Nord Italia, in Veneto nuovi strumenti per la gestione del rischio

La Regione vuole lanciare due nuovi fondi mutualistici per il settore frutticolo e la zootecnia, al fine di contrastare cimice asiatica e oscillazione dei prezzi di mercato. Emilia Romagna al top per erogazione fondi

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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In Veneto si studiano nuovi strumenti di copertura del rischio anche per il settore frutticolo
Fonte foto: © Fondazione Edmund Mach

Sono sempre di più i fattori di rischio nel settore primario. In Veneto si stanno studiando nuovi strumenti per la gestione del rischio nel settore frutticolo e della zootecnia, in particolare per contrastare i danni della cimice asiatica e le oscillazioni dei prezzi. In Emilia Romagna sono invece 550 milioni di euro le risorse erogate per il settore agricolo e agroalimentare negli ultimi 8 mesi. 


Veneto

Copertura del rischio, nuovi strumenti per zootecnia da latte e frutticoltura
Due iniziative sperimentali per difendere il reddito degli agricoltori dal crollo improvviso dei prezzi. E' questa la sintesi delle idee in cantiere da parte della regione Veneto, a partire da un fondo mutualistico per la frutticoltura e un altro per le imprese zootecniche da latte. Il primo andrebbe a coprire i danni causati dalla cimice asiatica e il secondo per arginare il calo dei prezzi che deriva dalla fine del regime delle quote latte.

Sul fronte delle aziende frutticole il piano regionale di contrasto alla cimice asiatica prevede un fondo per la copertura del rischio, con l'affidamento dello studio di affidabilità al Centro interuniversitario di contabilità e gestione agraria dell'Università di Padova. L'ulteriore finanziamento deliberato per 60mila euro nel triennio fa si che la Regione coinvolga i Consorzi di difesa delle colture riconosciuti e operanti in Veneto.

"I Consorzi di difesa – spiega l'assessore Giuseppe Pansono costituiti da una larga base associativa di aziende che sono già coinvolte nella gestione del rischio attraverso la stipula di polizze assicurative agevolate. Sono quindi i soggetti più idonei per valutare, insieme all'Università di Padova, i parametri di sostenibilità di uno strumento mutualistico a sostegno delle imprese".

Per quanto concerne la filiera zootecnica da latte, la Regione intende finanziare con 25mila euro uno studio econometrico per costituire un fondo di stabilizzazione del reddito per le imprese zootecniche da latte, al fine di arginare la volatilità dei prezzi.
"Il settore lattiero-caseario con oltre 400 milioni di fatturato rappresenta un pilastro dell'economia regionale – continua Pan – vogliamo implementare un fondo di stabilizzazione del reddito del comparto, con l'obiettivo di salvaguardare le 3mila stalle venete dalle oscillazioni dei prezzi di mercato".

"Incentivare la leva mutualistica e assicurativa è una buona strategia per tutelare il reddito degli agricoltori – conclude Pan – ma gli strumenti vanno affinati e incentivati. La stessa Corte dei Conti europea ha rilevato che la maggior parte dei fondi del bilancio Ue destinati agli aiuti agli agricoltori per assicurarsi contro le perdite di produzioni hanno avuto un impatto modesto, perché solo il 10% dei produttori assicurati ha beneficiato del sostegno Ue. Nasce così l'esigenza di interventi più mirati".


Emilia Romagna

Agricoltura, negli ultimi 8 mesi 550 milioni di euro iniettati nel sistema
Oltre mezzo miliardo di risorse finanziarie a sostegno del sistema agricolo e agroalimentare dell'Emilia Romagna da ottobre 2019 al 30 giugno 2020. E' questa la cifra che la Regione ha messo in campo per gli agricoltori, pari all'84% del valore finanziario annuale, erogata in poco più di otto mesi. 42mila i beneficiari tra aziende agricole, imprese agroindustriali, op e realtà consortili, oltre a enti di ricerca e realtà del territorio rurale locale. A rafforzamento delle ordinarie risorse Pac la Regione ha poi recentemente stanziato altri 23,7 milioni di euro, di cui 18 per lo scorrimento delle graduatorie della filiera del latte, il restante per contributi (1,5), sicurezza delle aziende (1,5 milioni), agriturismi e fattorie didattiche (2,7 milioni).

"Momenti duri come quelli che abbiamo affrontato in questi ultimi mesi hanno bisogno di risposte adeguate, soprattutto da parte delle istituzioni – sottolinea il presidente Stefano Bonaccini il mezzo miliardo messo a disposizioni di oltre 10mila imprenditrici e 32mila agricoltori è un ottimo risultato, perché va a sostenere progetti di aziende che lavorano sempre più con strumenti innovati e sostenibili".

"Un'iniezione di liquidità straordinaria – commenta l'assessore all'agricoltura Mammi – frutto della collaborazione fra Regione ed Agrea e all'impegno corale di tutte le istituzioni". Di queste risorse, oltre 325 milioni sono stati indirizzati ad aiuti diretti a domanda unica, 64 milioni al settore ortofrutta nell'ambito dei programmi Ocm, mentre ai piani di sviluppo rurale sono stati dedicati 160 milioni di euro.

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