Sud, il pomodoro da industria matura troppo presto

A causa del caldo eccessivo, si segnalano danni per prodotto non raccolto in tempo del 20% in Puglia e Campania. Gli assessori all'Agricoltura di Campania, Molise, Puglia e Basilicata chiedono al ministro Patuanelli un tavolo per gli indennizzi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La maturazione precoce ha fatto saltare una programmazione del lavoro già fragile, tra carenza di autisti e raccoglitori e altre difficoltà legate anche al Covid-19
Fonte foto: © Anicav

"Chiediamo la convocazione di un urgente tavolo di lavoro per affrontare con strumenti ordinari o straordinari in grado di indennizzare le perdite di reddito degli agricoltori che hanno coltivato pomodoro destinato alla trasformazione industriale, oggetto di contratti stipulati tra organizzazioni di produttori e industrie di trasformazione". Esordiscono così gli assessori all'Agricoltura di quattro regioni del Mezzogiorno - Nicola Caputo (Campania), Nicola Cavaliere (Molise), Donato Pentassuglia (Puglia) e Francesco Fanelli (Basilicata) - in una lettera inviata il 13 agosto scorso al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, sull'emergenza pomodoro, determinata dalla maturazione precoce delle bacche, dovuta alle temperature troppo elevate.
   

La lettera a Patuanelli

"Le organizzazioni dei produttori agricoli che coltivano pomodoro destinato alla trasformazione industriale nelle nostre regioni - scrivono gli assessori all'Agricoltura colpiti dalla crisi - segnalano una preoccupante situazione di difficoltà causata da una serie di fattori negativi tra cui l'eccezionalità delle condizioni meteorologiche degli ultimi mesi, problematiche legate al settore dei servizi, nello specifico del trasporto su gomma, oltre alla carenza strutturale a reperire manodopera acuita ulteriormente dall'emergenza sanitaria causata dal Covid-19" si osserva nella missiva degli assessori all'Agricoltura delle quattro regioni.

"In particolare, le temperature eccezionalmente elevate delle ultime settimane hanno determinato una contemporaneità della fase di maturazione del pomodoro da industria in tutte le zone di produzione delle nostre regioni ed una maggiore deperibilità del prodotto che, a causa della carenza di autotrasportatori, non riesce a raggiungere la destinazione delle industrie di trasformazione, rimanendo nei campi"- affermano Caputo, Cavaliere, Pentassuglia e Fanelli, che sottolineano come "I danni al momento, in via di quantificazione, sono già segnalati come rilevanti".

Gli assessori all'Agricoltura delle regioni interessate hanno anche chiesto di mettere di rimettere l'argomento all'ordine del giorno della prossima seduta della Commissione politiche agricole in seno alla Conferenza delle Regioni.
 

Prime stime dei danni, 20% in Campania e Puglia

"Circa 1.200 ettari di prodotto non raccoglibile, il 20% della produzione di pomodoro perso con danni di milioni di euro. Mi attiverò da subito in sinergia con le altre regioni colpite per chiedere al Governo forme straordinarie di ristoro per i danni subìti da aziende già provate da una fase economica difficile". È quanto aveva dichiarato solo l'11 agosto Nicola Caputo, assessore all'Agricoltura della Regione Campania, a margine del tavolo convocato per affrontare l'emergenza legata alla raccolta di pomodoro al quale avevano partecipato i rappresentanti delle associazioni di categoria: Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, oltre alle Op del pomodoro, all'Organismo interprofessionale Pomodoro Centro-Sud Italia e all'Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali.

"Il 20% del pomodoro è andato già perso in Puglia a causa del caldo torrido e della paralisi dei trasporti che sta facendo marcire il prodotto in campo mettendo a rischio una filiera di eccellenza del made in Italy". A lanciare l'allarme il 12 agosto era stata invece Coldiretti Puglia che denunciava anche l'assenza di camion disponibili per "trasportare miliardi di chili di pomodoro da conserva alle industrie di trasformazione, proprio mentre l'afa assedia le campagne con temperature che sfiorano i 50 gradi". Un danno potenziale rilevante, considerato che nella regione le coltivazioni sono estese su oltre 17.170 ettari, per una produzione lorda vendibile potenziale stimata in oltre 15,5 milioni di quintali di pomodoro.

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