L'annuncio della modifica dell'articolo 60 del Codice della Strada (Cds), che ha allargato a ciclomotori e macchine agricole il riconoscimento di macchina d'epoca e istituito uno specifico Albo di Registro normato dal Codice della Strada, ha lasciato diversi interrogativi aperti.

 

Ad esempio, chi e come gestisce i mezzi agricoli storici e il loro registro? Quali gli obblighi in materia di sicurezza, circolazione e revisione? E chi vigila sulle procedure e sul rispetto dei vincoli di storicità?

 

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Cosa è successo in questi mesi? Lo abbiamo chiesto a Gianfranco Tardioli, presidente della Commissione Macchine Agricole e Industriali dell'Automotoclub Storico Italiano (Asi) e al Gruppo Tecnico Interregionale per la Salute e Sicurezza.

 

Identikit del trattore storico

Intanto chiariamo che le macchine agricole interessate dall'articolo 60 modificato sono tutti i trattori che hanno più di quaranta anni e, non avendo più una vita lavorativa, devono permanere all'interno delle aziende per interesse storico o affettivo.

 

"In particolare, d'epoca sono i mezzi più vecchi che non hanno una targa per la circolazione e comunemente si trovano nei musei. Mentre di interesse storico o collezionistico sono i mezzi che possono circolare per partecipare a manifestazioni o rievocazioni" spiega Tardioli.

 

I mezzi d'epoca devono rimanere all'interno delle aziende e non possono circolare

I mezzi d'epoca devono rimanere all'interno delle aziende e non possono circolare
(Fonte foto: Asi)

 

Un limbo che era da superare

"Prima della modifica questi mezzi ufficialmente ricadevano in una situazione che non era né storica né da lavoro: pur esistendo i registri, per il Codice della Strada erano semplicemente considerati dei rifiuti" spiega Tardioli.

 

Questa ambiguità, come ci racconta un tecnico Asl membro del Gruppo Tecnico Interregionale per la Salute e Sicurezza, ha causato problemi anche durante i controlli condotti in azienda. "Durante le ispezioni ci siamo trovati nella condizione di dover accertare caso per caso che il mezzo fosse davvero un trattore non più utilizzato come dichiarato dai proprietari".

 

Per questo, portare questi mezzi a una condizione di storicità, certificata da un attestato ufficialmente riconosciuto dalla legge, è stato un passo importate.

 

I mezzi storici erano classificati come rifiuti e spesso mal conservati
I mezzi storici erano classificati come rifiuti e spesso mal conservati (Foto di archivio)

(Fonte foto: MK_0x41 - Pixabay)

 

Una svolta dalla modifica del Codice della Strada

Con la modifica al Cds del 2021 lo Stato ha incaricato con delega del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i gestori dei registri già esistenti per auto e moto storiche della certificazione anche dei trattori storici.

 

"Gli enti preposti alla certificazione sono i registri come la Asi, la Fmi e i registri storici Fiat Lancia e Alfa Romeo. Oggi, i mezzi agricoli con età superiore a quarant'anni sono in tutto e per tutto equiparati alle auto e alle moto storiche e sono definiti anch'essi veicoli atipici" conferma Tardioli.

 

Attivi anche prima della modifica

L'Automotoclub Storico Italiano, uno dei registri designati dal Cds, in verità si occupa di mezzi agricoli storici dal 1997 attraverso una Commissione ad hoc e un registro interno, entrambi - fino ad oggi - privi di valenza legale. Ugualmente l'Asi da anni si interessa della valorizzazione dei trattori storici. "I mezzi agricoli iscritti sono più di 1.700" testimonia Tardioli.

 

I mezzi in ottimo stato di conservazione ottengono il riconoscimento Targa oro di Asi

I mezzi in ottimo stato di conservazione ottengono il riconoscimento Targa oro di Asi

(Fonte foto: Asi)

 

Vero è che il lavoro fatto sino ad oggi non è stato vano. "In molti dei casi in cui i proprietari di mezzi storici si sono trovati ad affrontare denunce - continua Tardioli - le sentenze giudiziarie hanno ritenuto valide le nostre certificazioni per il riconoscimento del valore storico dei mezzi".

Anche il tecnico Asl conferma: "Quando nei nostri controlli troviamo un trattore storico dotato di targhetta identificativa, è più facile considerarlo tale".

 

Cosa cambia ora?

"Dall'avvenuta modifica dell'articolo 60 abbiamo approntato tutto il necessario per poter rilasciare il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica (Crs) come per auto e moto storiche" spiega Tardioli.

 

Per richiedere il Certificato basta iscriversi ad un club federato Asi. "I primi certificati sono stati rilasciati a maggio 2022 e sono già oltre quaranta le richieste, ma sono destinate a crescere: sono ancora in pochi a conoscere questa nuova possibilità".

 

Nel Crs sono attestate le caratteristiche anagrafiche, costruttive e tecniche del veicolo - di fabbrica o delle eventuali modifiche - utili alla verifica d'idoneità alla circolazione. "Il Crs si divide in due documenti: uno per i mezzi che hanno già la carta di circolazione e uno per quelli che non hanno più targa e libretto e devono essere reimmatricolati come storici" aggiunge Tardioli.

 

Il Certificato, a cui sono collegati effetti di tutela in vari ambiti, tra cui quelli di natura fiscale, amministrativa e finanziaria, può essere richiesto per mezzi il più possibile originali, senza alterazioni e caratteristiche tecniche compatibili con quelle di fabbrica. "Tuttavia non è raro incappare in trasformazioni o modifiche non segnalate e, in questi casi, il rilascio del Crs è vincolato al ripristino delle condizioni originali" spiega Tardioli.

 

Diritti e doveri

La recente modifica dell'articolo 110 del Codice della Strada - avvenuta contestualmente alla modifica dell'articolo 60 - consente l'immatricolazione di un mezzo agricolo, anche storico, anche a chi non possiede partita Iva agricola. "Il Crs consente di stipulare un'assicurazione e, se si è in possesso di targa e carta di circolazione, si può circolare su strada per recarsi a manifestazioni ed eventi" spiega Tardioli.

 

Il Crs permette ai possessori di mezzi storici di partecipare a raduni ed eventi

Il Crs permette ai possessori di mezzi storici di partecipare a raduni ed eventi

(Fonte foto: Asi)

 

Il veicolo va comunque mantenuto nelle condizioni di storicità accertate e, in ogni caso, mai utilizzato per scopi lavorativi. In caso di mancato rispetto di queste condizioni, l'Asi è tenuta a cancellare il mezzo dal Registro ed effettuare una segnalazione alla Motorizzazione.

 

Nella pratica "molti trattori storici sono utilizzati in campagna per piccole attività come il trasporto del fieno - racconta il tecnico Asi - accanto ai grossi trattori moderni usati per il lavoro nei campi".

 

L'uso di vecchi mezzi per operazioni minori è ancora molto diffuso nelle aziende

L'uso di vecchi mezzi per operazioni minori è ancora molto diffuso nelle aziende

(Fonte foto: AgroNotizie)

 

Questa situazione e altre simili ampiamente diffuse fanno nascere un importante interrogativo: come controllare il corretto comportamento dei possessori di trattori certificati?

 

Ma chi vigila?

Tardioli ci spiega che "al momento non sono previsti controlli successivi alla certificazione. Tuttavia, se un mezzo viene fermato dalla polizia che riscontra difformità rispetto alle caratteristiche contenute nel Crs, il mezzo può essere mandato in demolizione".

 

Anche dal tecnico Asi abbiamo conferma della difficoltà nel condurre verifiche mirate. "I controlli che facciamo durante l'anno coprono circa il 5% delle aziende totali". Un numero davvero insufficiente per stanare i "furbetti del certificato".

"Serve una maggior coscienza in materia di sicurezza e occorre passare il concetto che i mezzi iscritti a un registro storico non sono più un'attrezzatura di lavoro" aggiunge il tecnico.

 

I mezzi con Crs non devono essere più impiegati per attività professionali in campo

I mezzi agricoli con Crs non devono essere più impiegati per attività professionali in campo (Foto di archivio)

(Fonte foto: Emily Studer - Pixabay)

 

La sicurezza è storica

Quando un trattore ha modifiche relative ai dispositivi di sicurezza viene comunque certificato come storico e nel Crs vengono annotate le dotazioni aggiuntive. "Il Crs - spiega Tardioli - non deve essere infatti la scappatoia per utilizzare i mezzi senza dotazioni di sicurezza".

 

Revisione sì o no?

È poco chiaro se in futuro i trattori già certificati potranno essere interessati da ulteriori indicazioni in materia di sicurezza come la revisione. Il processo di rilascio del Crs valuta, infatti, solo la conformità storica dei mezzi e non si occupa direttamente della loro sicurezza.

 

"La revisioneconferma Gianfranco Tardioli - è prevista anche per i mezzi agricoli dotati di Crs e seguirà i tempi e i modi individuati per i mezzi agricoli non storici, probabilmente adattati al contesto di storicità del veicolo, proprio come avviene per auto e moto".