Decreto "Chiudi Italia", chi resta aperto

Insieme al Decreto del 22 marzo 2020 sono stati allegati i codici Ateco che individuano le attività produttive e commerciali che continueranno a operare: l'agricoltura c'è

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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In un momento delicatissimo per il Paese, l'agricoltura non poteva fermarsi
Fonte foto: Umberto Battaglia - Camera dei deputati

In una fase convulsa della vita del paese, con un'epidemia che ha ormai ucciso, a oggi, quasi 5.500 persone, anche l'agricoltura deve muoversi in base a ciò che è consentito e a ciò che non è consentito fare. Il tutto, in attesa di tempi migliori che si auspicano imminenti.

In relazione all'ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, emanato il 22 marzo scorso e battezzato "Chiudi Italia", è stata redatta anche la lista dei codici Ateco, acronimo di ATività ECOnomiche, autorizzati a operare nonostante la serrata generale.

Trattasi di codici identificativi alfanumerici che seguono una classificazione adottata dall'Istat. I codici Ateco servono in sostanza a classificare le attività a livello contributivo.

Nella lista di attività permesse dalle ultime disposizioni figurano anche alcuni codici Ateco relativi all'agricoltura. Per esempio sono autorizzati a operare coloro che siano afferenti al codice Ateco 01, relativo alle coltivazioni agricole e alle produzione di prodotti animali. In sostanza, possono restare attivi gli agricoltori e gli allevatori. Parimenti resteranno operativi i costruttori di macchine agricole e per la silvicoltura (Ateco 28.3). Anche le industrie di prodotti chimici continueranno a operare (Ateco 20).

Fra le attività commerciali, invece, restano aperti i commercianti all'ingrosso di materie prime agricole e animali vivi (Ateco 46.2), nonché i commercianti all'ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole e utensili agricoli, inclusi i trattori (Ateco 46.61).

In sostanza, potranno essere acquistati fertilizzanti, agrofarmaci, utensili e macchine agricole, come pure le sementi.

Si attendono ora ulteriori sviluppi, dal momento che la situazione appare alquanto fluida, mutando le condizioni quasi di giorno in giorno. Il tutto, in attesa che i prossimi mesi vedano la sconfitta del Covid-19 e il ritorno alla normalità della vita in Italia. Anche se difficilmente ci si potrà dimenticare in fretta di quanto è successo. Come pure si spera non possa essere dimenticato quanto gli agricoltori e tutte le filiere siano e restino pilastri irrinunciabili su cui il Paese deve continuare a poggiare, specialmente nei momenti di crisi. Ieri come oggi, oggi come domani.

Scarica il Dpcm 22 marzo 2020. Il decreto 25 marzo 2020 introduce alcune modifiche all'allegato 1 del Dpcm 22 marzo 2020: consulta le modifiche.
 
Questo articolo è stato modificato dopo la pubblicazione

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Fonte: Agronotizie

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Tag: agroalimentare agrofarmaci fertilizzanti macchine agricole sementi salute

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