Prezzi in picchiata per i suini

Proseguita in dicembre la caduta delle quotazioni di mercato. In forte calo la redditività degli allevamenti. Anche i prosciutti in sofferenza, bene solo i macelli. Lo evidenziano le analisi del Crefis

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Si aggrava il gap di redditività tra prosciutti stagionati Dop e generici
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

Per la suinicoltura italiana il 2018 si è chiuso con il segno meno davanti.
Anche in dicembre, infatti, i mercati hanno penalizzato il settore comprimendo i margini dei suinicoltori.

Una situazione puntualmente descritta dal Crefis, il Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza, diretto da Gabriele Canali.

L'indice di redditività degli allevamenti calcolato dal Crefis segna così un pesante meno 8,6% su base congiunturale (cioè su novembre) e del 18,6% su base tendenziale (cioè su dicembre 2017).
 

Le quotazioni

Guardando i prezzi, il valore medio mensile dei capi pesanti da macello destinati al circuito Dop e quotati alla Cun, è infatti sceso a dicembre a 1,300 euro/Kg, dando luogo a variazioni fortemente negative: -9% rispetto a novembre 2018 e -21,1% rispetto al dicembre 2017.

Male a dicembre anche i dati dei suini che vengono orientati al circuito non tutelato, il cui prezzo è sceso a 1,174 euro/Kg, ovvero il 9,6% in meno rispetto al mese precedente e il 16,4% in meno rispetto all'anno precedente.


Un po' meglio la rimonta

Risulta invece positivo l'andamento del mercato dei suinetti da allevamento, ma solo a livello congiunturale.
Per gli animali da 7 chilogrammi, il prezzo alla Cun è stato fissato a dicembre a 52,013 euro/capo, l'8% in più rispetto a novembre; mentre per i capi da 30 chilogrammi, il prezzo è salito a 2,246 euro/Kg, ovvero +0,4% sempre su novembre.

Ma anche in questi mercati, le variazioni tendenziali, cioè rispetto a dicembre 2017, sono sensibilmente negative. E pari, rispettivamente per le due tipologie di suinetti da ingrasso, a -15% e -21,8%.
 

Recuperano i macelli

I cali delle quotazioni dei suini da macello hanno favorito l'industria di macellazione.
A dicembre, l'indice Crefis di redditività ha infatti registrato +7,8% su base congiunturale e +7,4% si base tendenziale.

A giocare favorevolmente sulla remuneratività della macellazione è stato anche l'aumento delle quotazioni dei lombi freschi.
Il prezzo del "taglio Padova" è infatti salito del 3,7% su novembre sino a 3,413 euro/kg.

Scendono invece, sempre a dicembre, i prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a prodotti Dop, che quotano 3,973 euro/kg, ovvero -6,8% in termini congiunturali, ma soprattutto -24,6% in termini tendenziali.

Ancora più pesanti i cali a dicembre dei prezzi delle cosce fresche pesanti orientate a prosciutti generici che quotano 3,253 euro/kg, il che si traduce in -7,8% rispetto a novembre e -16,1% rispetto a dicembre 2017.
 

Prosciutti, resta il segno meno

Sale a dicembre la redditività della stagionatura dei prosciutti. Ciò vale sia per i prodotti pesanti Dop, per i quali l'indice Crefis segna +1%, sia per le cosce stagionate pesanti non tutelate, che registrano +2,5%.

Detto questo, preoccupano le variazioni tendenziali, perché rispetto al 2017 la redditività è peggiorata del 17% per i prosciutti Dop pesanti e del 3% per quelli generici.
Queste dinamiche hanno peggiorato il gap di redditività tra le due tipologie di prosciutto, che a dicembre è arrivato a -3,5%, a sfavore cioè della filiera Dop.

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