È stata avviata la raccolta delle mele Annurche e Rosse del Sud che in Campania si fregiano del marchio Igp Melannurca Campana, ma in questa annata la produzione si annuncia più modesta in quantità, a causa del maltempo della scorsa primavera, ma le prime rilevazioni Ismea sui prezzi medi all'origine del prodotto non marchiato presentano già un segno decisamente positivo: passano di mano a 1,09 euro al chilogrammo, ovvero il 21,7% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E per il prodotto a marchio Igp il prezzo quest'anno dovrebbe toccare 1,80 euro al chilo pagati al confezionatore.

 

"Questa settimana è cominciata la raccolta della Melannurca Campana in tutte le zone che rientrano nell'areale di produzione, poi si procederà con la tipica fase di arrossamento sui melai e tra una decina di giorni si darà il via alla commercializzazione" riferisce il presidente del Consorzio di Tutela della Melannurca Campana Igp, Giuseppe Giaccio.

 

La fase di arrossamento a terra, con le mele poste su un giaciglio di paglia o altro materiale consentito dal disciplinare, è il passaggio produttivo certificato che conferisce alla Melannurca Campana Igp il tipico sapore gradevolmente acidulo e l'inconfondibile croccantezza.

 

Tra qualche giorno sarà così commercializzata la regina delle mele campane, che si trova ad affrontare una fase delicata per la raccolta di questa stagione. "La produzione di quest'anno è calata di circa il 30% - continua Giaccio -, le cause sono da attribuirsi alle condizioni climatiche avverse in fase di fioritura. Le piogge copiose avute la scorsa primavera hanno penalizzato la produzione, ma in compenso la qualità è decisamente superiore anche per il clima di questi giorni, in fase di raccolta, che rende le mele più croccanti".

 

La produzione di Melannurca Campana Igp è attestata mediamente poco oltre i 4 milioni di chilogrammi, proveniente da circa 600 ettari di meleto diffusi sul territorio di 137 comuni della Regione Campania. E la produzione prevista per la campagna 2023-2024 dovrebbe essere di poco superiore ai 2,8 milioni di chili.

 

A fronte di una offerta inferiore agli altri anni ed una domanda che si stima almeno costante, i prezzi sono previsti in aumento anche per il prodotto marchiato, sulla scia delle prime Annurche arrivate sul mercato senza marchio, e per un valore commerciale unitario medio - stando ai bene informati - di non meno di 1,80 euro al chilo pagate al confezionatore.