Cereali, crolla l'export di grano duro nel 2018

Continua il forte saldo negativo nei primi dieci mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo 2017. Il passivo della bilancia commerciale cerealicola sfiora 1,8 miliardi di euro

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Cresce l'import e scende l'export di cereali
Fonte foto: © slavomir pancevac - Fotolia

L'Anacer ha pubblicato i dati relativi all'andamento del bilancio import-export del settore cerealicolo italiano nei primi dieci mesi del 2018 e da questi si evince la continuazione del trend negativo del saldo.
Il deficit della bilancia cerealicola è peggiorato, passando da -1.591,5 milioni di euro dell'ottobre 2017 rispetto ai -1.768,9 milioni di euro del 2018.

Focalizzando l'attenzione sulla crescita delle importazioni, nei primi dieci mesi l'aumento delle quantità arrivate si è attestato sulle 286mila tonnellate (+1,7%), con una crescita del valore dell'import di 125,2 milioni di euro (+2,8%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Sul fronte del comparto dei cereali in granella, che rappresenta circa il 66% del settore, si registra la riduzione dell'import di grano duro (-392mila tonnellate), orzo (-146mila tonnellate) e altri cereali minori (-21.700 tonnellate), mentre crescono gli arrivi di grano tenero (+377mila tonnellate), mais (+182mila tonnellate) e avena (+9.200 tonnellate).

Nel settore dei semi e farine risultano in calo le importazioni di farine proteiche vegetali (-17.800 tonnellate, pari a -0,7%), mentre è in crescita l'arrivo di semi oleosi (+173mila tonnellate).
Forte diminuzione dell'export in quantità, con un netto -11,2%, pari a 458mila tonnellate in meno, e in valore di 52,2 milioni di euro (-1,8%) rispetto allo stesso periodo del 2017.

La forte attenuazione delle vendite estere deriva dal crollo dell'export di grano duro (-333mila tonnellate, in un più complesso -458mila tonnellate per i cereali in granella), e del riso (-24mila tonnellate).
In aumento le vendite all'estero di farina di grano tenero (+12,2%), semola di grano duro (+13,9%) e mangimi a base di cereali (+15,3%). Lieve aumento per l'export di pasta (+0,4%).

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