P.E.R.A., una nuova idea per rilanciare la pericoltura italiana

Il coordinatore Luca Granata: "Una nuova era per la pera italiana. E solo voi produttori potete scegliere di farla iniziare"

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Le pere Abate Fetel, regina della pericoltura italiana e fiore all'occhiello del made in Italy
Fonte foto: © Alessio Orrù - Fotolia

Un nuovo business concept per cambiare il comparto pericolo italiano. Si chiama P.E.R.A. - Pericoltori Emiliano Romagnoli Associati ed è quello che nelle ultime settimane sta proponendo Luca Granata, coordinatore del progetto, ai produttori di pere intervenuti ai vari incontri organizzati sul territorio emiliano-romagnolo.

Attualmente i promotori di questa iniziativa sono Agrintesa, Fruit Modena Group e Patfrut con il coordinamento di Apo Conerpo e con il supporto delle associazioni agricole di Agrinsieme. Le tre realtà promotrici porteranno tutto il loro patrimonio produttivo di pere in questa nuova realtà. L'idea è però aperta a tutte le Op e le cooperative che producono pere e a tutti gli agricoltori privati interessati a parteciparvi.

"Il settore pero è rimasto uguale negli anni, mentre altri settori si sono evoluti - spiega Luca Granata ai frutticoltori -. E' necessario cambiare. Per fare questo i produttori si devono unire e dare mandato ad un unico referente per la commercializzazione di tutto il loro prodotto. In questo modo sarà possibile fare massa critica, vendere meglio e allo stesso tempo aumentare il proprio potere d'acquisto e migliorare lo sfruttamento delle strutture.
Una volta stabilizzato il paziente e massimizzato la profittabilità degli agricoltori soci, in modo sostenibile e coerente con il mercato di riferimento, potremmo concentrarci sull'aumento del valore incrementale attraverso politiche di marca. Fare un passo indietro come singole aziende per provare insieme a farne 10 in avanti. Solo voi produttori potete scegliere se far iniziare questo cambiamento aderendo ed alleandovi. Chiunque è benvenuto in P.E.R.A. - basta che produca pere".


I principali obiettivi del progetto
Per prima cosa si vorrà dare maggiore reddito ai produttori agricoli che parteciperanno al progetto. Il beneficio economico stimato è pari al 10% della Plv, partendo già dalla campagna 2015, a parità di condizioni di chi sceglie di non parteciparvi. Questo primo obiettivo sarà possibile attraverso la concentrazione dell'offerta, la gestione centralizzata di tutta la filiera, l'eliminazione della concorrenza interna tra i soci, lo sviluppo coordinato dell'esportazione, l'ottimizzazione dei costi di gestione, il migliore sfruttamento delle strutture e delle linee produttive, la creazione del valore aggiunto incrementale attraverso politiche di marca. Senza dimenticare il valore etico di P.E.R.A.: creazione di benefici diffusi ad un'intera comunità produttiva e a tutto il sistema ortofrutticolo nazionale. Un'idea che può essere presa ad esempio ed utilizzata come leva per far diventare l'Italia una grande multinazionale dell'ortofrutta.

L'Abate Fetel è una delle varietà più pregiate al mondo e oggi rappresenta il 35% della produzione italiana di pere

Una NewCo interamente dedicata
Per fare questo verrà creata una NewCo entro il 30 aprile 2015 che permetterà di gestire l'intero volume di pere prodotto dai soci, a partire già dal conferimento 2015. Complessivamente si stima di poter arrivare ad avere oltre 400 mila tonnellate di pere, circa la metà dell'intera produzione nazionale che è di 850 mila tonnellate. Allo stato attuale delle adesioni il volume di pere è all'incirca sulle 200 mila tonnellate. La NewCo avrà diritto alla consegna dell'intera produzione pericola del socio e gestirà l'intera filiera. Questo significa anche che il socio non potrà avere attività commerciali autonome sulla pera e dovrà sottostare all'operatività del nuovo "sales team". La NewCo potrà usufruire in outsourcing delle strutture delle organizzazioni coinvolte, per evitare di generare ulteriori significativi costi aggiuntivi. In questo modo si creerà un'unione capace di cogliere le immense opportunità che questo settore offre.

Come fare per entrare?
L'adesione per il socio sarà facile, con vincoli di breve durata, economicamente non onerosa e con possibilità di rapido recesso. E' previsto un capitale sociale d'ingresso di 200 euro ad ettaro coltivato a pero, che sarà poi restituito al termine del contratto. Inoltre nel 2015 non è prevista nessuna quota associativa. Il contratto ha valore triennale. E' possibile recedere l'accordo anticipamanete, previa domanda scritta, con un preavviso di 12 mesi e con effetto dal 30.04 dell'esercizio successivo a quello della domanda.
Il socio potrà aderire attraverso quattro modalità: direttamente come socio se in possesso di almeno 50 ettari di pero o una produzione di almeno 2 mila tonnellate nel triennio precedente all'associazione, tramite la struttura associativa utilizzata fino ad oggi (a condizione che essa aderisca alla NewCo), tramite una struttura di servizio che sarà predisposta dalle Organizzazioni di Agrinsieme, tramite una Ati costituita direttamente tra aziende agricole interessate.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: frutticoltura ortofrutta mercati

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