Cina: l'agricoltura corre e punta all'innovazione

Il paese guarda avanti con fiducia e ambizione e dalla pandemia causata dal Covid-19 ha fatto tesoro per imprimere un'accelerazione al commercio digitale dei prodotti agricoli

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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L'emergenza sanitaria ha dato una spinta all'e-commerce (Foto di archivio)
Fonte foto: © Robert Kneschke - Fotolia

Nonostante il Covid-19, partito da Wuhan, l'agricoltura cinese corre e punta all'innovazione come elemento chiave per migliorare la qualità. Preoccupata di soddisfare la domanda di cibo della popolazione, consapevole che il percorso dell'autosufficienza alimentare è particolarmente arduo (sicuramente non immediato, ma nemmeno impossibile), la Cina guarda avanti con fiducia e ambizione. E dalla pandemia ha fatto tesoro per imprimere un'accelerazione al commercio digitale dei prodotti agricoli.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il China agricultural outlook per il periodo 2020-2029, con le proiezioni in ambito agricolo della Repubblica popolare.
La parola d'ordine è "miglioramento costante", con riferimento a produzioni e rese in campo, consumi, prezzi e commercio. E con le porte degli scambi commerciali ben aperte.


Qualità e sicurezza alimentare

Secondo quanto riportato dal quotidiano Xinhua, l'obiettivo dello sviluppo agricolo cinese si sposterà dall'aumento della produzione al miglioramento della qualità. Si assisterà nel decennio in corso a un sensibile incremento dei prodotti alimentari sicuri, ecologici, di alta qualità.
D'altronde, un paese immenso, popolato da oltre 1,4 miliardi di persone, con un rapido incremento demografico, per avere un futuro deve coniugare la quantità - da qui gli sforzi in ricerca e sviluppo per migliorare le rese produttive in campo - con la qualità e la sicurezza alimentare.


Biodiversità e miglioramento delle rese

Secondo le previsioni cinesi, la varietà dei cereali alimentari continuerà ad essere migliorata, mentre le superfici seminate saranno in costante calo. Con l'incremento delle produzioni a ettaro per riso e grano la crescita dovrebbe salire in maniera costante con un tasso medio annuo inferiore all'1% nel prossimo decennio.

Soia e latte, invece, segneranno un incremento medio annuo del 3%, mais, frutta e pollame cresceranno fra il 2% e il 3%, mentre maiale, manzo, montone, zucchero, verdure e patate faranno i conti con una crescita fra l'1 e il 2%. C'è da chiedersi, in ottica italiana (ma anche francese, spagnola, cilena, australiana o sudafricana) quale sarà il destino dei vigneti e se il vino ottenuto si diffonderà come bevanda e se la qualità si innalzerà al punto da competere con la qualità delle civiltà vitivinicole occidentali e del Nuovo e Nuovissimo mondo.


Consumi in aumento

Con la crescita della popolazione aumenteranno i consumi di cibo: +2,4% il trend del riso e +11,8% per il grano.
Trascinati dall'aumento delle produzioni zootecniche saliranno anche i consumi interni di mais (+18,7%) e soia (+14,5%), carburante proteico per il bestiame e, allo stesso tempo, dei consumi totali di carne (+20,7%), pollame (+8,9%), latticini (+39,5%) e prodotti pescati (+9,8%).


Apertura all'esterno e rafforzamento partnership

Per sostenere l'espansione delle produzioni e accompagnare dall'interno i consumi della popolazione, Pechino sa bene che ha bisogno di import e si confermerà il più grande importatore mondiale di prodotti agricoli, grazie anche alla vitalità assicurata al commercio internazionale di prodotti agricoli.
Al di là delle dichiarazioni muscolari verso gli Stati Uniti, strategicamente utili per rafforzare la propria immagine di super-potenza che non deve chiedere mai e che si distingue dal modello americano, il dialogo con Washington non si è interrotto in questo periodo e nei giorni scorsi sono tornati al centro del confronto le modalità di ripresa della cosiddetta "Fase 1", primo passo della fornitura di beni da parte degli Usa per 250 miliardi di dollari, comprensiva di beni agricoli da importare in Cina per 40 miliardi.

Ma secondo il report diffuso da Pechino, si rafforzeranno nel decennio anche le partnership commerciali con Brasile, Sud Est Asiatico, Unione europea, Australia. Contemporaneamente, è previsto un ampliamento della Via della Seta.


Import in aumento nel decennio

Secondo le stime diffuse, le importazioni di grano e mais dovrebbero aumentare rispettivamente del 67,1% e del 74,6%, mentre le importazioni di semi di soia dovrebbero sfiorare i 100 milioni di tonnellate (+7,5%). Boom per l'import di zucchero, la cui crescita dovrebbe superare il 140%.
Anche i prodotti derivati dalla zootecnia saranno oggetto di attenzione cinese, con importazioni in aumento per la carne suina, bovina e di montone, ma anche prodotti lattiero caseari (+46,8%) e della pesca (37,5%).

La Cina, dal canto proprio, migliorerà le performance dell'export di ortofrutta e di pesce e prodotti acquatici.


Mercati in rialzo

Il meccanismo di formazione dei prezzi per i prodotti agricoli in Cina continuerà a migliorare, con i prezzi nominali e reali dei prodotti agricoli orientati in direzione rialzista. Le quotazioni di grano e riso saranno sempre più collegate alle dinamiche di mercato (non dimentichiamo che i prezzi di questi cereali sono regolati più o meno direttamente, dallo Stato), mentre i prezzi del mais saliranno in maniera più contenuta.

Intanto, secondo quanto diffuso dal ministero delle Politiche agricole e rurali, la Cina è nelle condizioni favorevoli per un raccolto estivo eccezionale. Il primo trimestre del 2020, fortemente minacciato dagli effetti del Covid-19, al contrario delle aspettative registra solide prestazioni.
La Cina ha registrato un aumento del 3,5% su base annua del valore aggiunto dell'industria alimentare e anche il comparto suinicolo, ampiamente provato dalla crisi seguita all'esplosione di peste suina africana, ha innestato la marcia verso la risalita. Secondo quanto diffuso dal ministero, la crescita delle scrofe da riproduzione nel 2019 è salita del 9,8%.

La stabilità in agricoltura è stata un'ancora di salvezza nella fase più dura del Covid-19, contribuendo allo sviluppo della Cina e a sostenere la lotta alla pandemia.
 

Agriturismi ed e-commerce

Il Covid-19 ha comportato un cambiamento a livello gestionale anche dei prodotti alimentari e ha imposto strategie di ripresa che hanno scommesso anche su attività agrituristiche, viste come soluzione alla povertà e alla disoccupazione. Nella Cina Nord Occidentale, nella città di Guyuan, il viceministro della Cultura e del turismo Li Jinzao ha riferito che i servizi agrituristici offerti dal villaggio di Yejia hanno coinvolto più di 130 famiglie e creato più di 1.100 posti di lavoro.
Un antidoto valido, dunque, alla povertà, in un paese come la Cina che vede le zone rurali registrare un sensibile divario rispetto alle città.

La pandemia ha dato una spinta all'e-commerce. Secondo una linea guida pubblicata dal ministero delle Politiche agricole e rurali della Cina e rilanciata dal quotidiano Xinhua, il tasso di penetrazione di internet nelle aree rurali passerà dal 38,4% nel 2018 al 70% entro il 2025.
"Con il rapido sviluppo delle tecnologie digitali nei villaggi, un numero sempre maggiore di agricoltori salirà sul carro del live-stream, promuovendo lo sviluppo dell'agricoltura moderna in Cina", ha affermato Hong Tao, professore alla Technology and business University di Pechino.

Lo scorso marzo, ad esempio, oltre 60mila agricoltori si sono stabiliti sulla piattaforma Taobao Live, l'unità di live-stream del colosso cinese del commercio elettronico Alibaba, che addirittura lo scorso aprile ha ospitato 1,4 milioni di live-stream per la vendita di prodotti agricoli, che coprono 2mila contee e distretti in tutta la Cina.

Ciò è stato reso possibile dagli investimenti della Cina nelle infrastrutture di e-commerce e secondo un rapporto pubblicato dal ministero dell'Agricoltura e degli affari rurali il 30 aprile in alcuni villaggi della Cina si arriva fino a picchi del 99% di copertura da fibra ottica, 4G o banda larga. Una modalità nuova e inedita per intrattenere nuovi rapporti commerciali, con un piano da parte dell'ex creatura di Jack Ma di costruire mille piattaforme di agricoltura digitale.

Per sostenere la rivoluzione digitale e l'espansione degli utenti, Taobao ha lanciato un progetto per formare 200mila live-streamer in collaborazione con gli uffici agricoli e commerciali locali. Quest'anno il volume delle vendite di prodotti agricoli raggiungerà circa 15 miliardi di yuan (poco meno di 2 miliardi di euro) tramite live-stream.

La nuova Cina agricola corre. Anche online.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: mercati agricoltura nel mondo sicurezza alimentare agriturismo e-commerce consumi

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