Sud, Psr a rischio disimpegno ancora per 330 milioni

Al 31 ottobre, i dati Agea mostrano Basilicata e Puglia sempre più lontane dal pieno impiego del Feasr. Campania e Sicilia avviate in dirittura d'arrivo per azzerare la soglia prima del 31 dicembre 2019

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La Calabria ormai al sicuro supera i 500 milioni di spesa pubblica
Fonte foto: © Wolfilser - Fotolia

Rete rurale nazionale ha pubblicato, il 25 novembre scorso, il "Report di avanzamento della spesa pubblica dei programmi di sviluppo rurale 2014-2020" aggiornato al 31 ottobre 2019, che dà conto dell'andamento della spesa tra i programmi comunitari sulla base dei dati Agea. Si tratta del secondo aggiornamento pubblicato a novembre e gli avanzamenti di spesa rilevabili sono quelli effettuati tra il 15 e il 31 ottobre 2019.

L'allarme per i Psr delle regioni meno sviluppate è ulteriormente confermato, visto che alla data sopra riportata hanno complessivamente ancora da spendere - entro il 31 dicembre 2019 e a rischio disimpegno automatico - ben 330,5 milioni di euro del Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, appena 10,5 milioni in meno rispetto al 15 ottobre scorso, quando la quota Feasr a rischio era attestata a 341,1 milioni.

Nell'intero Mezzogiorno d'Italia ci sono tre Psr 2014-2020 che hanno già raggiunto gli obiettivi di spesa necessari all'azzeramento del rischio disimpegno del Feasr: tra le regioni meno sviluppate c'è la Calabria e tra quelle in transizione figurano la Sardegna e il Molise. Appaiono invece sempre in difficoltà i programmi di Basilicata e Puglia con rischi disimpegno automatico ancora elevati se rapportati all'intero Feasr.

Per le altre due regioni meno sviluppate, Campania e Sicilia, si profila invece un quadro utile a poter comunque tagliare il traguardo del 31 dicembre 2019 con l'azzeramento della soglia di disimpegno automatico del Feasr, ma che al momento appare appesantito dalla mancanza di tutto lo sprint necessario, atteso che mancano ormai solo due mesi alla dead line per il disimpegno, stando ai dati Agea, congelati al 31 ottobre.

Per le regioni meno sviluppate, il rischio disimpegno si attestata in media, al 31 ottobre 2019 al 7,40% e risulta diminuito di appena lo 0,15% rispetto al 15 ottobre. La spesa pubblica complessiva effettuata dalle regioni meno sviluppate dal 2015 al 31 ottobre scorso si porta così a 2.327, 4 milioni, rispetto ad un budget complessivo di 7.374,1 milioni di euro da spendere e rendicontare per intero entro il 31 dicembre 2023.

E l'avanzamento della spesa pubblica delle regioni meno sviluppate si attesta così mediamente a fine ottobre al 31,56%, mentre si era fermato al 31,30% solo 16 giorni prima. La crescita assoluta della spesa pubblica dei Psr nelle regioni meno sviluppate dal 16 al 31 ottobre mette a segno un passo da oltre 17,4 milioni di euro: un dato non in linea con il periodo primo settembre-15 ottobre, che denota una decelerazione. Poiché nel periodo precedente durato 45 giorni, la spesa pubblica era stata di 72,7 milioni, che su base di 15 giorni equivale ad una media di 24,23 milioni. Come si vedrà oltre, data l'esiguità del periodo considerato, è però difficile trarre conclusioni definitive.

Il risultato della performance delle regioni meno sviluppate, tra il 16 e il 31 ottobre scorsi, è spiegato per il 78,37% dalla spesa di due Psr, quelli della Sicilia e della Campania che contribuiscono al flusso di cassa rispettivamente con oltre 6,6 milioni il primo e oltre 7 milioni il secondo. Lo stesso peso era stato del 45,31% nel periodo precedente, segno che i due programmi più importanti d'Italia stanno accelerando, ma che le altre regioni non tengono il passo.

Va detto, che la Calabria è ormai da tempo indifferente al raggiungimento del target di spesa, avendolo centrato anzitempo, mentre si nota un certo attivismo da parte della Basilicata, ma con una velocità di spesa in decelerazione. Continua purtroppo a spendere poco o nulla il Psr Puglia.
Di seguito i risultati delle regioni, suddivise per condizioni e in ordine decrescente di budget.
 

Regioni meno sviluppate

Sicilia
Il Psr Sicilia si presenta con oltre 6,6 milioni di euro di spesa pubblica effettuata nei 15 giorni considerati, velocità di spesa in lieve crescita rispetto alla spesa media di 15 giorni del periodo precedente, pari a poco più di 6 milioni. E non è il programma che spende in assoluto di più, superato come si vedrà dalla Campania. Al 31 ottobre l'avanzamento della spesa pubblica si attesta al 31,48% mentre il Psr Sicilia, che ha un budget di 2.148,1 milioni di euro, in questo periodo raggiunge e supera una spesa pubblica totale di 687,6 milioni di euro.
Il più grande Psr d'Italia fino ad oggi ha speso oltre 413,8 milioni di euro della quota Feasr. E ne dovrà utilizzare altri 82,6 entro il 31 dicembre prossimo e per farlo ha bisogno di spendere complessivamente almeno 136,5 milioni, questa la misura dello scatto necessario per azzerare un rischio disimpegno automatico del Feasr attestato al 31 ottobre scorso al 6,25%.

Campania
La spesa pubblica del Psr in questa regione in valore assoluto è quella che cresce di più tra le regioni meno sviluppate. Attestatasi al 31 ottobre a oltre 584,7 milioni, mette a segno un aumento assoluto di 7 milioni di euro. Un dato che si presenta ben superiore ai quasi 4,9 milioni di spesa media su 15 giorni del periodo 1° settembre 15 ottobre, e che si fa notare per essere in accelerazione. L'avanzamento di spesa al 31 ottobre si porta al 32,26% sul budget, forte di ben 1.812,5 milioni. La Campania dovrà a questo punto fare un ultimo sforzo fino al 31 dicembre. Data entro la quale sarà necessaria una spesa pubblica da oltre 99,3 milioni di euro per poter utilizzare tutti gli oltre 60 milioni del Feasr che, al 31 ottobre, risultavano a rischio disimpegno automatico per il 5,48% dell'intera quota assegnata al Psr Campania.

Puglia
Al 31 ottobre in Puglia, dove il budget del Psr è di 1.616,7 milioni, Agea stima un avanzamento della spesa pubblica al 22,62% contro il 22,55% di metà mese, pari ad una spesa pubblica complessiva da oltre 365,7 milioni. Il che ha comportato una spesa pubblica nel periodo 16-31 ottobre di poco più di 604mila euro: un vero tonfo, atteso che la spesa media sui 15 giorni nel periodo dal 1° settembre al 15 ottobre era stata di oltre 4,5 milioni.
Questo significa che per evitare il disimpegno automatico della quota Feasr, il Psr Puglia dovrebbe conoscere - nei 61 giorni intercorrenti tra il primo novembre ed il 31 dicembre prossimo - una spesa pubblica da oltre 245,3 milioni di euro per centrare l'obiettivo del pieno utilizzo del fondo europeo - oltre 148,2 milioni - necessario ad azzerare un rischio disimpegno automatico del Feasr, attestato il 31 ottobre scorso al 15,17%.

Calabria
Decelera la spesa pubblica del Psr Calabria che - con oltre 13mila e 200 euro nei 15 giorni considerati - esprime un dato molto al di sotto della spesa media nei 15 giorni sul periodo primo settembre-15 ottobre, pari a 4,66 milioni di euro. Ma la Calabria ha già azzerato la soglia di disimpegno automatico e non ha problemi. Qui, rispetto ad un budget complessivo del Psr attestato a 1.089,3 milioni, a fine ottobre la spesa pubblica totale si attesta a oltre 500 milioni, pari ad un avanzamento del 45,92%. Per avanzamento, il Psr Calabria si conferma il primo tra le regioni meno sviluppate e anche tra tutte quelle del Mezzogiorno. A livello nazionale quindi conferma il quarto posto in Italia dopo Bolzano, Veneto e Trento.

Basilicata
Il Psr Basilicata tra il 16 ed il 31 ottobre mette a segno spesa pubblica per oltre 3 milioni e 158mila, un dato in vistosa decelerazione, visto che la spesa media su 15 giorni nel periodo dal 1° settembre al 15 ottobre era stata di oltre 4 milioni di euro. Con il budget del Psr Basilicata pari a 671,3 milioni di euro, la regione ora ha un gran bel da fare, perché entro il 31 dicembre prossimo andranno spesi oltre 65,1 milioni di euro, per poter rendicontare a Bruxelles l'impiego di almeno 39,4 milioni del Feasr, azzerando così un rischio disimpegno automatico attestato il 31 ottobre scorso al 9,69%.
 

Regioni in transizione

Sardegna
Il Psr Sardegna, che ha già da tempo azzerato il rischio di disimpegno automatico del Feasr per il 2019, risulta aver speso poco più di 2,6 milioni di euro nella seconda metà di ottobre. Si tratta di un dato in accelerazione rispetto ad una spesa media nei 15 giorni di 2 milioni di euro nel periodo precedente. Cifre che consentono di attestare la spesa pubblica complessiva a fine ottobre comunque ad oltre 550,4 milioni di euro. La Sardegna, con un budget del Psr da 1.291,5 milioni di euro ha così raggiunto un avanzamento che si è attestato al 42,62%.

Molise
Il Psr Molise, che ha già messo all'incasso l'azzeramento della soglia di disimpegno automatico, nel periodo 16 - 31 ottobre spende oltre 807mila euro, poco al di sotto delle medie abituali, attestandosi ad un ragguardevole avanzamento della spesa pubblica, pari al 45,79%. A fronte di un budget da 2017,7 milioni, la spesa pubblica complessiva si attesta così a poco più di 95,13 milioni.

Leggi anche: "Psr, continua la corsa per spendere le risorse"

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: psr sviluppo rurale politica agricola politiche regionali

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