I costi affondano la suinicoltura

Leggero recupero dei prezzi, ma le tensioni sui mercati delle materie prime erodono la redditività degli allevamenti, come evidenziano le analisi del Crefis. Bene solo la stagionatura

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Mentre gli allevamenti perdono posizioni, per i prosciutti del circuito tutelato si registra un miglioramento della redditività (Foto di archivio)
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

I prezzi dei suini da macello aumentano, seppure di poco, ma i margini degli allevamenti di suini continuano a perdere terreno.
Lo evidenzia l'indice Crefis, il Centro per le ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'università cattolica di Piacenza, diretto da Gabriele Canali.
Tutta colpa della costante ascesa dei costi delle materie prime destinate all'alimentazione dei suini. Così la redditività degli allevamenti calcolata sul mese di maggio ha perso il 2,9% rispetto al mese precedente, percentuale che sale al 3,3% nei confronti con l'anno precedente.


Prezzi in aumento

Situazione positiva, dicevamo, per quanto riguarda il mercato dei suini da macello le cui quotazioni, a maggio, sono riprese a salire.
In particolare, il prezzo medio mensile dei capi pesanti destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,403 euro/kg, con un aumento dell'1,8% rispetto al mese precedente e un +29% nei confronti di quanto registrato nello stesso periodo del 2020.

Si tenga presente però che il confronto tendenziale apparentemente così positivo non deriva da una reale crescita del segmento ma dal confronto con prezzi molto bassi registrati l'anno scorso e legati alla crisi da Covid-19.
Passando ai suinetti da macello di 30 Kg di peso si rilevano prezzi ancora in salita, tanto che a maggio hanno fatto registrare una quotazione media mensile di 3,748 euro/kg per una variazione congiunturale del +3,5% e del +37,8% a livello tendenziale.
 

La frenata dei macelli

La redditività del segmento della macellazione ha subìto a maggio una brusca frenata, tanto che l'indice Crefis perde il 2,4% rispetto al mese precedente; ciò a causa della crescita delle quotazioni dei suini da macello e del concomitante calo del prezzo dei lombi freschi. A livello tendenziale si registra un -15,4%.

Per quanto riguarda i tagli freschi, accanto alla discesa dei prezzi dei lombi si registra un andamento positivo per le cosce.
Le quotazioni delle cosce fresche nella tipologia pesante destinate a produzioni tipiche sono infatti salite a 4,043 euro/kg, per una variazione del +1,5% mese su mese e del 24,1% anno su anno.
Anche le cosce fresche destinate a produzioni non tipiche, a maggio, hanno fatto registrare quotazioni in crescita e hanno raggiunto, per la tipologia pesante, il valore di 3,443 euro/kg, con una variazione congiunturale del +1,9%. Positivo anche il dato tendenziale del 27,6%.

Come accennato, per il lombo taglio Padova i prezzi sono scesi sino a 3,375 euro/kg, facendo così registrare una variazione congiunturale del -3,3%; mentre per il lombo taglio Bologna i prezzi sono risultati in crescita congiunturale del 4% e hanno raggiunto un valore di 3,100 euro/kg.
Resta comunque positivo il confronto con i valori dello stesso periodo del 2020 per entrambe le tipologie di taglio: +0,7% per il "Padova" e +10,7% per il "Bologna".
 

Migliorano i conti della stagionatura

Passando al segmento della stagionatura l'indice Crefis, a maggio, mostra una redditività ancora in crescita per quel che concerne il Prosciutto di Parma Dop nella tipologia pesante. La variazione congiunturale si è attestata a +6,4% mentre il dato tendenziale è a +13,1%.
Nonostante il periodo di profonda crisi duri da tempo, per il "Parma Dop" si notano lievi segnali di ripresa.
Situazione diversa per il prodotto non tutelato, sempre nella tipologia pesante, che nel periodo di riferimento fa registrare una redditività in calo del 4,7% a livello congiunturale; ciò è dovuto all'alto livello dei costi delle cosce fresche acquistate a inizio stagionatura.
Resta positivo il dato a livello tendenziale: +18,6%.
A maggio il differenziale di redditività tra le produzioni Dop e non Dop si allarga a favore delle prime: +27,5%.

Passando al mercato dei prosciutti, sempre nel mese di maggio rileviamo prezzi in aumento per il prodotto stagionato Dop e stazionari per quello generico. In particolare, il prosciutto di Parma nella tipologia pesante fa registrare un prezzo medio mensile di 7,900 euro/kg, con un aumento dello 0,6% rispetto al mese precedente e in contenuto incremento anche a livello tendenziale (+1,3%).
Mentre il prodotto stagionato non tutelato, sempre nella tipologia pesante, mostra a maggio quotazioni stabili a 6,175 euro/kg. Anche il confronto con le quotazioni dello stesso periodo dell'anno scorso è positivo e pari a +1,6%.

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