Dicembre si è chiuso con un aumento del prezzo dei suini da macello e la redditività degli allevamenti è potuta crescere del 6,5%.
Lo conferma l'indice di redditività del comparto allevatoriale calcolato dal Crefis, il Centro per le ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza, diretto da Gabriele Canali.
Grazie a questa crescita della redditività anche il dato tendenziale, quello che mette in confronto l'andamento su base annuale, ha potuto riprendere quota, seppure di un modesto più 0,3%.


Il mercato

L'esame dell'andamento di mercato mostra infatti quotazioni dei capi da macello tutte in ascesa rispetto a novembre.
Il prezzo medio mensile dei suini da macello destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,645 euro/kg per gli animali della tipologia pesante, con un aumento congiunturale del +7,1%; anche la variazione tendenziale, è nettamente positiva (oltre il 35%).
Anche per quel che concerne i suini da allevamento, i dati sono in aumento con il prezzo dei capi da 30 kg salito a 2,242 euro/kg per una variazione congiunturale del +10,9% e tendenziale del +12,3%.


Macelli in affanno

Sempre in dicembre la situazione favorevole dei prezzi dei capi da macello, nonostante l'aumento delle quotazioni di lombi e cosce, si è riverberata negativamente sulla redditività della macellazione italiana che mostra quindi, a livello congiunturale, l'indice Crefis a -1,7% e a livello tendenziale -16,6%.
Come dicevamo le quotazioni delle cosce fresche della tipologia pesante destinate a produzioni tipiche sono salite a 4,910 euro/kg, con una variazione mese su mese del +2,7%.
Anche il dato tendenziale è risultato positivo e pari a +29,3% segnando il valore più alto dal marzo del 2018.
Stesso andamento per le quotazioni delle cosce fresche destinate a produzioni non tipiche, sempre della tipologia pesante, con il valore arrivato a 4,120 euro/kg (+0,7% la variazione congiunturale e +31,5% il dato tendenziale). Sottolineiamo che il valore attuale risulta il più alto registrato da ottobre 2017.
Passando alle quotazioni dei lombi a dicembre si rileva un aumento dei valori su base congiunturale: il taglio Padova ha raggiunto i 3,475 euro/kg (+11,2%) mentre il taglio Bologna ha segnato 3,463 euro/kg (+14,5%).
Le variazioni tendenziali però sono risultate negative per entrambi i prodotti: -0,1% e -1,6%, rispettivamente.

 

Prosciutti in ripresa

Infine, uno sguardo al comparto della stagionatura. In dicembre risultano contrapposti gli andamenti dell'indice Crefis di redditività per quanto riguarda il prodotto Dop e quello non tutelato.
Il Prosciutto di Parma della tipologia pesante ha fatto registrare un dato congiunturale in crescita del 5,8% e ancor più alto il dato che emerge dal raffronto con la situazione nello stesso periodo ma dell'anno scorso: +34,9%.
Tutto ciò grazie all'aumento dei prezzi del prodotto stagionato e al calo dei costi di approvvigionamento delle cosce fresche avvenuto a inizio stagionatura.

Per il prodotto non tutelato invece l'indice di redditività, sia come dato congiunturale che tendenziale, risulta in calo per le motivazioni opposte che hanno condizionato il prodotto tutelato: cosce fresche con prezzi in aumento all'acquisto e quotazioni stazionarie del prodotto stagionato.
La variazione congiunturale, infatti, è stata pari a -1,9% mentre quella tendenziale è risultata in flessione del 20,4%.
Questa situazione ha portato il differenziale di redditività tra le due tipologie di prodotto ad aumentare ulteriormente a favore delle Dop: +33,8%

Sul fronte del mercato troviamo conferma di ciò che è stato appena illustrato: a dicembre il Prosciutto di Parma stagionato della tipologia pesante ha raggiunto una quotazione media mensile di 9,260 euro/kg, con un aumento dell'1,5% rispetto al mese precedente; la quotazione attuale resta inoltre al di sopra di quella fatta registrare nello stesso periodo del 2021 (+18%).
Diverso come dicevamo l'andamento per il prodotto pesante non tutelato che ha visto quotazioni ferme a 6,275 euro/kg; la variazione tendenziale resta però positiva e pari a +1,6%.

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Le analisi del Crefis mostrano una situazione di mercato favorevole per i prosciutti Dop Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie