Toscana, verso un distretto del pomodoro da industria

I vertici politici regionali a Venturina (Li) per lanciare il progetto di rafforzamento della filiera con particolare attenzione agli agricoltori e alla certezza dei prezzi e dei pagamenti

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Pomodori da industria, la Toscana vuol potenziare la sua filiera
Fonte foto: © Maxal -Tamor - Fotolia

La Toscana vuol rilanciare la produzione e la valorizzazione del pomodoro da industria, una realtà fondamentale dell'agricoltura e dell'intero sistema produttivo regionale, ma che versa in grave situazione finanziaria soprattutto sul fronte della trasformazione del prodotto.

E per farlo l'idea è quella di creare un distretto del pomodoro toscano. Una idea presentata nei giorni scorsi a Venturina dal governatore della Toscana Enrico Rossi durante un convegno sul tema organizzato dalla Cisl Livorno, ad agricoltori, lavoratori agricoli e ai rappresentanti di Italian food Gruppo Petti, principale operatore nella zona del settore della trasformazione.

Il presidente ha annunciato che presto tutti gli attori coinvolti saranno convocati per una riunione a Firenze, proprio per dare impulso alla costruzione di una filiera che porti alla conclusione di contratti con gli agricoltori.

Rossi ha aggiunto anche che l'amministrazione regionale è disponibile a lavorare perché siano assicurate garanzie finanziarie a tutela del processo produttivo nonché a verificare la possibilità di finanziamenti a questo segmento del settore agricolo.

Al convegno ha partecipato anche l'assessore regionale all'Agricoltura Marco Remaschi, che nel suo intervento ha sottolineato l'importanza di lavorare per raggiungere un punto di equilibrio tra tutti protagonisti di questa filiera.

E per raggiungerlo occorre rafforzare gli agricoltori, valorizzare il ruolo dell'organizzazione di produttori Asport, con sede a Cecina, garantendo la riscossione di quanto conferito dai produttori, e insieme trovare un punto di equilibrio rispetto al prezzo della materia prima.

Pagamenti certi, prezzi in equilibrio e qualità devono essere, per Remaschi, i cardini del progetto su cui lavorare.

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