Agroalimentare, Italians do it better

I prodotti italiani piacciono all'estero: nel 2011 l'export a +10,3%, con un giro d'affari di 30 miliardi. I dati presentati al Cibus di Parma, insieme con i risultati dell'attività investigativa dei Nac

Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

cibus-2012.jpg

Iniziato il 7 maggio, Cibus si chiude oggi 10 maggio

Si chiude oggi a Parma Cibus, il Salone internazionale dedicato all'alimentazione. Giunto alla sedicesima edizione, l'evento si è proposto come una vetrina dell'agroalimentare italiano.

Il dato di punta emerso dalla manifestazione riguarda l'export dell'industria alimentare, che è cresciuto del 10,3% nel 2011. Le previsioni per il 2012 sono buone. Inoltre le aziende italiane tengono anche le quote sul difficile mercato interno e portano la bilancia commerciale dei prodotti tipici del made in Italy ad un saldo positivo di 5 miliardi di euro

"La quota della produzione agroalimentare made in Italy destinata all'estero ha raggiunto per la prima volta una percentuale record del 20 per cento per effetto congiunto della crescita delle esportazioni del 7 per cento e della stagnazione dei consumi interni che sono calati in quantità del 2 per cento". A segnalarlo è un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea relativi al primo bimestre del 2012. Ed è boom in particolare per il vino, il valore delle cui esportazioni ha addirittura superato quello realizzato sul mercato nazionale

"Complessivamente - prosegue la Coldiretti - il valore delle spedizioni all'estero dei prodotti agroalimentari ha oltrepassato per la prima volta lo scorso anno i 30 miliardi, un importo superiore alla voce autovetture, rimorchi e semirimorchi ferma a 25 miliardi". 

La Cia - Confederazione italiana agricoltori ricorda che l'agroalimentare italiano continua a cresce non solo sui mercati tradizionali con Germania e Stati Uniti, ma si fa conoscere (e apprezzare) anche nelle grandi Paesi emergenti.

Secondo la Confederazione, però, resta ancora molto da fare: "Il nostro export agroalimentare ha bisogno di maggiore integrazione tra i vari soggetti della filiera, con una coesione e un'aggregazione sempre più forte tra agricoltori, trasformatori e Gdo; di una più attenta e mirata attività promozionale". 

 

Lotta alla contraffazione: i risultati

Qualità, gusto, salubrità, genuinità: sono questi i principali valori associati all'agroalimentare made in Italy, i punti di forza trainanti oltreconfine. Alla luce del boom delle esportazioni nell'ultimo anno, acquista ancora maggiore importanza l'attività di lotta alle contraffazioni e alle frodi dei Nac, i Nuclei antifrodi dei Carabinieri, presenti al Cibus.

Le verifiche ispettive hanno visto i Nac operare in tutto il territorio nazionale, effettuando controlli su 1768 aziende, nei principali centri commerciali e nei mercati generali, verificando in particolare l'andamento dei prezzi ed i flussi di import ed export specie in riferimento agli obblighi sulla tracciabilità degli alimenti.

I sequestri più ingenti hanno riguardato in particolare 9 mila litri di olio deodorato proveniente dall'estero e commercializzato in Italia come olio extravergine d'oliva, altre 3 mila tonnellate di olio lampante proveniente da Paesi extracomunitari, 28 tonnellate di mais Ogm commercializzato come mais semplice privo delle indicazioni sulla tracciabilità, falso pomodoro Dop e falso concentrato di pomodoro made in Italy destinato anche all'esportazione. Di rilievo anche un'efficace azione di respingimento attivata con l'Agenzia delle Dogane di oltre 3 mila tonnellate di grano tenero falso biologico di provenienza straniera.

L'azione del Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentari, da cui dipendono i Nac, ha riguardato anche l'azione di contrasto alle frodi e alle truffe a danno dell'Unione Europea, con l'accertamento di oltre 8 milioni di euro di contributi comunitari illegalmente percepiti negli aiuti alle produzioni agricole, di solito tramite la fatturazione di operazioni inesistenti o la fittizia intestazione di terreni agricoli.

I Nac hanno compiuto 34 segnalazioni alla Corte dei Conti per il recupero del danno erariale e agli organismi pagatori per la sospensione dei contributi. Ammonta complessivamente ad oltre 200 milioni il valore dei beni immobili, dei conti correnti e degli altri beni sequestrati sottratti al circuito illegale.

 

 

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 209.800 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner