Ibma Italia: Fabio Paci confermato presidente

Il vicepresidente dell'Associazione internazionale dei produttori di mezzi tecnici per il controllo biologico sarà Giacomo De Maio di Nti

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Da sinistra: Laura Cuttone (segretaria), Giovanna Ronzoni (consigliere), Giacomo De Maio (vicepresidente), Renato Lama (consigliere), Fabio Paci (presidente), Vincenzo Cavicchi (consigliere) e Massimo Benuzzi (consigliere)

Ibma Italia, la delegazione nazionale dell'Associazione internazionale dei produttori di mezzi tecnici per il controllo biologico, si è riunita lo scorso lunedì 23 marzo nella sua sede al Parco Tecnologico Padano di Lodi.

In occasione dell’Assemblea annuale è stato confermato Fabio Paci di Xeda Italia quale presidente del gruppo nazionale, affiancato da Giacomo De Maio di Nti (Natural technologies Italia) in qualità di vicepresidente. A far parte del nuovo Consiglio direttivo sono stati inoltre eletti Vincenzo Cavicchi (Suterra), Massimo Benuzzi (Cbc Europe), entrambi facenti parte del precedente Consiglio, Giovanna Ronzoni (Cerrus) e Renato Lama (Koppert).
Confermato inoltre Giorgio Zena quale responsabile per i rapporti istituzionali, che continuerà ad interagire con le amministrazioni nazionali che hanno competenza sui prodotti per la protezione delle piante e, in particolare, con i ministeri delle Politiche agricole, della Salute e dell'Ambiente.

Nel suo intervento Fabio Paci ha ricordato gli obiettivi che Ibma Italia si prefigge di perseguire nel corso del suo nuovo mandato: innanzitutto il dialogo e lo scambio di informazioni con le istituzioni nazionali sulle più attuali tematiche inerenti il settore della difesa in agricoltura biologica, ma anche la volontà di svolgere un ruolo propositivo su argomenti emergenti, quali le nuove Linee guida per la registrazione degli agrofarmaci ad uso non professionale, la definizione degli aspetti operativi riguardanti l’utilizzo delle sostanze di base e, non da ultimo, l’inserimento nell’apposita categoria di nuove sostanze corroboranti attualmente in fase di valutazione presso la Commissione competente.

Tale percorso prevede inoltre la collaborazione con le principali Associazioni operanti nel settore dell’agricoltura biologica, tra le quali Federbio, Aiab e Firab.

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