Expo, il mais blu degli Incas “rinasce” in Lombardia

Il Morado è ricco di antocianine, dalle proprietà antiossidanti protettive per la salute. Incrociato con varietà padane, crescerà ora anche in Lombardia. Videointervista al ricercatore Salvatore Pilu

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Il mais blu coltivato dall'Azienda agricola Frettoli
Fonte foto: © Coldiretti

C'è il mais giallo, rosso, bianco e poi c'è quello blu. Mentre le prime varietà sono solo buone da mangiare, quella blu, originaria del Centroamerica, è ricchissima di antocianine, dei pigmenti che hanno proprietà antiossidanti. A spiegarlo è stato Salvatore Pilu, ricercatore del dipartimento di Scienze agrarie all'Università degli Studi di Milano, durante un evento organizzato dalla Coldiretti nel proprio padiglione ad Expo2015.

Abbiamo incrociato una varietà di mais centroamericano, il Morado, con piante tipiche della Pianura Padana” spiega Pilu.
In questo modo siamo riusciti a creare una varietà che è in grado di crescere nel territorio lombardo pur mantenendo alte concentrazioni di antocianine.

Le varietà americane, come il Morado appunto, se coltivate in Italia hanno una crescita rigogliosa a causa del maggior numero di ore di luce, ma non sono stimolate a produrre le spighe. Incrociandole con delle varietà nostrane invece, la pianta produce semi ricchi di antocianine, non presenti invece nelle altre varietà di mais.

Le antocianine hanno effetti positivi sull'organismo umano”, spiega Katia Petroni, ricercatrice del dipartimento di Scienze biomolecolari all'Università degli Studi di Milano. “Avendo proprietà antiossidanti hanno un effetto "protettivo" per diversi organi, in primo luogo per il sistema cardio-circolatorio. Assumerle attraverso la dieta è un aiuto per mantenersi in salute”.

Insomma, le antocianine fanno bene e ora il mais blu può essere coltivato anche in Italia. A prendere la palla al balzo è stata l'Azienda agricola Frettoli che ha messo a disposizione dell'Università più di un acro per la coltivazione di questa varietà.
Il primo raccolto è stato limitato”, spiega Nicola Frettoli, titolare insieme al fratello dell'omonima azienda, “ma abbiamo in programma di aumentare la produzione”.

Per ora si tratta solamente di un investimento, vista la produzione limitata, ma in futuro per l'azienda agricola si aprono interessanti opportunità di guadagno. Il mercato è molto sensibile ai prodotti che oltre a nutrire fanno bene alla salute e i consumatori sono disposti anche a spendere di più rispetto a cibi preparati con farine industriali. La Frettoli, che ha anche aperto un laboratorio in cui prepara prodotti dolci e salati a base di farina di mais blu, si sta dunque attrezzando a rispondere ad una domanda del mercato.

Tutto quello che abbiamo prodotto lo abbiamo venduto”, spiega Nicola. “Per ora vendiamo i prodotti nel nostro spaccio e in quello delle aziende agricole della zona. Ma l'obiettivo è certamente quello di espanderci”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: ricerca expo 2015 salute

Rubrica: Expo 2015

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