Corpo 8, trattative difficili

Nessun accordo per il latte ovino. Anche il pomodoro in cerca di nuove intese. Agrumi in difficoltà. I nodi dell'export. Attenti al lupo. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 22 al 28 febbraio

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Proseguono le trattative per trovare un punto di incontro fra allevatori e industrie casearie per fissare un prezzo del latte ovino che soddisfi tutti.

Intanto continuano le proteste che in alcuni casi hanno superato i limiti, con conseguenze di carattere legale.

Anche per il pomodoro da industria si è alla ricerca di un accordo fra trasformazione e produttori.

Pesante crisi per l'agrumicoltura con prezzi che non coprono nemmeno le spese di raccolta. E c'è chi pensa sia meglio abbattere.

Anche per gli ulivi la risposta agli attacchi Xylella continua ad essere quella degli abbattimenti.

In Liguria è allarme per le palme colpite dal Punteruolo rosso. E in Trentino i produttori di piccoli frutti devono fare i conti con la Drosophila suzukii.

Sull'export pesano le frodi ai danni del made in Italy. C'è chi si dice convinto che le esportazioni toccheranno i 50 miliardi di euro. Ma la Germania, con meno prodotti, fa meglio di noi.

Per favorire la presenza dei nostri vini sui mercati esteri arrivano 337 milioni di euro. Ma per superare la crisi degli agrumi ci si ferma a soli 10 milioni.

Il numero dei lupi è cresciuto e la conservazione della specie sembra assicurata. Ma aumentano i problemi per chi dai lupi deve poi difendersi.

Tutti sembrano puntare all'innovazione. In realtà sono molti gli ostacoli da superare, anche culturali, come dimostra la diffusa avversione a ciò che si propone come "nuovo".

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Alla ricerca di un accordo

Per il prezzo del latte ovino ancora non si è raggiunto un accordo e le proteste dei pastori, non sempre nel solco della legalità, continuano a occupare una parte rilevante delle cronache di questi ultimi giorni.

Si inizia il 22 febbraio con la “Gazzetta del Mezzogiorno”, che commenta l'esito negativo delle trattative svolte sino a quel momento, sottolineando l'iniziale assenza di Assolatte, l'associazione delle industrie lattiero casearie.
Nello stesso giorno “L’Unione Sarda” ricorda che gli allevatori sospendono le azioni di protesta per l'avvicinarsi della tornata elettorale per il rinnovo del governo della Sardegna, ma si tratta di una "tregua armata", pronta a rialzare i toni, come poi accadrà.

Intanto per le proteste che hanno superato i limiti della legalità arrivano le prime conseguenze, come si apprende il 24 febbraio da “Avvenire”, che informa sull'avvio delle indagini a carico di una decina di pastori.


Le proteste

Sebbene l'accordo sul prezzo non sia stato raggiunto, è salutata con soddisfazione da “Il Sole 24 Ore” del 23 febbraio la decisione di prevedere per il settore aiuti per circa 10 milioni di euro, cifra che potrebbe anche aumentare.

Le numerose notizie sul mondo del latte ovino hanno tuttavia un effetto positivo sui consumi, saliti in breve tempo del 10%, segnale che secondo “Il Tempo” del 24 febbraio può essere interpretato come un gesto di solidarietà da parte dei consumatori.

Non si fermano però le proteste, che sfociano a volte in gesti eclatanti, come quello segnalato il 27 febbraio dal “Corriere della Sera”, con la cronaca di un vero e proprio assalto armato ai danni di un'autocisterna.
Gesti che tuttavia non fermano le trattative, e “L’Unione Sarda” del 28 febbraio si dice ottimista per un possibile avvicinarsi di un'intesa che concluda questa vicenda.

Le ragioni degli allevatori, spiega il 28 febbraio la "Nuova Sardegna", nascono dal divario fra il prezzo del latte e i costi di produzione che possono essere compressi solo con un lungo lavoro di aggiornamento delle aziende, che tuttavia richiede tempo e investimenti. Oggi impossibili da realizzare con le aziende che hanno bilanci in rosso.

Anche "Sette", il settimanale distribuito insieme al Corriere della Sera il 28 febbraio, ospita un ampio servizio sulle ragioni della protesta dei pastori, accompagnato da un ricco corredo fotografico.
 

Il nodo export

Alla ricerca di un accordo è anche la filiera del pomodoro da industria, come scrive la “Gazzetta di Modena” del 22 febbraio.

A fare i conti con un mercato avaro di soddisfazioni sono le clementine e le arance.
La “Gazzetta del Mezzogiorno” del 24 febbraio descrive la difficile situazione che si registra in Puglia fra Castellaneta e Massafra, descritta come la conca d'oro dell'agrumicoltura, dove oggi è più conveniente tagliare gli alberi piuttosto che raccogliere i frutti.

Il “Corriere della Sera” del 25 febbraio punta il dito contro la scarsa organizzazione delle nostre filiere agricole, principale causa della scarsa competitività sui mercati internazionali.
Non si spiega altrimenti come la Germania, che pure dispone di meno eccellenze agroalimentari rispetto all'Italia, riesca ad esportare assai più di noi.

Fra i problemi del made in Italy sui mercati internazionali c'è il problema delle numerose frodi e delle imitazioni.
Se ne parla il 27 febbraio su “Italia Oggi” che ospita un'intervista a Luigi Scordamaglia, presidente di Filiera Italia e ai vertici di Inalca, che lamenta fra l'altro i danni arrecati al nostro sistema agroalimentare dalle sanzioni alla Russia che la Ue insiste ad applicare.

Crescere è comunque possibile e il neo presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, dalle pagine di “Avvenire” del 27 febbraio si dice ottimista sulla possibilità di raggiungere il traguardo dei 50 miliardi di euro per il nostro export agroalimentare.

Una testimonianza delle opportunità di crescita sui mercati stranieri viene dal Grana padano, reduce dai successi del 2018 sul fronte dell'export. Ne parla "Il Giorno" del 28 febbraio nell'intervista raccolta con Stefano Berni, direttore del Consorzio di tutela.

Ma all'orizzonte ci sono le possibili conseguenze della Brexit, alle quali dedica un servizio il settimanale “Panorama” in edicola il 27 febbraio.


Soldi in arrivo

Fra i settori più interessati all'export c'è il vino e il comparto saluta con soddisfazione l'arrivo di aiuti per 337 milioni di euro da destinare sia alla promozione sia alla ristrutturazione e conversione dei vigneti.
I dettagli si possono leggere il 26 febbraio su “Italia Oggi”.

In tema di incentivi “Il Messaggero” del 24 febbraio segnala la disponibilità di 100 milioni di euro messi a disposizione da Ismea per realizzare investimenti a tasso agevolato.

Sono solo 10 i milioni di euro destinati a sostenere il settore agrumicolo, come si apprende il 24 febbraio da “Avvenire”.


Xylella, Punteruolo e Drosophila

Aiuti in vista per il settore olivicolo alle prese con la Xylella. Se ne parla il 27 febbraio sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” per mettere in luce anche gli aspetti critici della norme previste dal decreto ministeriale.

Nel frattempo la patologia continua ad avanzare e nel brindisino si registrano 148 nuovi focolai, come denuncia il “Quotidiano di Puglia” del 23 febbraio.
L'argomento torna più volte in questi giorni sulle pagine della “Gazzetta del Mezzogiorno”, che il 22 febbraio pubblica un resoconto delle discussioni che su questo argomento si sono svolte nelle audizioni alla Camera, dalle quali si è avuta una conferma sulla necessità di procedere con gli abbattimenti.

Ancora sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”, del 25 febbraio in questo caso, è ospitata l'intervista al sottosegretario all'Agricoltura, Alessandra Pesce, che anticipa l'arrivo di norme che renderanno più agevoli gli abbattimenti degli ulivi.

Dalla Puglia alla Liguria, dove a creare problemi non è la Xylella ma il Punteruolo rosso delle palme.
Se ne parla il 26 febbraio su “Repubblica”, dalla quale si apprende che nell'area genovese sono già un centinaio le piante colpite.

In Trentino Alto Adige il nemico di chi produce piccoli frutti è la Drosophila suzukii.
Lo scorso anno, scrive "L'Adige" del 28 febbraio, questo patogeno ha compromesso il 30% del raccolto e ora si vuole correre ai ripari per evitare che il problema si ripresenti quest'anno.
 

Chi grida al lupo

Non è colpa delle fitopatologie, ma del mercato se nell'ultimo secolo si è avuta la scomparsa di tre frutti su quattro, cosa che mette a rischio la biodiversità, come evidenziano le indagini della Fao, diffuse il 24 febbraio dal “Giornale di Brescia”.

Invece non è in pericolo di estinzione il lupo, scrive il “Corriere dell'Alto Adige” del 24 febbraio, la cui eccessiva presenza è lamentata da allevatori e agricoltori per le conseguenze su mandrie e armenti.

Preoccupa poi la continua perdita di terreni produttivi, erosi da cemento e strade, tema messo in evidenza da una breve notizia pubblicata il 22 febbraio da “Venerdì”, il settimanale diffuso insieme a Repubblica.
 

Innovare, che fatica

Il tema dell'innovazione in campo agricolo è al centro di alcuni articoli pubblicati in questi giorni, a iniziare da “QN” che il 25 febbraio spiega come sia possibile, grazie alle nuove tecnologie, ridurre i consumi e al contempo aumentare le produzioni.

Vero in teoria, ma difficile da realizzare in pratica per una serie di ostacoli messi ben in evidenza da Roberto Defez, ricercatore del Cnr, che a questo argomento dedica un interessante articolo pubblicato il 27 febbraio da “Il Foglio”.

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