I movimenti valutari relativi all'import export del settore cerealicolo hanno comportato in Italia nei primi nove mesi del 2025 un esborso di valuta pari a 6.362,3 milioni di euro (6.228,6 nel 2024) ed introiti per 4.360,1 milioni di euro (4.394,3 nel 2024). Il saldo valutario netto è quindi pari a -2.002,2 milioni di euro, contro -1.834,3 milioni di euro nel 2024.
Sono questi i dati che riporta Anacer, Associazione Nazionale Cerealisti, sull'import ed export cerealicolo.
Le importazioni
In particolare, le importazioni in Italia nel settore dei cereali, farine proteiche e semi oleosi nei primi nove mesi del 2025 sono aumentate nelle quantità di 474mila tonnellate (+2,6%) e nei valori di 133,7 milioni di euro (+2,1%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L'incremento quantitativo si deve agli arrivi dall'estero di grano tenero (+263mila tonnellate) e mais(+132.800 tonnellate) il cui controvalore è risultato in aumento rispettivamente di 73,6 e 170,6 milionidi euro. Le importazioni di grano duro aumentano nelle quantità (+51mila tonnellate, pari a +2,5%) e diminuiscono nei valori (-59,2 milioni di euro, pari a -8,3%), mentre per l'orzo si registra un calo quantitativo di 7mila tonnellate a fronte di un aumento nei valori di 13,8 milioni di euro (+12%).
Le importazioni di riso risultano in aumento di 57.800 tonnellate (+26%), considerando nel complesso risone, riso lavorato, riso semigreggio e rotture di riso.
Per quanto riguarda le farine proteiche e vegetali, l'incremento delle quantità importate è pari all'8% (+153mila tonnellate) a fronte di una riduzione nei valori del 6,3% (-45 milioni di euro), mentre per i semi e frutti oleosi si registra un calo di 182mila tonnellate (-8,1%), corrispondente a -154,7 milioni di euro (-14%).
Le esportazioni
Le esportazioni dall'Italia dei principali prodotti del settore cerealicolo nei primi nove mesi del 2025 sono aumentate nelle quantità di 132mila tonnellate (+3,6%) e diminuite nei valori di 34,3 milioni di euro (-0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2024.
Risultano ridursi le quantità esportate di riso, considerato nel complesso tra risone, riso lavorato, semigreggio e rotture di riso (-29.600 tonnellate, pari a -33,7 milioni di euro).
Per contro aumentano le esportazioni di tutti gli altri prodotti presi in esame, in particolare le paste alimentari (+47.300 tonnellate, con valore in diminuzione dell'1%), la farina di grano tenero (+25mila tonnellate), la semola di grano duro (+12mila tonnellate), i prodotti trasformati/sostitutivi (+3,3% in quantità e -3,3% nei valori) e i mangimi a base di cereali (+15.700 tonnellate).
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