Contratti di filiera e di distretto, pronti 1.200 milioni di euro

Il ministro Patuanelli ha firmato il Decreto con il quale si ripartono le risorse tra la graduatoria del quarto bando (350 milioni) e il quinto bando, cui andranno complessivamente i restanti 850 milioni

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Gli aiuti in conto capitale provengono dal Fondo Complementare del Pnrr, mentre gli aiuti in conto interessi proverranno dal Fondo di Rotazione per le Imprese (Foto di archivio)
Fonte foto: © bluedesign - Adobe Stock

Sono pronti ben 1.200 milioni di euro e saranno a disposizione dei contratti di filiera e di distretto: 350 milioni saranno utilizzati per lo scorrimento delle graduatorie del quarto bando e 850 milioni per il quinto bando.

Il 22 dicembre scorso, una nota del Ministero delle Politiche Agricole ha dato notizia della firma da parte del ministro Stefano Patuanelli, dopo il via libera il 16 dicembre in Conferenza Stato Regioni, del Decreto che disciplina i finanziamenti a sostegno dei contratti di filiera e di distretto, e le modalità e le procedure per l'attuazione del quinto bando.

Il Decreto rappresenta la base per l'emanazione dei provvedimenti attuativi dei contratti di filiera, indicando le relative modalità di finanziamento, l'iter istruttorio e la procedura di valutazione per la selezione dei progetti.

I contratti di filiera costituiscono uno strumento di sostegno alle politiche agroindustriali istituito nel 2002 e gestito dal Mipaaf. L'obiettivo generale è quello di finanziare programmi di investimento rivolti alle filiere, che siano sostenibili dal punto di vista ambientale e innovativi dal punto vista tecnologico, perseguendo specifici obiettivi per i singoli settori dell'agroalimentare, pesca, forestale, floricoltura e florovivaismo.

Le forme di sostegno rimangono, in linea con gli anni passati, i contributi in conto capitale e il finanziamento agevolato; tuttavia la prima forma di finanziamento è a valere sul Fondo Complementare al Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (Pnrr) mentre la seconda sul Fondo Rotativo per le Imprese (Fri) gestito da Cassa Depositi e Prestiti.

Vengono inoltre disciplinati gli aspetti concernenti i beneficiari e i proponenti dei contratti di filiera, gli interventi ammissibili, le tipologie di aiuto concedibile, l'iter istruttorio e la procedura valutativa per la formazione della graduatoria finale dei programmi.

Gli interventi ammissibili alle agevolazioni riguardano, in particolare, gli investimenti in attività materiali e immateriali nelle aziende agricole, nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli, nella partecipazione dei produttori ai regimi di qualità, nella promozione dei prodotti agricoli e nella ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

Il versante più rilevante è quello delle misure agevolative previste dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per la realizzazione dei programmi di investimento connessi ai contratti.

Il contributo in conto capitale e il finanziamento agevolato sono legati agli investimenti previsti dai contratti di filiera. Possono essere ammessi alle agevolazioni quelli che prevedono programmi con un ammontare delle spese ammissibili compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro, tese a favorire l'integrazione fra i differenti soggetti in termini di miglioramento del grado di relazione organizzativa commerciale, di distribuzione del reddito e di impatto ambientale.


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