Bio2: da vecchi e nuovi grani un'occasione di rilancio per l'agricoltura di montagna

Le innovazioni della misura 16 del Psr

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Il progetto Bio2 si è concluso nella primavera del 2019
Fonte foto: Agronotizie

Aumentare la competitività delle aziende agricole di montagna e di alta collina valorizzando la biodiversità cerealicola in regime biologico: questo è Bio2, il Gruppo operativo per l'innovazione finanziato dal Psr della Regione Emilia Romagna.
Il progetto Bio2, che si è concluso nella primavera del 2019, ha visto la coltivazione in biologico, nelle cinque aziende agricole di Parma e Reggio Emilia aderenti al Goi, di frumenti "alternativi" come i farri e popolazioni locali, popolazioni evolutive o varietà storiche di frumenti teneri e duri, con l'intento di verificare se ci fosse una possibilità per la sopravvivenza, la crescita e addirittura il ritorno delle attività imprenditoriali in collina e montagna.

Obiettivi del progetto Bio2 sono stati: coltivare in pieno campo in regime bio quattro miscugli (popolazioni evolutive) di frumento (per il tenero Solibam/Icarda, Grossi e Bio2/azienda Stuard; per il duro Bio2/azienda Stuard); verificare in campi parcellari (10m2) le performance agronomiche di farri (Monococco Norberto, Spelta Rouquin e Dicocco Garfagnana) e varietà storiche di frumenti teneri (Fiorello, Mentana, Ardito, Autonomia B, Carosella, Gentilrosso, Verna, Frassineto e Terminillo) e duri (Cappelli, Timilia, Saragolla, Russello, Dauno e Garigliano) rispetto alle varietà di grano moderne (i teneri Blasco e Bologna e il duro Odisseo); valutare il contenuto in proteine e microelementi (Fe, Zn, Mg), vitamine del gruppo B e acidi fenolici; caratterizzare i pani ottenuti dalle popolazioni evolutive dal punto di vista sensoriale e nutrizionale; fornire alle aziende agricole concrete valutazioni delle potenzialità competitive delle scelte colturali proposte dal progetto.

Dopo due cicli di sperimentazione sono emersi: in pieno campo la popolazione Bio2 teneri con le produzioni più elevate (2,7/ettaro) e Solibam/Icarda per le produzioni più stabili; nelle prove parcellari solo le popolazioni Solibam e i due teneri moderni Blasco e Bologna hanno registrato produzioni sempre al di sopra della media di campo nelle due annate, seguiti da Fiorello, Terminillo, Virgilio, Rouquin e Odisseo.

Le varietà storiche hanno mostrato un contenuto medio proteico superiore a quello ottenuto per le varietà moderne di riferimento e una maggiore stabilità in fenoli totali. Gentilrosso, in particolare, si è distinto per un ottimo contenuto di fenoli totali e una buona stabilità. In generale, il contenuto medio di micronutrienti (vitamine del gruppo B e minerali) è risultato maggiore, o comunque comparabile, nelle varietà storiche di frumento rispetto alle moderne. 
Dall'analisi sensoriale è emerso che il pane prodotto con farina Solibam si è avvicinato al concetto di "ideale" secondo i panelisti chiamati a rispondere a un questionario. I pani da farine Solibam, Grossi e Bio2 teneri sono stati associati ad attributi "positivi" quali odore gradevole, mollica morbida, crosta dorata. Tutto ciò nonostante i dati raccolti abbiano mostrato una inferiore qualità tecnologica delle varietà storiche rispetto a quelle moderne.

Le popolazioni evolutive hanno mostrato in conclusione un'ottima capacità di adattamento al territorio e potrebbero effettivamente rappresentare un'opportunità in termini di unicità gastronomica e territoriale.

Sito: Bio2
Contatto per informazioni: s.folloni@openfields.it

Tabella aumento della competitività delle aziende agricole di montagna e alta collina
Clicca sull'immagine per ingrandirla
 
Le innovazioni della misura 16 del Psr
Piccoli progetti che cambiano dal basso l'agricoltura italiana

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