Agropirateria, l'estate sicura dei Nac

Falsi prodotti a denominazione d'origine, materie prime non tracciate, truffe ai danni dell'Unione europa: il bilancio dell'operazione condotta dai Nuclei Antifrodi dei Carabinieri

Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa

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Un controllo dei Nac nell'ambito dell'operazione Estate Sicura
Fonte foto: © Nac

Un milione di etichette ed oltre 13 tonnellate di prodotti agroalimentari sequestrati, 3 milioni di euro di illeciti finanziamenti ai danni dell’Unione europea  e dello Stato accertati, 279 aziende controllate e 47 soggetti denunciati: questo è il bilancio dell’operazione Estate Sicura che i Nac, i Nuclei Antifrodi Carabinieri di Roma, Parma e Salerno del  Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentari hanno sviluppato nella stagione estiva attraverso una  fitta rete di controlli straordinari che hanno puntato l’attenzione sulla tracciabilità e sulla etichettatura dei prodotti agroalimentari, nonché sulla commercializzazione dei prodotti con marchi di qualità, Dop, Igp, Stg e Biologico.

"Esprimo il mio apprezzamento per le operazioni condotte e sottolineo come la strada che stiamo seguendo sia quella giusta - ha commentato il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo - Ora bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione per scongiurare irregolarità nella tracciabilità e nella etichettatura dei prodotti agroalimentari, ma anche per garantire una trasparente fase di commercializzazione dei prodotti con marchi di qualità e biologici. L’immagine dell’Italia non deve essere macchiata dalle illegalità, lo dobbiamo ai nostri consumatori e ai nostri produttori onesti”.

L'operazione Estate Sicura
Particolare attenzione è stata conferita ai controlli su etichettatura e packaging: sono stati sequestrati oltre 930 mila etichette irregolari e 20 mila imballaggi irregolari e con indicazioni ingannevoli.
Nell’ambito dei controlli sulla campagna vitivinicola 2013, nelle province di Napoli e Foggia è stato operato un sequestro di oltre 2 tonnellate di vino Doc/Igt irregolare nella tracciabilità, perché il quantitativo non è risultato corrispondente ai potenziali di produzione delle aziende controllate, che peraltro sono risultate con documentazione contabile irregolare.
L’intervento dei Nac ha inoltre individuato un circuito di commercializzazione nella grande distribuzione organizzata di paste fresche indicanti in etichetta l’utilizzo di “Grana Dop": in realtà, a seguito dell’intervento dei militari, si è appurato che nei prodotti non veniva utilizzato alcun tipo di formaggio. E' stato possibile  recuperare dal mercato oltre 65 quintali di prodotti alimentari irregolari già diffusi in vari esercizi del territorio nazionale.
I controlli dei Nac hanno portato alla scoperta di insaccati commercializzati come “prodotti in Italia” ma realizzati con carni di origine olandese o non tracciata; scoperte anche patate etichettate di origine italiana, in realtà risultate provenienti dalla Francia. Altre irregolarità sono state riscontrate in Piemonte, ove sono state sequestrate numerose confezioni di preparati alimentari che riportavano, senza la prevista autorizzazione, la denominazione d’origine “Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp".
Nell’ambito dei controlli sulla filiera della mozzarella di bufala campana Dop, in provincia di Caserta, i Nac hanno riscontrato in alcuni prodotti analizzati la presenza di furosina in quantità non consentite, indicative di un possibile inserimento nella produzione di latte in polvere o diverso da quello fresco richiesto dal disciplinare di produzione. 

Le indagini tecnico-finanziarie sono state sviluppate con analisi di rischio, verifiche documentali, riscontri sulle banche dati, sui sistemi di rilevazione geosatellitari e con controlli in campo. Sono stati così individuate false dichiarazioni aziendali e falsi contratti di affitto dei terreni con illeciti accessi telematici al sistema informativo agricolo nazionale, individuando in particolare illeciti finanziamenti ai danni dell’Ue per oltre 3 milioni di euro.
In provincia di Fermo è stato individuato un finanziamento di circa 100 mila euro per un’azienda agrituristica mai entrata in funzione.
Ammonta invece ad oltre 1,6 milioni di euro il valore del circuito economico illegale individuato in un gruppo di sei aziende zootecniche dell’agro nocerino-sarnese sottoposte a sequestro perché al centro di un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla truffe sui contributi assistenziali e previdenziali. Presso le aziende zootecniche sono state rilevate anche irregolarità amministrative ed igienico-sanitarie ed è stato disposto l’abbattimento di 47 capi animali.

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