Sud, si scatena una tempesta perfetta sull'olivicoltura

La ripresa sfuma sotto la sferza del maltempo e delle basse rese indotte dalla siccità e i prezzi dell'olio novello in calo. In Puglia l'assessore Pentassuglia parla in Consiglio Regionale, in Calabria Confagricoltura chiede l'intervento dell'assessore Gallo

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Mentre le Op chiedono la difesa del prodotto nazionale, giunge un altro finanziamento Ue per aumentare la capacità produttiva della Tunisia, in regime di dazi agevolati (Foto di archivio)
Fonte foto: © Vkara - Fotolia

Per le regioni del Sud si sta prospettando un'annata olivicolo olearia 2021-2022 da dimenticare a dispetto delle previsioni ottimistiche sulla produzione diffuse nella terza decade di settembre dalle organizzazioni agricole e dalle associazioni tra le organizzazioni di produttori. Il tutto mentre i prezzi sono calanti e deludenti e i costi, come per qualsiasi comparto, sono in crescita.

Le previsioni di fine settembre - in media 300mila tonnellate in Italia di olio da pressione con un recupero attesto tra l'11 ed il 15 per cento sull'annata 2020-2021, ma con il Nord e il Centro Italia già in scarica o segnate da avversità - erano fondate in gran parte sulla ripresa produttiva di tre regioni fondamentali: Puglia, Calabria e Sicilia. Su tanto si vedano gli articoli di AgroNotizie del 22  e del 27 settembre scorsi.

Mentre per la Sicilia non è ancora chiaro quale sia stato l'impatto dei recenti eventi alluvionali, che hanno comunque colpito zone olivicole di pregio fin nella provincia di Palermo, nel ragusano e nel trapanese, per altro con la raccolta delle olive ancora in atto, in Puglia e Calabria sta emergendo che era stato sottostimato il danno provocato durante l'estate dalla siccità: le drupe impoverite dalla mancanza di acqua e svilite dal caldo hanno reso molto meno del previsto. E tra le organizzazioni agricole ora si respira un clima di mobilitazione mai visto in tempi recenti per il comparto olivicolo oleario.


Bers finanzia un progetto olivicolo in Tunisia

Infine, si è appreso ieri sera che la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha concesso un prestito di 6,2 milioni di euro a Compagnie Générale des Industries Alimentaires per lo sviluppo dell'olivicoltura della Tunisia. I fondi europei permetteranno a Cogia di aumentare l'approvvigionamento, l'imbottigliamento e le esportazioni. Con quest'ultimo sono sei i progetti finanziati da Bers per l'olivicoltura di Tunisi dal 2017 ad oggi, nell'ambito di un progetto di cooperazione allo sviluppo effettuato in collaborazione con la Fao.

"Non è in discussione - ha osservato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - il programma di sostegni all'olivicoltura della Tunisia, così come gli altri interventi UE verso i Paesi meno avanzati. Comprendiamo la necessità dell'Unione europea di essere vicina ad un Paese, come la Tunisia, indebolito da atti terroristici e con instabilità politica ed economica, dovuta ad eventi interni. C'è però da chiedersi se gli incentivi allo sviluppo della filiera possano coesistere con programmi di facilitazioni nei dazi per l'accesso dell'olio tunisino sul mercato europeo".

Confagricoltura nella nota inoltre sottolinea come la notizia dei sostegni alla Tunisia giunge in una situazione attuale che "vede in difficoltà i produttori di diverse aree vocate all'olivicoltura del nostro Paese, come la Puglia e la Calabria, alle prese con un mercato attendista con prezzi bassi e rese produttive fortemente influenzate dall'andamento climatico. A preoccuparli anche la nuova Pac che, per il settore olivicolo, prevede un consistente taglio dei pagamenti comunitari oggi destinati ai produttori e regole stringenti per l'accesso ai fondi per i programmi operativi.


Puglia, la crisi olivicola in Consiglio regionale

E la politica a livello territoriale ha iniziato a reagire: il 17 novembre la Commissione attività produttive e agricoltura del Consiglio regionale della Puglia ha tenuto un'audizione sul tema "Crisi del comparto olivicolo e possibili soluzioni" con l'assessore regionale all'Agricoltura, Donato Pentassuglia, e i rappresentanti di categoria: Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri e Liberi Agricoltori.

L'audizione è stata richiesta dal consigliere di maggioranza del Pd Francesco Paolicelli "A seguito delle proteste degli ultimi giorni".
L'assessore Pentassuglia, dopo il fuoco di fila delle organizzazioni agricole, ha garantito che "Non rimarrà inascoltato il grido di allarme del settore olivicolo". Due le proposte operative del titolare dell'agricoltura: un incontro la prossima settimana con i rappresentati della Gdo per tentare di frenare la caduta del prezzo all'ingrosso dell'olio di oliva extravergine, che AgroNotizie non ha mancato di evidenziare, e la convocazione di un tavolo tecnico per tentare di porre riparo a una situazione che si presenta grave.


L'analisi e le proposte di Cia e delle Op

A tal proposito, le più importanti organizzazioni di produttori regionali per numero di soci e fatturato - Oliveti Terra di Bari, Associazione Provinciale degli Olivicoltori di Foggia, Apol Lecce e Assoproli Bari - in sinergia con Cia Puglia, hanno presentato all'assessore Pentassuglia alcune richieste per tentare di risolvere i problemi che attanagliano il settore.

In particolare, Cia Puglia e le Op chiedono d'introdurre, da subito, per ridurre i flussi illegali di olio e olive, la registrazione immediata sul portale Sian di tutte le movimentazioni di prodotto fuori provincia, oltre alla riduzione del tempo massimo per la registrazione sul portale Sian della trasformazione delle olive. Cia e Op chiedono anche una "strenua difesa rispetto all'agguerrita concorrenza straniera", e per questo motivo invocano anche "incontri con Agea e Repressione frodi".

Chiesti inoltre interventi per sostenere gli olivicoltori nell'affrontare l'incremento dei costi energetici resi ancora più elevati dalla necessità di sostenere le produzioni in una campagna caratterizzata da particolare siccità, e il sostegno a programmi di tracciabilità, d'identificazione della qualità e di sicurezza alimentare promossi dagli operatori pugliesi.

"L'olivicoltura pugliese, nel 2021, è stata messa in ginocchio da quella che può definirsi una crisi epocale, frutto di una vera e propria tempesta perfetta - scrivono le organizzazioni di produttori e Cia - causata da: basso prezzo delle olive e dell'olio, resa inferiore alla media, grandi difficoltà nel reperire la manodopera necessaria al raccolto". Con riferimento al prezzo delle olive queste si vendono "a 35-40 euro al quintale, anche nelle zone più a Sud della Regione messe in ginocchio dalla Xylella". "Mentre il primo olio prodotto ha una quotazione che oscilla fra i 3,80 euro e i 4 euro al litro".

La qualità dell'extravergine appare eccellente in tutta la Puglia, "ma si registra il 12-13% di resa (12-13 chilogrammi di olio per ogni 100 chilogrammi di olive) contro una media degli ultimi anni del 15-16%" scrivono ancora le Op.


Coldiretti Puglia, vigilare sulla speculazione e le frodi

Stop alle speculazioni che deprimono i prezzi dell'olio extravergine. È quanto ha chiesto Coldiretti Puglia, per cui è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come pugliese il prodotto importato di minore qualità. Coldiretti sottolinea come "i magazzini in Puglia sono pieni di 14mila tonnellate di olio comunitario e quasi 1.000 tonnellate di olio extracomunitario, secondo i dati del report Frantoio Italia redatto dall'Istituto Centrale per la Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole". Un elemento che verrebbe usato a detrimento della possibilità stessa di commercializzare olio Evo italiano, che effettivamente nel mese di ottobre è uscito dai depositi in qualità minime, come documentato da AgroNotizie su dati Frantoio Italia.


Confagricoltura Puglia

Il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro - molto preoccupato per i futuri effetti della nuova Pac sul settore olivicolo - si è anche soffermato sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e ha sottolineato la necessità d'inserire premialità per le aziende della trasformazione e commercializzazione che pagano i prodotti a un prezzo etico. Inoltre, ha evidenziato alcune necessità: attivare il bando per i contributi allo stoccaggio e trasformazione delle materie prime anche con fondi regionali; promuovere l'innovazione nella meccanizzazione e l'ammodernamento degli impianti di molitura delle olive, d'investimenti dell'agrosistema irriguo per la migliore gestione delle risorse idriche e nello sviluppo del biometano.
Lazzàro ha inoltre evidenziato la necessità di "emanare il regolamento europeo per il bando dello stoccaggio privato dell'olio con un accordo tra beneficiari e produttori per la retrocessione di una parte del contributo comunitario".


Calabria, Confagricoltura chiede incontro urgente a Gallo

"Occorre intervenire al più presto con misure specifiche per fronteggiare un quadro che diviene di ora in ora più drammatico per le imprese che operano nel settore olivicolo calabrese". È l'ultimo accorato appello lanciato nelle scorse ore da Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria alle istituzioni e che con una lettera, ha chiesto un incontro urgente all'assessore all'Agricoltura di Regione Calabria, Gianluca Gallo. "Non è più possibile assistere inermi - afferma Statti - a ciò che sta accadendo e che si profila come una vera e propria svendita di quella che dovrebbe essere una delle punte di diamante della produzione calabrese d'eccellenza: olivicoltura". Sui prezzi dell'olio extravergine Statti è chiaro: se già sono bassi i prezzi all'origine rilevati da Ismea, come riportati da AgroNotizie: "il prezzo reale si attesta sui 3,40-3,50 euro chilogrammo e questo dato è in continua discesa". A tanto si sommano gli altri mali comuni a tutti: i costi elevati e crescenti, la difficoltà nel reperire manodopera, il clima che infligge danni alla coltura dell'olivo.

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