Balneolis e la nuova stagione felix

Il progetto vincitore del Concorso internazionale di idee per l'ex area Italsider di Bagnoli. A cura di Federico Bargone e Luciano Mauro, Associazione Pubblici Giardini

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Il masterplan 'Balneolis e la nuova stagione felix'
Fonte foto: Associazione Pubblici Giardini

L'idea del grande parco di Bagnoli (circa 120 ettari) incrocia alcune non comuni complessità progettuali legate alla presenza delle antiche fabbriche siderurgiche, al tema della bonifica dei terreni e al recupero del waterfront. In questo scenario il masterplan "Balneolis e la nuova stagione felix" (vincitore del Concorso internazionale di idee per l'ex area Italsider di Bagnoli) individua il percorso di rinascita di questo territorio urbano riscoprendo il valore delle innumerevoli matrici storiche e di quelle, più recenti, legate alla memoria collettiva del sito.


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"Se si pensa alla quantità di alimenti che offre questo mare pescoso, [...] a tutti i generi di frutta e d'ortaggi offerti a profusione in ogni tempo dell'anno; al fatto che la contrada circostante Napoli ha meritato il nome di Terra di Lavoro (dove lavoro significa lavoro agricolo) e l'intera sua provincia porta da secoli il titolo onorifico di Campania felix, campagna felice, ben si comprende come là sia facile vivere". J.W. von Goethe, "Viaggio in Italia".
Dai risultati della nostra ricerca sull'identità profonda di questa valle, stretta tra Posillipo e i Campi Flegrei, nasce il racconto del progetto: lo studio delle mappe, dei disegni settecenteschi, degli usi agricoli, delle antiche varietà da frutta, delle memorie storiche e recenti sulle sue fonti termali, legando poi tutto alle più moderne tracce dell'uso industriale del sito.

Così facendo si sono aperte numerose ed inaspettate opportunità per rendere unico il racconto del parco, enfatizzando anche le connessioni con l'intorno: la collina di Posillipo quale sfondo paesaggistico e polmone di naturalità per la nuova rete ecologica, il quartiere di Bagnoli e di Fuorigrotta in un dialogo generato dalle quinte dei nuovi edifici e dalle aperture al mare attraverso il viale rettilineo (da noi denominato "miglio borbonico"), la larga fascia nord destinata a parco urbano, il waterfront che da attuale asse carrabile è trasformato in boulevard pedonale al servizio di una nuova balneazione ecocompatibile.


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Il parco avrà, inoltre, come elemento di visibilità privilegiato la strada che, scollinando Posillipo, discende verso la valle di Bagnoli: un punto di vista "a volo d'uccello" che aprirà lo sguardo verso la nuova identità paesaggistica di Bagnoli, verso i frutteti del "bosco produttivo", le sue radure circolari adagiate nel contesto del verde, i cromatismi stagionali delle innumerevoli presenze botaniche.

L'idea della trasformazione del sito (cioè di una metamorfosi che rigenera l'intera area ex industriale, abusata ed inquinata per oltre un secolo) consiste nel ritorno all'ideale di "Campania Felix", declinato secondo una interpretazione contemporanea del suo genius loci, espressa attraverso l'esaltazione dei caratteri naturali, agricoli, cromatici, estetici e del benessere propri di questo lembo di Campania, che, come asserivano i Romani, era fertile ma anche "felice".

 

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Il masterplan

(Fonte foto: Associazione Pubblici Giardini)

Dalla collina di Posillipo (zona di riserva generale) scende e torna la natura che, arrivata in pianura si configura e si articola in tre diversi ambiti:

  • il parco naturale, lato Posillipo: il recupero di un ambiente naturale, la rete ecologica che unisce il mare alla collina;
  • il parco produttivo, al centro: il ritorno alle coltivazioni, vera identità storica facilmente desumibile dalle antiche mappe, vite, boschi fruttiferi, agrumi ma di specie antiche ed autoctone;
  • il parco urbano, lato Bagnoli: più vicino e funzionale al quartiere residenziale e alle nuove costruzioni che qui si insedieranno.

I tre layers verdi si integrano attraverso le radure circolari, di cui alcune identificano e valorizzano le archeologie industriali, altre caratterizzano aree verdi tematiche nella sovrapposizione delle tre tipologie. La natura si spinge lungo la fascia costiera, fino quasi a lambire il mare dove torna la duna e i tipici laghetti retrodunali.


A cura di Federico Bargone e Luciano Mauro, Associazione Pubblici Giardini


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