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Biocidi o sostanze di base: a volte è difficile trovare la differenza

Normativa europea

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La sede dell'Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa) ha sede a Helsinki
Fonte foto: Photographer: Lauri Rotko © European Chemicals Agency 2013

Negli ultimi anni la produzione normativa comunitaria si è adoperata per uniformare la regolamentazione delle sostanze immesse nell’ambiente per evitare i tentativi di aggirare i sovente costosissimi requisiti di commercializzazione per alcune categorie di prodotti.

Gli agrofarmaci prima e i biocidi poi sono tradizionalmente i prodotti più normati a livello mondiale e quotidianamente gli organismi di controllo si trovano a fronteggiare frodi più o meno gravi, dal fungicida (non solo rameico, adesso anche fosfatico) commercializzato con etichetta di un concime CE, vendibile praticamente senza produrre alcun dato, alla “pozione magica” distribuita sotto il forse non più tanto sicuro ombrello dell’Iva al 22%.

Nel tentativo di normare tutto, complice anche la proliferazione di agenzie che spesso trattano con criteri diversi le stesse sostanze (Echa, Efsa), si è a volte fatto un po’ di confusione: nel campo agrochimico abbiamo recentemente documentato il caso del bicarbonato, dove quello di potassio è autorizzato come agrofarmaco (dossier di centinaia di migliaia di euro), mentre quello di sodio come sostanza di base (dossier da qualche centinaio di euro, consulenze escluse, se va bene). Siccome sembra che il meccanismo d’azione sia attribuibile per buona parte alla parte anionica della molecola1, il potenziale equivoco non è di poco conto, specialmente per i titolari dell’agrofarmaco. Anche nel settore dei biocidi l’Echa (Agenzia europea per le sostanze chimiche) ha fatto del suo meglio: vediamo se tra i biocidi recentemente approvati trovate una potenziale sostanza di base per un potenziale uso come agrofarmaco. La soluzione nel prossimo articolo. Ma non ditelo all’Itab!
 

2-metilisotiazol-3(2H)-one

Parente di un ben noto antibatterico presente nella quasi totalità degli agrofarmaci in sospensione concentrata, questa sostanza è stata approvata come biocida del tipo di prodotto 12 “preservanti contro la formazione di sostanze viscide (slimicidi)” (brr… fa più impressione la descrizione o il nome?). Questo tipo di prodotti viene utilizzato nell’industria cartaria e previene la formazione di “slime” (letteralmente “melma”) ad opera di alcune specie di batteri. Le criticità di questo prodotto risiedono nell’esposizione dell’operatore e nell’impatto su acque superficiali e sistemi di depurazione dei reflui.
 

Fludioxonil

Questo celebre fungicida è stato approvato come biocida del tipo di prodotto 7 “preservanti per pellicole”, 9 “preservanti per fibre, cuoio, gomma e materiali polimerizzati” e 10 “preservanti per i materiali da costruzione”. Unica criticità: esposizione dell’operatore.
 

Estratto di Neem (margosa)

L’albero delle meraviglie, detto anche Azadirachta indica, ha tirato fuori dal cilindro un altro prodotto, l’estratto di margosa, che è stato approvato come biocida del tipo di prodotto 19 “repellenti e attrattivi”. In questo caso l’uso è come repellente per insetti. Nonostante l’origine naturale, ci sono criticità per acque superficiali, sedimenti e suolo.
 

Propan-1-olo

Detta anche alcol normal propilico, o semplicemente propilico, questa commodity è stata approvata come biocida del tipo di prodotto 1 (disinfettante per igiene umana), 2 (disinfettanti e alghicidi non destinati all'applicazione diretta sull'uomo o sugli animali) e 4 (settore dell'alimentazione umana e animale). Per questa sostanza di potenziale utilizzo su derrate alimentari verranno fissati appositi limiti massimi di residuo. Tra le altre criticità riscontrate anche l’esposizione degli operatori o utilizzatori professionali.
 

Acido L(+) lattico

Questo acido organico è stato approvato come biocida del tipo di prodotto 2 (disinfettanti e alghicidi non destinati all'applicazione diretta sull'uomo o sugli animali), 3 (igiene veterinaria) e 4 (settore dell'alimentazione umana e animale). Tra le altre criticità riscontrate anche l’esposizione degli operatori o utilizzatori professionali.
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

1DAR Potassium Hydrogen Carbonate Volume 1, punto 1.5.2: Effects on harmful organisms

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