Olivo, ecco come migliorare la fioritura (e la produttività)

Il boro è un microelemento che gioca un ruolo fondamentale nella fioritura e allegagione dell'olivo. Per questo in caso di necessità è bene effettuare delle concimazioni fogliari prima della fioritura

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Una buona fioritura è il primo passo per avere una produzione d'olive abbondante
Fonte foto: Matteo Giusti - Agronotizie

Per mettere al sicuro la produttività dell'oliveto occorre partire con il piede giusto fin dall'inizio della stagione. E un aspetto talvolta poco considerato riguarda la nutrizione. Se è vero che ormai tutti gli olivicoltori apportano le giuste dosi di macroelementi (come azoto, fosforo e potassio), c'è invece poca attenzione nei confronti di un microelemento chiave, il boro.

Il boro è un microelemento (nel senso che ne servono piccole dosi) che riveste un ruolo di primo piano nella fioritura e nell'allegagione dell'olivo. Per questo una sua carenza si ripercuote con effetti negativi sulla produttività dell'impianto. In altre parole la fioritura non si esprime in tutto il suo potenziale se il boro è scarso e dunque, a fine anno, si producono meno drupe rispetto a quelle desiderate.

"Ogni olivicoltore dovrebbe dunque valutare se sia necessario intervenire con concimazioni fogliari a base di boro prima della fioritura, in modo da mettere le piante nelle condizioni di esprimersi al meglio", spiega Giovanni Caruso, docente di olivicoltura e viticoltura presso l'Università di Pisa.

Prima di vedere questo aspetto è però bene fare delle considerazioni sul boro in generale e sulla sua carenza.

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Il ruolo del boro in olivicoltura

Il boro è, insieme fosforo, l'elemento chiave della fioritura dell'olivo. Questo microelemento gioca un ruolo di primo piano nella fioritura, nella germinazione del polline e nella fecondazione fino all'allegagione (l'iniziale sviluppo dei frutticini). È poi importante, anche se meno fondamentale, nello sviluppo delle drupe.

Normalmente il boro viene assorbito dalle radici e traslocato nel resto della pianta. Tuttavia possono verificarsi delle condizioni in cui il fabbisogno dell'olivo non viene soddisfatto, con ripercussioni negative sulla produttività.
Nello specifico:
  • Quando la presenza di boro nel suolo è scarsa.
  • Quando la temperatura bassa del suolo inibisce l'assorbimento radicale.
  • In caso di suoli calcarei, con un pH superiore a 7, che rende non biodisponibile il boro.
  • In caso di limitata disponibilità di acqua.
  • In caso di non sufficiente traslocazione del boro dalle radici/organi di riserva ai fiori.

Non è facile dire se una pianta ha boro a sufficienza per effettuare una fioritura al massimo delle sue potenzialità, visto che ogni cultivar richiede una concentrazione differente di questo microelemento nei tessuti vegetali. Si può tuttavia affermare che sotto i 20 mg/kg ss (milligrammi per chilogrammo di sostanza secca) la pianta è in sofferenza. Questo non significa che sugli alberi siano visibili già i sintomi di una carenza di boro, quanto che la fioritura non è al suo massimo potenziale.

Deficienze pesanti di boro possono invece causare i seguenti sintomi:
  • Sulle foglie. Ingiallimenti apicali, disseccamenti e caduta precoce.
  • Sui rami. Presenza di scopazzi e di succhioni, disseccamenti di rami e branche. Suberosità, scabrosità e bollosità della corteccia. Raccorciamento degli internodi. Presenza di germogli a rosetta.
  • Sui frutti. Disseccamento del mesocarpo e malformazioni apicali delle drupe.


Concimazioni fogliari a base di boro

Per le ragioni sopra elencate occorre assicurarsi che le piante di olivo abbiano ampia disponibilità di boro. L'ideale sarebbe fare dei campionamenti di foglie e delle analisi di laboratorio, per individuare il livello dell'elemento nei tessuti.

Vista la fase fenologica il metodo migliore di somministrazione è attraverso concimazioni fogliari, in cui al boro può essere abbinato un concime a base di azoto, elemento importante in una fase di crescita vegetale così spinta. In questo modo il microelemento viene velocemente assorbito dalle foglie e traslocato verso gli organi fiorali.

Ma quando effettuare la concimazione? "Il trattamento fogliare deve avvenire almeno quindici giorni prima della fioritura in modo da dare tempo alla pianta di redistribuire l'elemento nei tessuti. Eventuali trattamenti successivi alla fioritura sono meno determinanti e possono essere eseguiti con lo scopo di migliorare l'allegagione e diminuire la cascola precoce. Ogni olivicoltore tuttavia deve valutare la convenienza di un trattamento successivo al primo", sottolinea Caruso.

La concimazione fogliare deve avvenire  con una soluzione contenente boro ad una concentrazione non superiore allo 0,1%. Prove di campo hanno dimostrato che trattamenti così eseguiti hanno un effetto migliorativo sulle mignole, sulla presenza di fiori, sulla germinabilità del polline e sull'allegagione.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: fertilizzanti olivicoltura

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