazioni in Italia nel settore dei cereali, farine proteiche e semi oleosi nei primi dieci mesi del 2025 sono aumentate nelle quantità di 215mila tonnellate (+1%) e nei valori di 67,7 milioni di euro (+1%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

 

Le importazioni complessive dei cereali in granella passano da 14,15 a 14,28 milioni di tonnellate, con un aumento di circa 134mila tonnellate (+1%) ed un controvalore pure in aumento di 137,6 milioni di euro (+3,9%). L'aumento dei quantitativi importati si deve soprattutto al grano tenero (+249mila tonnellate, pari a +65,1 milioni di euro) ed al grano duro (+116mila tonnellate, con valori in calo di 46,5 milioni di euro); si riduce invece l'import di mais di 187mila tonnellate (-3,2%), con un controvalore aumentato di 113,8 milioni di euro (+9%).

 

Le importazioni di farine proteiche risultano aumentare di 211mila tonnellate, pari a +9,8% e ridursi di 42 milioni di euro, pari a -5,3%; l'import di semi e frutti oleosi diminuisce sia nelle quantità (-259mila tonnellate, pari a -10,3%) e sia nei valori del 15,2% (-186 milioni di euro). Gli arrivi dall'estero di riso considerato nel complesso tra risone, semigreggio, lavorato e rotture aumentano di circa 58mila tonnellate, pari a +12,7 milioni di euro.

 

Le esportazioni

Le esportazioni dall'Italia dei principali prodotti del settore nei primi dieci mesi del 2025 sono aumentate nelle quantità di 165mila tonnellate (+4%) e diminuite nei valori di 27,8 milioni di euro (-0,6%) rispetto allo stesso periodo del 2024.

 

Nel periodo in esame risultano in aumento in particolare le vendite all'estero di farina di grano tenero (+28mila tonnellate, pari a +19,5 milioni di euro) e di semola di grano duro (+11mila tonnellate nelle quantità e +1,5 milioni di euro nei valori).

 

In aumento nelle quantità esportate, ma in diminuzione nei valori i prodotti trasformati (+24mila tonnellate, pari a -18,7 milioni/euro) e la pasta alimentare (+48mila tonnellate, con valori in diminuzione di 32,6 milioni/euro). Le esportazioni di riso, considerato nel complesso tra lavorato, semigreggio e rotture di riso diminuiscono di 31.200 tonnellate, pari a -36,5 milioni di euro.

Aumenta l'export di cereali in granella di 64.300 tonnellate (+42%), dovuto soprattutto al grano tenero.