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Notizie e approfondimenti dalle realtà locali

Questo articolo è stato pubblicato oltre 6 anni fa

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Notizie dalle Regioni

Lombardia
Allarme per il Colpo di fuoco batterico

 

Il Colpo di fuoco torna ad aggredire le piante di pere, mele e biancospino, con nuovi focolai nelle province di Como, Varese e Monza e Brianza.

Si tratta di un batterio originario del Nord America, l'Erwinia amylovora, più noto come Colpo di fuoco batterico, per i sintomi che si possono riscontrare sulle piante infette: rami e frutti che da un giorno all'altro appassiscono, come se fossero stati bruciati.

 

A lanciare l'allarme, dopo attente verifiche di laboratorio su campioni di materiale vegetale, che presentava i sintomi della presenza del batterio, è il Servizio fitosanitario della Regione Lombardia.

 

Focolai sono stati individuati in alcuni Comuni delle province di Como, Varese e Monza e Brianza, aree finora indenni al Colpo di fuoco. Vista la sua velocità di contagio la legge impone la distruzione delle piante contaminate e severe misure di contenimento.

 

Particolare preoccupazione destano i focolai nei meleti della Valtellina. Nelle aree dichiarate contaminate, oltre all'obbligo di bruciare in loco le piante infestate, scatta anche il divieto di movimentazione al di fuori dell'area contaminata stessa.

 

"Il Servizio fitosanitario - spiega l'assessore regionale all'Agricoltura Giuseppe Elias - controlla il nostro territorio attraverso una rete di piante-spia distribuite su tutta la Lombardia con una maglia di 3 km. Per evitare l'epidemia è tuttavia fondamentale intervenire tempestivamente. L'appello è quindi a tutti gli agricoltori, ai florovivaisti e ai cittadini a vigilare sulle proprie piante e a segnalare ai nostri esperti (servizio.fitosanitario@regione.lombardia.it) l'eventuale presenza del 'Colpo di fuoco'".

 


 

Veneto
Bando generale Psr 2007-2013: a disposizione 88 milioni

 

E' stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n.1 del 4 gennaio 2013 l’ultimo bando generale del Programma di sviluppo rurale 2007-2013, che mette a disposizione delle imprese agricole venete circa 88 milioni di euro complessivi, dei quali 21,9 milioni di euro per il rilancio del settore agricolo ed agroindustriale nel territorio polesano coinvolto dal terremoto del maggio scorso.

 

Il testo completo è disponibile nella sezione “Sviluppo Rurale – Bandi e Finanziamenti” del portale regionale www.regione.veneto.it. E' possibile consultare i bandi di ogni singola misura per conoscere nel dettaglio le scadenze, le tipologie di interventi possibili, i limiti e le condizioni e i livelli di aiuto, partendo da questa pagina web.

 


 

Emilia-Romagna
PSR Misura 132 - Qualità alimentare: presentazione domande per l’annualità 2013

 

Da inizio anno e fino al 2 aprile 2013, sarà possibile presentare le domande di aiuto e pagamento per la Misura 132 - Partecipazione degli agricoltori a sistemi di qualità alimentare.

 

Al bando sono interessate tutte le province, tranne quella di Forlì-Cesena, che ha già completato l’assegnazione delle risorse dedicate.

 

La Misura 132 del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 prevede un contributo per le spese di certificazione ed analisi di laboratorio, a favore degli agricoltori che producono secondo le norme che regolano l'agricoltura biologica, le denominazioni di origine Dop e Igp, i vini Doc e Docg ed i prodotti a marchio “Qualità Controllata” (QC).

 

Per le domande dell’annualità 2013 è prevista, per la prima volta, la possibilità di accesso agli aiuti per i produttori di Coppa di Parma Igp.

 

L’aiuto è previsto al massimo per cinque anni per ciascun sistema di qualità. Le aziende che hanno aderito alla Misura 132 già dalla annualità 2008 - ed hanno ottenuto l’aiuto continuativamente - non possiedono quindi più i requisiti per l’accesso all’aiuto.

 

Per approfondimenti, bandi e scadenze visita la pagina sul sito di Ermes Agricoltura.

 


 

Sardegna
Latte ovino, raggiunti i 78 centesimi al litro

 

Il latte ovino sfiora gli ottanta centesimi al litro. E’ questo l’importante risultato ottenuto da un gruppo di pastori del nuorese che, assistiti dalla Coldiretti regionale, hanno siglato accordi di vendita per circa 7.000.000 di litri di latte con acquirenti continentali, al prezzo di 0,78 euro al litro.

 

Al momento, riporta la Coldiretti Sardegna, "stando ai primi rilevamenti ufficiosi, il prezzo medio sulla piazza regionale si aggira attorno ai 72/73 centesimi, con punte fino a 75/76".

 


 

Marche
L'Istat fa il punto del settore agricolo marchigiano

 

L'Istat ha reso noti i dati del Censimento generale dell'agricoltura nelle Marche.

 

Le aziende agricole attive al 24 ottobre 2010 sono 44.866 e coprono il 2,8% del totale nazionale; la superficie aziendale totale e la superficie agricola utilizzata rappresentano rispettivamente il 3,6% e il 3,7% del dato nazionale. La dimensione media aziendale è cresciuta nell'ultimo decennio da 8,1 ettari di Sau a 10,5 ettari.

 

La struttura giuridica prevalente è l'azienda individuale, che rappresenta quasi il 95% dei casi.

 

La struttura fondiaria è più flessibile, con uno slittamento verso forme di superfici in affitto e in uso gratuito, sebbene la struttura prevalente rimanga ancora quella proprietaria con il 70,5% dei casi.

 

La manodopera impiegata nell'annata agraria 2009-2010 è prevalentemente di tipo familiare (87% delle persone impiegate); nel complesso le donne sono il 36%, gli stranieri il 3%.

 

Nell'annata agraria 2009-2010 il 7% delle aziende agricole ha utilizzato lavoro salariato; soltanto il 2% si è avvalso esclusivamente di questo tipo di manodopera.

 

Nell'ultimo decennio il volume delle giornate standard lavorate nelle aziende agricole delle Marche si è ridotto del 32%, a fronte del -23% registrato a livello nazionale.

 

Al 24 ottobre 2010 un capo azienda su tre ha 70 anni o più; i più giovani (fino a 40 anni) rappresentano il 6,7% del totale.

 

Più diffuso rispetto alla media Italia lo svolgimento di attività remunerative in connessione con l'azienda agricola, quali il contoterzismo, l'agriturismo, la lavorazione dei prodotti agricoli. Nell'annata agraria 2009-2010, il 5,6% delle aziende marchigiane ha svolto una o più fra queste attività.

 

La diffusione degli impianti da fonti rinnovabili riguarda l'1,5% delle aziende agricole, una quota in linea con la media nazionale.

 

Fonte: Istat


 

Valle d'Aosta
Lotta meccanica al maggiolino

 

In previsione dello sfarfallamento del maggiolino (Melolontha melolontha), che avverrà nei prossimi mesi di aprile e maggio, l’assessorato dell’Agricoltura e risorse naturali ricorda che per le colture ad alto reddito un metodo efficace di difesa contro il coleottero è quello che prevede l’impiego di reti anti-insetto durante l'anno del volo, al fine di impedire la fuoriuscita degli adulti dal terreno e la successiva deposizione delle uova.

 

La posa delle reti sul terreno deve essere eseguita in aprile, al primo avvistamento dell’insetto in volo, subito dopo aver tagliato l’erba a raso, dato che le reti dovranno rimanere in loco per almeno 30-40 giorni. I bordi delle reti devono essere sovrapposti e legati gli uni agli altri (ad esempio con l’uso di chiodi), evitando accuratamente di lasciare aperture (anche intorno alla base dei tronchi) che consentirebbero il passaggio dei maggiolini.

 

Le reti da utilizzare devono essere composte da maglie sufficientemente strette e rigide, tali da impedire il passaggio degli insetti, nonché avere una buona resistenza al transito delle macchine operatrici (alcune specifiche a titolo esemplificativo: monofilo HDPE, 3 catenelle per pollice, 3-4 maglie per cm, massa areica 39g/mq, trazione longitudinale 4000N/m, trazione trasversale 2360N/m, copertura alla luce 20%, resistenza alla luce 600KLY, rinforzo laterale standard).

 

"In base alle informazioni raccolte, la messa in produzione di reti di questo tipo viene attuata solo in presenza di grosse ordinazioni - riporta una nota della Regione Val d'Aosta - L’assessorato è disponibile, pertanto, a fornire supporto per organizzare un ordine collettivo tra tutti gli interessati. Si prega, a tal fine, di contattare tempestivamente, e comunque non oltre la fine di gennaio, l’Ufficio servizi fitosanitari (0165.275382 - 0165.275405 - 340.0634624) o l’ufficio periferico di Aymavilles (0165/902820). Per informazioni sulle possibilità di contributo rivolgersi all’Ufficio UMA (0165.275370)".

 

 

Puglia
Prezzo del latte, Coldiretti Puglia dichiara lo stato di agitazione

 

Coldiretti Puglia ha dichiarato lo stato di agitazione del comparto lattiero-caseario regionale in relazione alla situazione legata al prezzo del latte alla stalla, "fermo a 20 anni fa, con una quotazione tra i 35 e i 38 euro al quintale". L'organizzazione agricole richiede inoltre "l'immediata apertura di un tavolo della filiera zootecnica regionale per la definizione di un prezzo minimo regionale del latte".

 


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