Al via otto bandi per l'agricoltura "verde" in Emilia Romagna, con la possibilità di presentare le domande dal 30 novembre al 29 gennaio. Le risorse totali destinate alle misure ammontano a oltre 115 milioni di euro, e sono indirizzate a priorità importanti come il biologico, la produzione integrata, la gestione di zone umide, i boschetti, i corridoi ecologici, la salvaguardia del paesaggio agrario, il sequestro di carbonio nei suoli e la difesa delle razze antiche. Il tutto inserit nel primo pacchetto di interventi in campo ambientale.

Questi bandi vengono presentati a soli sei mesi dal via libera di Bruxelles ai Fondi Ue e testimoniano la nostra determinazione a garantire la massima velocità dei provvedimenti, perché c'è assoluto bisogno di correre per sostenere la crescita in atto – ha spiegato il presidente della Regione Stefano Bonaccini nella conferenza di presentazione – dei 2,5 miliardi di euro di finanziamenti europei previsti per l'Emilia Romagna, circa la metà, 1,2 miliardi di euro, sono destinati al Piano di sviluppo rurale. Questo dimostra l'importanza che riponiamo verso l'agricoltura, l'agroalimentare e l'agroindustria. Al centro di questi bandi vi è una nuova idea di sviluppo sostenibile, a partire dalla tutela del suolo e dell'aria, attraverso la riduzione dei gas serra in atmosfera, così come un forte sostegno alla biodiversità e al biologico”.

Due le misure approvate dalla Giunta, la 10 “pagamenti agro-climatico-ambientali” e la 11 “agricoltura biologica”, per un totale come già anticipato di 8 bandi complessivi. Oltre che per l'agricoltura integrata e quella biologica, gli aiuti riguardano questioni come la biodiversità animale, il ritiro dei seminativi, l'incremento della sostanza organica nei suoli e per l'agricoltura conservativa.

Gli interventi in campo ambientale rappresentano una delle punte più avanzate di questo Psr – ha poi sottolineato l'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselliaver destinato ad essi complessivamente oltre il 40% delle risorse a disposizione è una scelta precisa per dare prospettive solide a un'agricoltura di qualità, non solo per quanto riguarda i prodotti, ma anche i modi di produrre. A partire dal biologico, un settore dinamico, che ha un mercato e che dà redditività. Il nostro obiettivo è raddoppiare da qui al 2020 le superfici bio in Emilia Romagna”. Questo il pacchetto di misure.

Agricoltura integrata
Sono stati stanziati 41,6 milioni di euro per “ridurre la chimica”. Meno fitofarmaci e più spazio a pratiche agronomiche amiche dell'ambiente e della salute dei consumatori. Il bando prevede aiuti sia per chi già pratica l'agricoltura integrata, sia per chi intende avviarla. Gli importi base a ettaro vanno da un minimo di 90 euro per le colture foraggere a un massimo di 530 per le frutticole, per la prima introduzione, e da 60 a 370 per il mantenimento.

Biologico
E' una priorità trasversale che la Regione finanzia con 36,1 milioni di euro per le aziende agricole biologiche. Per chi pratica già il bio si va da un minimo di 90 euro per i seminativi a un massimo di 668 euro per le colture frutticole. Per chi invece vuole avviare per la prima volta l'agricoltura biologica il range è compreso tra i 126 euro (per le foraggere) e i 742 (per le frutticole). Gli interventi riguardano anche la zootecnia.

Biodiversità animale
8,6 milioni di euro
sono stanziati per il recupero delle razze antiche, a rischio di erosione genetica. Una priorità non solo culturale, ma anche ambientale ed economica. Con queste risorse la Regione finanzia gli allevatori che scelgono di allevare le razze autoctone come, ad esempio, la razza Romagnola e la Reggiana tra i bovini.

Ritiro dei seminativi
A questo obiettivo sono destinati 8,4 milioni di euro per interventi gestiti dagli agricoltori, che si impegnano per vent'anni a ritirare dalla produzione le colture seminative, così da promuovere la biodiversità, soprattutto in pianura.

Prati storici
I prati possono svolgere un'importante funzione ambientale, di salvaguardia della biodiversità animale e vegetale. In particolare sono da difendere i cosiddetti prati storici, perché garantiscono l'esistenza di habitat erbacei importanti. Per gli agricoltori che si impegnano a mantenere aree a praticoltura estensiva è concesso un aiuto di 150 euro a ettaro.

Corridoi ecologici e paesaggio agrario
Per gli agricoltori che si impegnano per un periodo di 10 anni a salvaguardare nella propria azienda gli elementi tipici del paesaggio agrario (piantate, filari di alberi, siepi, boschetti, maceri, risorgive, laghetti) c'è un aiuto pari a 0,07 euro per metro quadro di pianura. La misura è finanziata con 4,6 milioni di euro.

Qualità del suolo
La Regione stanzia 5 milioni di euro per incentivare le operazioni agronomiche che permettano di incrementare la sostanza organica nei suoli più impoveriti, migliorandone le caratteristiche chimico-fisiche. Fondamentali queste ultime anche per contrastare fenomeni erosivi e di dissesto. L'impegno è di 180 euro all'anno per ettaro.

Agricoltura conservativa
All'agricoltura che “sequestra” il carbonio, adottando modalità che riducono la lavorazione dei terreni, prevenendo l'erosione del suolo e limitando così la dispersione in atmosfera con effetti importanti per quanto riguarda il contrasto ai cambiamenti climatici, la Regione indirizza 3 milioni di euro, con un aiuto per ettaro dai 250 a 280 euro.

Copertura spese di certificazione per i prodotti Bio, Dop, Igp e Qc
E' possibile presentare domanda già da lunedì 16 novembre fino al 24 dicembre per la copertura totale delle spese di certificazione dei prodotti biologici. L'importo massimale per azienda agricola è di 3mila euro, e l'intervento è rivolto alle aziende che partecipano per la prima volta a un regime di qualità. Priorità di accesso al finanziamento è prevista per gli imprenditori agricoli che operano in zona svantaggiata di montagna e a quelli che aderiscono a regimi con valenza ambientale.