Think Fresh 2017, gli scenari futuri dell'ortofrutta

Circa 450 operatori del settore si sono confrontati alla seconda edizione della giornata organizzata da Agroter per parlare dell'evoluzione della filiera. Focus importante anche sul mondo retail

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Prospettive dei consumi di ortofrutta in futuro al Think Fresh 2017
Fonte foto: © Lorenzo Pelliconi - AgroNotizie

Evoluzione dei consumi, innovazione e scelte strategiche sono stati i focus della seconda edizione di Think Fresh, svoltasi mercoledì 21 giugno al Centro Congressi di Firenze.
L'evento è stato organizzato da Agroter, che ha lanciato“Think Fresh – Dentro il futuro”, la nuova monografia con le ricerche del Monitor Ortofrutta.

Ad aprire la giornata di fronte a circa 450 operatori della filiera ortofrutticola il direttore di Agroter Roberto Della Casa.

L’ortofrutta ha grandi possibilità di crescita – ha esordito Della Casa – ma ha una gran necessità di cambiamenti in termini di strategie di filiera, marketing e comunicazione fondamentali per cogliere le opportunità del mercato. Attualmente sono convinto che non si possa ancora parlare di un recupero strutturale dei consumi di ortofrutta, ma certamente qualche segnalo di ripresa c’è. Per questo il settore deve organizzarsi per non rimanere indietro e riuscire ad crescere sui mercati, in particolare a livello internazionale”.

Successivamente Raffaele Borriello, direttore generale di Ismea, ha dichiarato che l’istituto collaborerà al Monitor Ortofrutta anche per i prossimi tre anni, dopo i primi due anni di lavoro alle monografie 2016 e 2017.
L’ortofrutta è un’eccellenza dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano – ha spiegato Borriello – E' necessario dedicare più attenzione a un comparto che, con i suoi 8,3 miliardi di euro di fatturato dall’estero, tira la volata dell’export made in Italy. L’ortofrutta garantisce il 25% del valore aggiunto sul totale di quello riferito all’agricoltura, inoltre ci sono tante risorse Psr da poter investire sulla competività di queste aziende. Dobbiamo mettere in campo ogni azione per essere sempre più appetibili sul mercato”.

In seguito, nel corso della mattinata, grazie al sistema del televoto live, sono state raccolte le opinioni degli operatori presenti sulle priorità della filiera, da confrontare poi con le opinioni raccolte da Monitor Ortofrutta fra un campione di famiglie italiane.

Si evince come, per i consumatori, la tracciabilità del prodotto e la certificazione siano elementi cruciali nella scelta del prodotto. A questo si aggiunge la necessità di implementare il gusto dei prodotti offerti, oltre che di ampliare l’offerta. Sul fronte dell’organizzazione dell’ortofrutta in Gdo, i consumatori vogliono in particolare un reparto veloce e ordinato, che possa presentare anche prodotti molto innovativi.

Nel pomeriggio è stata poi la volta degli attori principali del retail, con una dibattito dal titolo “Progettare il futuro”. Presenti, oltre al moderatore Roberto Della Casa, Giorgio Santambrogio, amministratore delegato del gruppo Vegè e presidente Adm, Claudio Mazzini, responsabile commerciale freschissimi Coop Italia, Giovanni Panzeri, direttore prodotti freschi di Carrefour, Davide Marcomin, direttore freschissimi Auchan Retail Italia, Fabio Sordi, direttore commerciale di Selex, e Mario Gasbarrino, amministratore delegato di Unes.

Focus centrale la gestione degli spazi dedicati all’ortofrutta, senza dimenticare però la grande fibrillazione del settore retail della Gdo, in particolare dopo l’acquisizione di Whole Foods da parte di Amazon, e dopo anche la notizia della prossima quotazione in Borsa di Esselunga. Dall’incontro pomeridiano si è poi discusso come “sia necessario sempre più ampliare gli spazi dedicati all’ortofrutta, anche per il fatto che è chi va a fare la spesa a richiederlo”.

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