È proseguita anche in agosto la crescita della redditività degli allevamenti di suini a ciclo chiuso.

Lo confermano le analisi del Crefis, il centro per le ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza diretto da Gabriele Canali.

 

La variazione, rispetto al precedente mese di luglio, mostra un aumento del 7%, che sale a ben il 39,4% se il raffronto viene fatto con lo stesso periodo dello scorso anno.

A determinare questa fase è la flessione dei costi per l'alimentazione dei capi da ingrasso e l'incremento delle quotazioni dei suini da macello.

Il mercato dei suini pesanti destinati al circuito tutelato ha infatti segnato, ad agosto, un prezzo medio mensile di 2,279 euro/kg, in aumento rispetto al mese precedente del 3,2% e del 18% su base tendenziale.

Si tratta del valore massimo mai raggiunto dalla quotazione media mensile.

 

Il ciclo aperto

Sempre nel periodo preso in esame anche il ciclo aperto segnala dati positivi.

A cominciare dalla fase di svezzamento che vede la redditività aumentare del 2,6% (+30% su base tendenziale) grazie ai costi alimentari contenuti e nonostante la stagnazione delle quotazioni dei suinetti da 7 kg ferme a 70,430 euro/capo (dato tendenziale però ancora positivo e pari a +33,6%).

 

Per quanto riguarda invece la fase di accrescimento, sempre nel periodo preso in esame, si nota un lieve calo della redditività a livello congiunturale (-0,5%) dovuta alla discesa delle quotazioni dei capi output ( -1,2% ad agosto per un prezzo di 4,412 euro/kg) rispetto alla stabilità dei costi sostenuti mesi prima per i capi in acquisto.

Le quotazioni dei suini da 30 kg, tuttavia, risultano decisamente maggiori rispetto a quelle registrate nel 2022 (+39,8% la variazione tendenziale).

 

In agosto risulta positivo anche l'andamento della redditività per la fase di ingrasso: l'indice Crefis segna +3,4% su base congiunturale +25% anno su anno.

 

La macellazione

Il mercato del comparto della macellazione, ad agosto, mostra un tenue aumento del prezzo delle cosce fresche della tipologia pesante destinate a produzioni Dop che ha raggiunto i 6,120 euro/kg, ovvero lo 0,4% in più del mese precedente (+8,6% su base tendenziale).

In salita anche le quotazioni delle cosce fresche destinate a produzioni non tipiche che hanno raggiunto i 5,140 euro/kg (+0,4% la variazione congiunturale e +5% il dato tendenziale).

 

Positivo, mese su mese, l'andamento dei prezzi dei lombi che nel caso del Taglio Padova hanno raggiunto un valore di 4,750 euro/kg (+3,3%), mentre per il Taglio Bologna si è arrivati a 4,525 euro/kg (+2,1% rispetto al mese scorso).

Variazioni tendenziali di segno opposto per i due prodotti: -3,7% per il lombo taglio Padova e +5,2% per il lombo taglio Bologna.
Sul fronte della redditività, l'aumento dei prezzi dei capi da macello ha vanificato l'andamento positivo delle quotazioni dei principali tagli di carne suina determinando un calo dell'indice Crefis, sia a livello congiunturale (-0,2%) che tendenziale (-7,1%).

 

La stagionatura

Situazione stabile ad agosto per i prezzi del comparto della stagionatura.

Il prezzo medio mensile del Parma stagionato 12 mesi rimane fermo a 10,700 euro/kg ma il confronto con i valori del 2022 è positivo e pari a +6,5%.

Stabile anche la quotazione del prosciutto non tutelato che si conferma a 8,500 euro/kg; anche in questo caso, la variazione tendenziale è favorevole (+24,1%).

La redditività della stagionatura del Prosciutto di Parma peggiora ad agosto: in particolare per il prodotto pesante stagionato 12 mesi l'indice Crefis segna -0,9% su base mensile e -13,8% su base annua.

 

Per gli effetti dei minori costi di approvvigionamento delle cosce fresche e nonostante le quotazioni siano rimaste stabili, ad agosto la redditività del prosciutto non tutelato aumenta dello 0,4% mese su mese.

Anche la variazione tendenziale risulta vantaggiosa: +4,1%.
Prosegue l'assottigliamento del differenziale di redditività tra prodotto Dop e generico pur rimanendo ancora a favore del prosciutto tutelato (+12,2%).