Le giacenze di mele italiane al 1° di marzo ammontano a 766.147 tonnellate, inferiori del 7% alla media dei cinque anni precedenti. Le scorte continuano ad essere particolarmente basse per molte varietà.

 

Per la Golden Delicious la giacenza è di 278.633 tonnellate, inferiore del 28% rispetto allo scorso anno. Le scorte di Gala, che dovrebbero esaurirsi alla fine del mese, ammontano a 25.646 tonnellate, il 51% in meno rispetto al marzo 2022. Nel mese di febbraio le vendite hanno sfiorato le 200.000 tonnellate, leggermente superiori alla media dei tre anni precedenti ed in linea con i piani di decumulo.


Proseguono bene anche l'export in Europa e le vendite oltremare, specialmente per il Sudamerica. Nonostante i volumi delle scorte appaiano gestibili per diverse varietà, il contesto geopolitico in cui gli operatori italiani si trovano ad operare resta però straordinario ed instabile.

 

I costi di produzione che permangono elevati, l'inflazione che grava pesantemente sulla capacità di spesa, i consumi in calo in Italia ed in Europa, insieme a quotazioni che non rispecchiano il reale valore del prodotto, stanno minacciando seriamente la redditività dei produttori.


A queste preoccupazioni si aggiunge la pressione dell'Unione Europea relativamente alla proposta di Regolamento sull'Uso Sostenibile dei Fitosanitari. La recente relazione dell'europarlamentare austriaca Sarah Wiener (Gruppo Verdi), che rilancia per una riduzione dell'80% dei fitosanitari entro il 2030, appare quantomai inopportuna ed irrealistica, considerato che non è ancora stato completato lo studio per valutare l'impatto del provvedimento.

 

Assomela sostiene che la proposta di Regolamento non tenga affatto in considerazione gli impatti sulla produttività e sulla competitività del settore, e non presenti alternative reali e immediatamente concretizzabili all'utilizzo di prodotti fitosanitari.

 

La bozza di Regolamento, figlia di una impostazione ideologica da parte della Commissione, potrebbe oggettivamente minare la sicurezza alimentare europea, diminuendo la capacità produttiva e allo stesso tempo rischiando di aumentare le importazioni da paesi con norme in materia molto meno rigide.

Il Consorzio auspica che la proposta di regolamento venga definitivamente ritirata per aprire un nuovo confronto più profondo con il mondo produttivo per arrivare ad una proposta adeguata nei metodi e nei tempi, rispettosa anche delle esigenze degli agricoltori.