Crollano i prezzi dei suini

I prezzi scendono ai livelli di sei anni fa. Per gli allevamenti è difficile far quadrare i conti. Male anche i prosciutti. Una situazione che favorisce i macelli, come evidenziano le analisi del Crefis

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Rispetto allo scorso anno i prezzi dei suini da macello del circuito tutelato sono scesi di oltre il 26%
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

Prezzi così bassi per i suini non si vedevano dal lontano ottobre del 2013.
Inevitabili le conseguenze sulla redditività degli allevamenti che continua inesorabilmente a scendere.

Lo evidenziano le analisi del Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza, diretto da Gabriele Canali) che nel mese di marzo segnano un -6,2% rispetto al mese precedente (variazione congiunturale) e -24% rispetto a marzo dell'anno scorso (variazione tendenziale).
 

Circuito Dop

E' il mercato dei suini da macello del circuito tutelato a determinare una perfomance economica così negativa.
Le quotazioni dei capi pesanti hanno fatto registrare cali consistenti. In particolare, a marzo il prezzo medio mensile dei suini da macello destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,156 euro/kg, pari a -6,6% su febbraio e -26,5% sul 2018.

Ma nell'ultimo mese sono diminuiti anche i prezzi dei suini da macello destinati al circuito non tutelato, tanto che i capi pesanti hanno quotato 1,065 euro/kg, con un calo del 6,6% su base congiunturale e del 20,6% su base tendenziale.

Come sempre in questo periodo dell'anno, sono in salita le quotazioni dei suini da allevamento di 30 kg, che hanno toccato valori medi mensili di 2,704 euro/kg, pari ad un +3,4% rispetto a febbraio.
Nonostante ciò, tuttavia, il prezzo resta molto al di sotto delle quotazioni degli anni precedenti: -26,5% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.
 

Vantaggi per i macelli

Grazie al prezzo basso dei suini da macello, è invece decisamente positiva a marzo la dinamica economica per l'industria nazionale della macellazione.
L'indice Crefis rileva +6,4% rispetto al mese precedente e +12,7% rispetto all'anno precedente.

Eppure, sempre a marzo, il mercato delle cosce fresche ha mostrato un andamento negativo: -3% per il prodotto pesante destinato a produzioni tipiche che ha quotato 3,618 euro/kg (-28,9% su marzo 2018) e -1,3% per le cosce destinate a prosciutti generici che hanno quotato 3,130 euro/kg (-17,5% su marzo 2018).

Andamento più positivo, invece, ha interessato i prezzi dei lombi freschi, con valori medi mensili che sono stati pari a 3,113 euro/kg per il "Taglio Padova": +2% la variazione congiunturale, e però -6% la variazione tendenziale.
 

Male i prosciutti

Peggiora a marzo la redditività della stagionatura dei prosciutti.
In particolare, l'indice segna per il "Parma" Dop pesante -6,1% su base congiunturale e -20,2% su base tendenziale.
Variazioni negative si sono registrate anche per i prosciutti pesanti non tipici, con cali dell'1,4% su febbraio e del 9,3% su marzo 2018.

D'altro canto, calano a marzo i prezzi dei prosciutti stagionati.
Sia il "Parma" per il quale le quotazioni del tipo pesante sono diminuite del 7,4% rispetto al mese precedente, raggiungendo 7,963 euro/kg (-21,9% su base annuale); sia il prosciutto generico che ha quotato 6,000 euro/kg un valore che risulta essere il più basso da settembre del 2013.

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