Cereali, l'import corre mentre l'export si contrae

Unica nota positiva dall'export è la crescita del valore, mentre la cerealicoltura italiana perde quote all'estero. Boom di arrivi di grano duroa

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

cereali-grano-by-teodora-d-fotolia-750.jpeg

Forte crescita dell'import di grano duro
Fonte foto: © Teodora D - Fotolia

Anacer ha pubblicato i dati relativi al trend della bilancia commerciale cerealicola nei primi nove mesi del 2019. Rispetto allo stesso periodo di riferimento nel 2018, cresce l'import in quantità e valore, mentre l'export aumenta solo dal punto di vista del giro d'affari con un calo nei dati quantitativi. I movimenti valutari hanno così aumentato il passivo dai 1510,4 milioni di euro dello stesso periodo 2018 a 1636,8 milioni di euro del 2019.

L'import è cresciuto da 246.500 tonnellate (+1,6%) e di 242,8 milioni in valore. Crescono gli arrivi di cereali in granella, trainati dal grano duro (+458mila tonnellate) e dal mais (+451mila tonnellate), che vanno a compensare le forti riduzioni di grano tenero (-612mila tonnellate), orzo (-70mila tonnellate) e avena (-10mila tonnellate).

Sul fronte delle esportazioni, la crescita delle vendite di prodotti trasformati come pasta, farina di grano tenero e mangimi a base non riescono a compensare i cali di semola di grano duro (-23.200 tonnellate), cereali in granella (-87.200 tonnellate) e riso (-39mila tonnellate).

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 214.253 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner