Allevatori a scuola di automotivazione

Al quinto Cirio dairy meeting di Caserta una nutrita platea di produttori di latte bovino si è interrogata su come migliorare l'efficienza tecnico-economica delle proprie aziende, ma anche su come far crescere se stessi e il proprio business

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Cirio dairy meeting è stato organizzato da Cirio Agricola
Fonte foto: © agl-photoproductions - Fotolia

Gli allevatori sono persone concrete, che passano le loro giornate in stalla a lavorare con gli animali. Non capita dunque tutti i giorni vedere un gruppo di oltre 160 produttori di latte italiani - nella grande maggioranza dei casi titolari di grandi "vaccherie" - ascoltare i consigli motivazionali di un loro collega venuto da lontano.

Ma è proprio quello che è successo all'ultima edizione del Cirio dairy meeting di Caserta, l'appuntamento organizzato da Cirio Agricola che come ha ricordato Andrea Benetton - presidente del maxi-allevamento campano oltre che di Maccarese Spa, la più grande stalla d'Italia - si prefigge lo scopo di "condividere con la platea la nostra esperienza, nella convinzione che una visione comune porti a un miglioramento, in un mondo che corre veloce".

E oltre a "cow comfort", una delle principali parole chiave di questo quinto Cirio dairy meeting è stata proprio "cura di se stessi e degli altri".
In cattedra Hank Wagner, un allevatore del New Mexico (700 vacche in stalla) che a questi temi ha dedicato un libro ("Teachable moments") oltre che due avvincenti relazioni.

Il saluto alla platea di Andrea Benetton, presidente di Cirio Agricola e di Maccarese Spa
Il saluto alla platea di Andrea Benetton, presidente di Cirio Agricola e di Maccarese Spa


Un seme da coltivare

Secondo lo statunitense, il successo di un imprenditore zootecnico è dovuto essenzialmente alla visione che egli sogna e nutre per la propria attività ("pensate in grande" ha suggerito Wagner), alle persone di cui si circonda e ai protocolli operativi che vengono applicati in azienda. Il secondo elemento, le persone, ha tuttavia un impatto determinante. E l'allevatore di successo deve affrontare le sfide poste in particolare da tre categorie di persone. Prima categoria, gli interlocutori difficili, "critici" come i consumatori, i vicini, i media, gli attivisti (animalisti, vegani e compagnia). Qui il consiglio sostanziale di Wagner è stato di comunicare a questo gruppo di persone i propri valori come l'amore nutrito per i propri animali, la volontà di crescere la famiglia in un ambiente sano, l'intenzione di nutrire il mondo attraverso il proprio prodotto ("non sminuitevi: alla gente non dico che ho 700 vacche, ma che ogni giorno produco un bicchiere di latte per 120mila persone"). Social network ed eventi del tipo "porte aperte" (per i suoi compaesani Wagner organizza delle colazioni in stalla) possono dare l'opportunità di un contatto con queste persone.

Il secondo gruppo di interlocutori è il nucleo familiare, da far crescere e maturare con amore, eventualmente anche attraverso un mentore esterno alla famiglia che insegni ai più giovani come superare i momenti di difficoltà. Ma è indispensabile anche coltivare se stessi: "ogni persona nasce con il seme della grandezza - ha sottolineato lo statunitense - e il vostro vero obiettivo non deve essere quello di avere più vacche del vicino, ma far germinare quel seme per cogliere il vostro immenso potenziale e far crescere chi vi sta vicino. Statene certi, ne beneficerà anche il vostro business". Applausi in platea.

Tra allevatori e tecnici, sono stati più di duecento i partecipanti al meeting
Tra allevatori e tecnici, sono stati più di duecento i partecipanti al meeting

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Allevatori Top

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Tag: allevamento latte bovini

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