Ancora prezzi alti per i suini

Le analisi del Crefis segnalano però un lieve peggioramento per la redditività degli allevamenti a causa del rincaro della soia e il conseguente aumento dei costi di alimentazione

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La redditività degli allevamenti resta sensibilmente più elevata rispetto al passato
Fonte foto: Just Chaos

Continuano a crescere i prezzi dei suini, ma i margini degli allevamenti sono frenati dal contemporaneo aumento delle quotazioni della soia.
Questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata per il mese di dicembre sul comparto suinicolo dal Crefis, il Centro di ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza, diretto da Gabriele Canali.

Nonostante il rincaro della soia e dunque dei costi per l'alimentazione dei suini, la redditività dell'allevamento registrata dal Crefis si è ridotta di appena lo 0,1% su base congiunturale, cioè rispetto al mese precedente.
I livelli di redditività restano comunque molto elevati, tanto che la variazione tendenziale dell'indice (cioè nei confronti di dicembre 2018) è a +39,8%.


Prezzi in aumento

Per quanto riguarda il mercato, in dicembre e rispetto a novembre le quotazioni dei suini pesanti destinati al circuito Dop sono ulteriormente cresciute (+0,3%), arrivando a un valore medio mensile pari a 1,794 euro/kg; impressiona la variazione tendenziale pari a +38%.

Incrementi sono registrati a dicembre anche per i suini pesanti destinati a prodotti non tutelati, che giungono a 1,704 euro/kg; con una variazione congiunturale del +0,7% e tendenziale del +45%.

In forte crescita anche le quotazioni dei suini da allevamento (tipologia di 30 kg): +8,1% rispetto a novembre e +29% su dicembre 2018; per un valore medio mensile di 2,898 euro/kg.


Macelli in recupero

Sempre a dicembre, il mercato dei lombi freschi ha consentito un recupero parziale di redditività per l'industria di macellazione italiana. L'indice Crefis registra +2,7% rispetto a novembre, ma va sottolineato che la variazione tendenziale è decisamente negativa: -17,4%.
Dicevamo del lombo fresco che nella variante "taglio Padova" in dicembre ha raggiunto i 4,083 euro/kg, il 9,3% in più di novembre e 19,7% in più dello stesso mese dell'anno precedente.

Sono invece scese a dicembre le quotazioni delle cosce fresche. A cominciare da quelle destinate a Dop, che mostrano -1,1% su base congiunturale ma +9,3% su base tendenziale, segno che il valore di 4,343 euro/kg è relativamente elevato.
Andamento simile viene visto a dicembre per le cosce fresche destinate a produzioni non tipiche, con variazioni congiunturali a -0,4% e tendenziali a +17,9%, con una quotazione media mensile pari a 3,833 euro/kg.


Stagionatura, conti in miglioramento

Aumenta a dicembre la redditività della stagionatura dei prosciutti crudi. Un buon andamento dovuto ai bassi costi per l'approvvigionamento delle cose fresche avvenuto dodici mesi prima.

In dettaglio, l'indice Crefis per i prosciutti pesanti Dop ha rilevato +8% rispetto a novembre e +17,9% rispetto a dicembre 2018.
Per quanto riguarda i prosciutti pesanti generici, l'indice registra un leggero calo su base congiunturale (-0,3%) e un incremento su base tendenziale (+7,8%).

Grazie a queste dinamiche, in dicembre, dopo mesi, il differenziale di redditività tra le produzioni Dop e quelle non tipiche, per i prosciutti pesanti, è tornato positivo (+5,5%), ovvero a favore delle prime.
 

I prezzi dei prosciutti

Venendo al mercato, in dicembre il prezzo del Prosciutto di Parma pesante è arrivato a 8,050 euro/kg, un valore però resta dell'11% più basso rispetto alla quotazione del 2018.

Sono invece aumentate le quotazioni dei prosciutti stagionati non tipici; in particolare, il prosciutto pesante ha quotato 6,267 euro/kg: +2,5% rispetto a novembre e -2,8% rispetto a dicembre 2018.

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