E' giunto alla 61ma edizione l'"Annuario dell'agricoltura italiana 2007" presentato nei giorni scorsi, insieme al Rapporto su "Il commercio con l'estero dei prodotti agroalimentari", due pubblicazioni curate dall'Inea - Istituto nazionale di economia agraria.
"L'Annuario - ha spiegato Lino Rava, presidente Inea - rappresenta la pubblicazione principale dell'Istituto. E' una cronaca documentata degli eventi che hanno interessato l'agricoltura e tutto il settore agroalimentare". Rava ha poi sottolineato l'importanza della collaborazione tra l'Inea e mondo istituzionale e accademico per la realizzazione dei due volumi. "Questa edizione - ha detto - si arricchisce di un nuovo capitolo sul sistema agroalimentare riguardante le aziende agricole con approfondimenti sulla situazione del mercato interno e sull'evoluzione dei prezzi. Obiettivo dell'Inea è analizzare sempre meglio la catena di costruzione del prezzo finale".
"All'interno - ha sottolineato Rava - ci sono tre indagini che riguardano l'andamento del mercato fondiario in italia nel 2007, gli immigrati extracomunitari nell'agricoltura italiana e il bilancio consolidato del sostegno pubblico all'agricoltura. L'annata 2007 è stata poco brillante, stazionaria in termini di valore aggiunto e ciò ha significato anche un arretramento rispetto al contributo che il settore agricolo può dare al Prodotto interno lordo del Paese".
 
Sul versante del commercio con l'estero Rava ha evidenziato che i dati del 2007 "confermano un trend positivo", con il saldo commerciale che è passato da -8.652 a -7.899 milioni di euro. Mentre il saldo normalizzato (rapporto tra il saldo assoluto export-import ed il volume del commercio export-import) si è attestato a -14% rispetto a -17,5% del 2004. Secondo il presidente ciò testimonia che il sistema italiano migliora sui mercati esteri anche se in questo momento ci sono delle difficoltà legate alla crisi che sta coinvolgendo il mercato globale.
"Il Rapporto - ha spiegato Rava - contiene anche un approfondimento sulla Russia". Alcuni dati significativi emergono dai due studi, specie per quanto riguarda l'influenza dei processi mondiali sull'andamento economico del settore agricolo, il rinnovato interesse per il mercato fondiario e l'aumento della Superficie agricola utilizzata. Secondo Rava rimangono difficoltà di programmazione e in questo "è fondamentale il ruolo della ricerca" per riuscire ad analizzare in tempi rapidi le evoluzioni dei mercati.
Resta la "mancanza di competitività", in alcuni casi, come avvenuto per il Parmigiano Reggiano, del settore agroalimentare. Il presidente ha ringraziato, concludendo il suo intervento, tutti i lavoratori precari che hanno collaborato con l'Istituto per la realizzazione delle due pubblicazioni.
 
Nel corso della presentaizone sono intervenuti Roberta Sardone e Alessandro Antimiani, entrambi dell'Inea, che hanno illustrato i dati principali dell'Annuario e del Rapporto sul commercio con l'estero. Sardone ha sottolineato come il sistema economico nazionale, nel 2007, si è caratterizzato per un indebolimento della dinamica di crescita, con il valore aggiunto dell'agricoltura che è rimasto stazionario (-0,2%) mentre quello dell'industria alimentare è sceso dell'1,7%. Un dato importante riguarda anche l'indice dei prezzi al consumo dei prodotti agroalimentari, cresciuto del 2,8% contro il +1,8% dell'indice generale. Anche la Sau ha avuto una modesta crescita (+0,3%), con la Sau media salita al 7,6% ettari, restando comunque al di sotto di quella della europea (>21 ha). Antimiani ha presentato i contenuti principali del Rapporto, evidenziando che dal 2000 al 2007 è proseguito il trend di crescita degli scambi agroalimentari, sia in entrata che in uscita, anche se i primi a ritmo maggiore rispetto ai secondi. L'agroalimentara evidenziare la natura anticiclica del comparto, mostrando, nella prima parte del 2008, una 'perfomance' migliore rispetto al complesso dell'economia.
 
"Le cifre che Inea ci mette a disposizione sono l'autorevole dimostrazione che il comparto agricolo va difeso e sostenuto". Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. "Il lieve aumento del Pil dà la sensazione che l'agricoltura, a differenza di altri settori, più coinvolti nella crisi dell'economia virtuale - ha detto - ha una sua forza dettata da un inscindibile rapporto con la realtaà, ma occorre tenere conto delle difficoltà occupazionali e della questione prezzi, che portano a scambi commerciali sempre più pesanti. Grande soddisfazione - ha precisato - viene data dal prezzo della terra, sia pure con le differenziazioni dovute alle aree geografiche, che ha registrato un aumento del proprio valore".